Misano World Circuit Marco Simoncelli, dove nascono i talenti

Scritto da  Matteo Righini Ott 26, 2021

È impossibile non notare, nel corso delle interviste ai piloti del Motomondiale del presente e del recente passato, come una buona, se non buonissima, parte di questi parli con una cadenza molto simile. Una grossa fetta dei corridori su due ruote dello Stivale proviene infatti da quella regione storica che si estende longitudinalmente da Imola al Nord della provincia di Pesaro, tra gli Appennini e il ravennate: la Romagna. In particolare, è nella zona della provincia di Rimini e dei suoi dintorni che se ne osserva una concentrazione elevata. In questa fetta di Motor Valley, allegra, ospitale e servizievole, scelta da milioni di persone per trascorrere le vacanze proprio per questo, più che per la qualità delle acque marine, la passione per le moto è viva e irrefrenabile. Ed è proprio qui, a poche centinaia di metri di distanza dagli ombrelloni del litorale, che si trova il Misano World Circuit Marco Simoncelli. Una struttura che negli anni ha saputo ritagliarsi uno spazio fisso nei calendari dei più importanti campionati motociclistici a livello mondiale, e non solo. Essa costituisce anche un punto di riferimento per i tifosi di tutta Italia, sempre presenti in gran numero sugli spalti, e per i giovani che sognano di contendersi, prima o poi, un titolo mondiale.

50 anni di sviluppi

I primi passi che porteranno alla nascita dell’impianto vengono mossi sul finire degli anni ’60. Il progetto del Circuito Internazionale Santa Monica, dal nome della frazione di Misano Adriatico sulla quale sorgerà, è datato 1969, quando iniziavano a sollevarsi le prime discussioni legate alla sicurezza sui circuiti della "Mototemporada Romagnola". Nel 1972 la costruzione è completata: il tracciato, da percorrere in senso antiorario, prevede undici curve per una lunghezza totale di poco meno di tre chilometri e mezzo. La zona paddock è inizialmente composta solo da qualche box aperto e da una palazzina destinata ai servizi. Importanti lavori di ammodernamento, che porteranno al rifacimento dei box e della palazzina, e la pista a superare i quattro chilometri, vengono messi in atto negli anni ’90. Ma i cambiamenti più radicali risalgono agli anni tra il 2006 e il 2008, e forgiano la struttura dandogli il volto che possiamo osservare al giorno d’oggi. Innanzitutto il senso di marcia viene invertito, vengono modificate alcune curve e la corsia d’uscita dai box. Saranno erette tribune, un centro medico e un nuovo ingresso principale. Per l’occasione l’autodromo viene ribattezzato Misano World Circuit, nome al quale verrà aggiunto nel 2012 quello del campione locale Marco Simoncelli, dopo la sua prematura scomparsa.

 

Il numero 58 che accompagnava in gara Marco Simoncelli. A lui è dedicato il Misano World Circuit (Foto Claudio Fargione)

La pista (anzi, le piste)

Il tracciato, utilizzato per competizioni come il Motomondiale, misura 4,226 km, si gira in senso orario e prevede dieci curve a destra e sei a sinistra. La prima insidia che si incontra lanciandosi per un giro nell’autodromo romagnolo è la Variante del Parco, l’ultima a essere stata modificata nel 2008 e resa più stretta. Si arriva quindi alla Curva del Rio, e dopo un rettilineo che, come tutti quelli che compongono questa pista, non è molto lungo, si affrontano una lunga piega in discesa verso sinistra, la Quercia, e una verso destra, il Tramonto. Si riprende poi brevemente respiro prima di giungere a una brusca frenata che conduce alla Curva del Carro. Poco più avanti, una piega a 90° verso sinistra, la Misano, riporta il pilota sul rettilineo di partenza. Le tribune possono ospitare fino a 50.000 persone; aggiungendo a questi i posti disponibili nei prati si raggiunge una capienza complessiva di 100.000 spettatori. È possibile utilizzare l’impianto anche in notturna grazie a 17 torri faro che ne garantiscono l’illuminazione.

 

Un'immagine aerea del complesso del Misano World Circuit Marco Simoncelli (Guidare Pilotare - Google Earth)

La configurazione adottata nelle gare motociclistiche non è però l’unica possibile, infatti esso può essere adattato a seconda delle esigenze, sportive o commerciali che siano. Dal 2015 è disponibile la Brutapela Track, lunga circa un chilometro, situata nella zona della Variante del Parco e della Curva del Rio. Il suo nome deriva da quello di una vecchia curva del tracciato originario, alla quale è stata anche dedicata una tribuna. La parte restante del circuito può formare un altro percorso, detto 3.5 Track, più esteso (3,2 km), visibile per ampie parti dalle tribune e dai prati. Non bastasse, nelle vicinanze sono state costruite altre due piste, più piccole, ma molto utili per consentire anche agli appassionati di mettersi in sella e al volante. Una di queste è sterrata, ed è particolarmente adatta agli allenamenti sulle due ruote: l’Arena Flat Track. L’altra, la Pista Prove, è adibita a corsi di guida e a gare su kart.

Anche le GT sono protagoniste a Misano. In questo video lo spettacolare ed incruento incidente tra Vanthoor e Szymkowiak nel 2015 (TBK Light su YouTube)

Le gare di ieri e (soprattutto) di oggi

La maggior parte dei seguaci, più o meno accaniti, del motorsport associano Misano, giustamente, al Motomondiale. Il massimo campionato globale di velocità sulle due ruote sbarca sulle coste romagnole per la prima volta nel 1980, per poi fare ritorno altre ventisei volte, alternando tre diverse denominazioni dell’evento. Inizialmente, e fino al 1993, l’allora Circuito Santamonica ospita il Gran Premio d’Italia, denominato fino al 1990 Gran Premio delle Nazioni, alternandosi con Imola, Monza e Mugello. Dal 1985 al 1987 l’appuntamento aveva già preso però il nome di Gran Premio di San Marino. Dal 2007, con questo titolo, l'evento si svolge annualmente senza interruzioni sul Misano World Circuit Marco Simoncelli, grazie anche al contributo della Riviera di Rimini, oltre a quello della Repubblica situata sulle pendici del poco distante monte Titano. Nel 2020 e nel 2021 MotoGP, Moto2 e Moto3 hanno fatto per due volte tappa a Misano, a causa della difficoltà di raggiungere località extraeuropee per la pandemia da Covid-19. Il secondo weekend di gara è stato in entrambi gli anni intitolato Gran Premio dell’Emilia Romagna. Non bisogna però dimenticare che anche il campionato mondiale Superbike è di casa. Dal 1991, con sole quattro eccezioni, ogni anno il calendario delle derivate di serie prevede un round a Misano. I quattro chilometri e poco più del tracciato romagnolo non sono di esclusiva competenza delle moto. Ma anche le quattro ruote hanno scritto pagine di storia importanti in zona Santa Monica, con la Formula 2 che prevedeva una tappa estiva nei primi anni Ottanta all'autodromo romagnolo. Indimenticabile l'edizione 1981 in cui Michele Alboreto regalò alla Minardi la gioia della vittoria. Tra gli eventi riservati alle auto recentemente ospitati, sicuramente sono da ricordare le due occasioni nelle quali gli appassionati hanno potuto ammirare le vetture turismo tedesche del DTM, nel 2018 e nel 2019. Anche grandi case automobilistiche italiane hanno messo gli occhi sull’autodromo in riva all’Adriatico. A marzo 2021 si sono disputate a Misano le Finali Mondiali dei campionati monomarca targati Cavallino Rampante, i Ferrari Challenge, previste inizialmente per il 2020. È in programma a fine ottobre 2021 l’analogo evento riguardante la Casa del Toro: la Lamborghini World Final

 

Uno scatto delle Finali Mondiali Lamborghini 2021 a Misano (Matteo Linarello per 1000 Cuori Rossoblu)

Ultima modifica il Mercoledì, 16 Febbraio 2022 17:21