Verdi in Nazionale: "Emozione incredibile" - 21 mar

Scritto da  Mar 21, 2017

Sono di poco fa le parole che Simone Verdi ha rilasciato come membro del gruppo azzurro che si sta preparando in vista di Italia-Albania di venerdì. "Quando ho visto che era stato inserito Bernardeschi pensavo di non essere convocato, perché sinceramente dopo l'infortunio non avevo fatto grandissime prestazioni. Poi è arrivata la chiamata proprio per l'infortunio di Federico." Un'emozione incredibile, che a fatto pensare al talento del Bologna, arrivato quest'estate dal Milan, che si trattasse di una presa in giro: "Poi sono arrivato al campo ed era tutto vero, ed è stata una cosa molto molto bella"

L'emozione di Verdi è anche per il calibro di certi compagni, in special modo il capitano azzurro Gianluigi Buffon: "Ero a fare colazione insieme a Spinazzola è arrivato Buffon a salutarci. Ci siamo guardati e ho detto 'cavolo'...mi è venuta la pelle d'oca a guardarlo così da vicino." Grande promessa fin da giovanissimo, Verdi era sembrato perdersi un po' per strada negli anni della maturità: quest'anno però vola ed ha ripreso in mano il suo futuro, e quando un giornalista gli chiede chi deve ringraziare risponde che sono molti gli allenatori che deve ringraziare, tutti quelli che ha avuto, perché nel bene e nel male, anche quando ha giocato meno, ha sempre imparato qualcosa. "È normale che devo ringraziare sicuramente mister Donadoni, con cui quest'anno sto lavorando, e mi sta insegnando tanto, però anche a quelli che ho avuto in precedenza devo dire un grazie perché mi hanno lasciato qualcosa."

Interessante anche la considerazione che Verdi esprime quando gli viene chiesto se lui e Petagna siano i nuovi giovani del gruppo azzurro: "Ormai ho 25 anni e non posso più reputarmi 'un giovane', però è vero che il sacrificio paga. Soprattutto dopo l'esperienza dell'anno passato, dove a Carpi e in Spagna ho giocato poco, mi è servita per lavorare più duramente e cercare di migliorarmi in quello che non riuscivo a fare. Quest'anno è cambiato soprattutto questo, la voglia di mettermi in gioco e di sudare anche per i compagni, e questa è la cosa che fa la differenza." Infine parla del suo rapporto con il CT Ventura, che gli ha dato fiducia convocandolo e che già lo ha allenato a Torino: "Con Ventura non ho mai avuto problemi in passato, ero solo molto giovane e avevo bisogno di crescere. Fu anzi il mister a chiamarmi, per chiedermi di venire in granata. Ha sempre creduto in me ma avevo bisogno di prendere peso e di fare la giusta esperienza. Con la promozione la squadra stava andando bene e non aveva senso cambiare le cose. Per questo sono andato via, le altee esperienze sono state per me molto importanti". E come è stato ritrovarlo? "Ho lavorato un anno e mezzo a Torino. I concetti di gioco qui sono gli stessi, solo che c'è molto meno tempo per assimilarli."

foto: figc.it

Simone Cola

Scrive per 1000 Cuori Rossoblu dal 2013, è anche autore del blog "L'Uomo nel Pallone" in cui scrive di storie dei calcio