Il punto sulla serie A - XVIII giornata - 23 dic

Scritto da  Dic 23, 2016

 

 

Il diciottesimo turno si presentava in tono dimesso per il riposo di Juve e Milan (e di conseguenza di Bologna e Crotone loro avversarie), impegnate a giocarsi la Supercoppa, e invece i risultati del campo hanno dato un valore importante alla giornata.

L’attenzione maggiore la merita senza dubbio l’Inter. Ha liquidato con un 3-0 che non ammette repliche la Lazio che negli ultimi appuntamenti si era inserita di forza nel lotto delle inseguitrici della Juve. Il successo dei nerazzurri apre nuovi scenari, non tanto nell’assegnazione dello scudetto, ma nella scala dei valori che si sta definendo dietro la Juve. E’ indubbio infatti che i torinesi sono i grandi favoriti per lo scudetto e il vantaggio che già possono vantare assicura loro sonni abbastanza tranquilli. Alle loro spalle invece il discorso per le posizioni che valgono l’Europa sono ancora tutti da fare, perché a turno ci sono formazioni che vivono momenti di fulgore ma poi si trovano a lottare per qualche settimana con avversità e risultati poco incoraggianti. L’Inter è stata la prima a soffrire, fino al cambio dell’allenatore che pare aver messo la parola fine al lungo travaglio. Stessa sorte ora potrebbe colpire la Lazio, fino a una settimana fa ritenuta formazione lanciatissima e decisa a scalare i piani alti. Discorso simile a quello dell’Inter si può fare per la Roma che, dopo aver offerto prestazioni altalenanti, pare aver imboccato la strada giusta. Con il Chievo, sempre temibile, è andata sotto ma ha saputo “girare” la partita e intascare punti preziosissimi. E poi c’è il Napoli che oltre a fare punti si sta imponendo come la squadra più temibile in attacco. Dal 12° al 18° turno ha deliziato i propri tifosi mettendo nel sacco delle avversarie ben 20 reti. Tiene in sostanza una media di tre gol segnati a partita e in due occasioni ha fatto cinquina. A Firenze si è fermato a tre reti gol che hanno fruttato solo un punto ma ormai il meccanismo è rodato e per Sarri non ci dovrebbero essere problemi con le punte.

La grandinata di reti nelle zone alte della graduatoria non ha tolto importanza agli incontri delle retrovie. Si sta sempre più definendo una situazione che potrebbe dare il volto definitivo al fondo classifica (e quindi alla lotta per non retrocedere) già alla fine del girone di andata. Il pari di Palermo, ad esempio, porterà grandi difficoltà ai siciliani che speravano di fare bottino pieno col Pescara e invece sono stati costretti a dividere la posta in palio. Il fatto che nessuna delle due squadre abbia intascato tre punti suona come possibile condanna per entrambe. Abbastanza indicativa, anche se molto più logica, la sconfitta dell’Empoli a Bergamo. I toscani hanno pagato la voglia di riscatto dell’Atalanta, fino a qualche turno fa ritenuta addirittura squadra rivelazione insieme al Chievo.

Molto più doloroso il ko del Sassuolo a Cagliari perché gli emiliani avevano a portata di mano una vittoria che avrebbe assicurato nuova determinazione e una posizione molto più rassicurante in classifica. Gli infortuni che continuano a falcidiare i neroverdi sono senza dubbio una valida giustificazione ma quando si è in vantaggio, e si può reggere fino alla fine non si deve buttare tutto all’aria in pochi minuti, specie con una formazione alla portata come il Cagliari.

Risultati nella norma a Genova dove la Samp non è riuscita a vincere la resistenza di un’Udinese che col passare delle giornate si dimostra sempre più quadrata e affidabile. Il Torino ha liquidato il Genoa col minimo scarto mostrando però in campo una superiorità che forse avrebbe meritato un’ulteriore segnatura.

Mancano i risultati di Bologna-Milan e Crotone-Juve che avrebbero dato un quadro molto più esaustivo in testa e in coda.  Dal campo di Crotone forse non sarebbero giunte novità sostanziali; la Juve probabilmente avrebbe fatto bottino pieno. Dal Dall’Ara invece ci si poteva attendere di tutto perché, come si è lasciato scappare Donadoni nella conferenza stampa settimanale, il Bologna appariva in grande ripresa e il Milan avrebbe potuto farne le spese. Anche i rossoneri di Montella però stanno vivendo un buon periodo e quindi il discorso poteva essere completamente rovesciato. Un pari, probabilmente, avrebbe accontentato entrambi.

 

Giuliano Musi

Ultima modifica il Venerdì, 23 Dicembre 2016 18:51
Giuliano Musi

Giornalista, scrittore e Direttore Responsabile di www.1000CuoriRossoblu.it