Una brutta Italia viene fermata sull'1-1 dalla Macedonia - 7 Ott

Scritto da  Ott 07, 2017

Alzi la mano chi si immaginava che l’Italia, dopo aver perso contro la Spagna, e con un solo punto che la divideva dalla qualificazione agli spareggi, avrebbe dato spettacolo per vincere a tutti i costi. Ed alzi la mano, chi pensava di pareggiare in casa, contro la Macedonia.

Probabilmente sarete in pochi ad aver alzato la mano, perché l’Italia di ieri, è in realtà lo specchio dell’indole della nostra Nazionale da sempre, che si impegna quando in palio c’è la posta massima, ma non ha stimolo necessario per essere sempre al 100%. Inutile raccontarsela, è sempre stato così. Ed infatti ieri, come invece tutti si aspettavano, è arrivato il secondo posto matematico, che vuol dire seconda chance per andare al Mondiale di Russia 2018. La sorpresa è che però non è ancora finita, perché quando ti esponi a figure di questo genere, contro una formazioni volitiva e tenace ma pur sempre a 103° posto del Ranking Fifa, non puoi aspettarti che gli altri ti seguano, e così perdere in Albania lunedì, potrebbe voler dire comunque l’addio ai Mondiali, perché l’Italia a quel punto potrebbe essere la peggior seconda e rimanere quindi esclusa dagli spareggi. Nella prossima partita c’è quindi da aspettarsi un’altra partita non frizzante, e sofferenza fino all’ultimo, nonostante ieri la Spagna abbia quasi passeggiato con la formazione albanese.

Ma torniamo alla partita di ieri. Incontro non troppo spettacolare gestito però abbastanza bene nel primo tempo dagli Azzurri, che tutto sommato creano qualche azione ma la sprecano malamente, tenendo tutto sommato a bada i macedoni. Al 40° il gol di Chiellini (rimasto in attacco dopo un corner e servito da Immobile) pare aprire uno spiraglio, tutti pensano che con il vantaggio, la tensione emotiva della partita diminuisca e l’Italia possa iniziare a giocare con più serenità; ed invece no, perché sempre Chiellini salva il risultato su un errore di Bonucci pochi istanti dopo il vantaggio.

Nel secondo tempo però, invece di un risveglio degli azzurri, che hanno giocato in maglia bianca per permettere a Buffon di sfoggiare una maglia azzurra celebrativa della sua carriera in Nazionale, il ritmo cala ulteriormente e l’Italia pare più impacciata e senza idee rispetto anche ai primi 45 minuti. Gli inserimenti di due giovani desiderosi di mettersi in luce come Bernardeschi e Cristante non cambiano lo spartito della partita che parla di un 1-1, siglato da Trajkovski che in completa libertà viene servito e può battere Buffon con un bel diagonale. A questo punto l’Italia si sveglia, e tra i fischi dei presenti cerca di riportarsi in vantaggio con un discreto forcing che però non porta i risultati dell’andata, quando nell’ultimo quarto d’ora si riuscì a vincere.

Le assenze erano pesanti dato che Belotti, De Rossi e Verratti per una Nazionale che non può vantare fenomeni come nel passato, sono certo giocatori fondamentali, il giudizio quindi dovrebbe forse essere meno negativo e drastico, ma non sono arrivati segnali positivi da quelli che invece ieri avrebbero dovuto o potuto aiutare la formazione ad uscire dai guai: Zappacosta e Darmian non sono stati serviti a dovere ed Insigne non sembra lo stesso giocatore di quando gioca nel Napoli.

Le parole del tecnico a fine partita sono abbastanza lapidarie: "Se giochiamo così non andiamo al Mondiale. Abbiamo perso un filo conduttore che c’era stato nel primo tempo, nei primi 45' abbiamo avuto due palle gol senza subire un tiro. Nella ripresa è scesa la condizione, abbiamo perso lucidità. Era impensabile portare a casa il risultato senza offendere e ci sta che al primo tiro prendi gol"; Ventura poi si è detto dispiaciuto per i fischi perché “Nel momento in cui non c’è positività il pubblico deve aiutare la squadra a reagire”. Infine pur non nascondendosi dietro le assenze per la brutta prestazione, ricorda che l’obiettivo non è ancora centrato e dichiara che: “Dovremmo provare a recuperare tutti e cercare di fare calcio serio per centrare l’obiettivo. Lo scenario cambierà".

Unica nota positiva per noi tifosi rossoblu è che Verdi è partito titolare, ma il nostro Simone non ha brillato, bisogna ammetterlo. A sua discolpa va detto che in una partita così brutta, non ci si può attendere da un quasi esordiente che risolva il match, ma il nostro numero 9 avrebbe le carte in regola per farlo. Rimane il rimpianto perché davvero Simone avrebbe potuto spaccare la partita, ma pur non brillando Verdi ha dimostrato che in questa Nazionale può essere sicuramente tra i convocati.

 

Fonte immagine: ilTempo.it

Ultima modifica il Sabato, 07 Ottobre 2017 08:31
Eldias

Al secolo Simone Zanetti, facente parte del Direttivo di 1000 Cuori Rossoblu.
Oltre che del Bologna F.C. e di Bologna, è appassionato di Archeologia e tifoso del Cruz Azul.