MLS: La disfatta dei The Yanks

Scritto da  Ott 17, 2017

Mentre la Major League si appresta ad affrontare gli ultimi 90 minuti della stagione regolare, l'attenzione dei media e di tantissimi supporters è però calata sul l'incredibile esclusione degli Stati Uniti da Russia 2018.

La domanda che molti si stanno ponendo è la seguente: com'è possibile che la nazionale nordamericana sia rimasta fuori dal mondiale a discapito di squadre nettamente inferiori come Honduras e Panama?

In tanti non riescono ancora oggi a comprendere questa scioccante eliminazione.

 

Le trasmissioni sportive più note da questo lato del pianeta hanno cercato di trovare un nesso fra le bruttissime prestazioni della nazionale a stelle e strisce e la Major League.

Non ci si capacita di come la costante crescita della MLS non abbia portato alcun beneficio alla propria nazionale anzi, certi giocatori sembravano proprio regredire in campo internazionale, mandando all'aria tutti i miglioramenti fatti coi propri club nel corso della stagione.

Probabilmente ci sono aspetti tattici che il pubblico, ma soprattutto il giornalista medio americano ancora non capisce riguardo al mondo calcistico.

 

Nel corso dalla mia permanenza in California ho avuto il piacere di allenare e disputare 3 campionati, ma con tutto il rispetto che posso avere per la passione e l'impegno che molte persone mettono sul campo per cercare di migliorare il livello di competitività di questo paese nel mondo del calcio, c'è un fattore ( già riportato in qualche mio vecchio articolo ) che ancora non è stato messo sotto osservazione: la mentalità.

 

Non ci si può certo lamentare delle risorse che gli istruttori di base hanno a disposizione per lavorare: attrezzature, campi e bambini con voglia di affermarsi ce ne sono fino a stancarsi; ma è proprio nella formazione di questi giovani aspiranti calciatori che gli Stati Uniti peccano di inesperienza.

 

Ci si sofferma molto sulla tattica, anch'essa relativamente accurata, mettendo in secondo piano quelli che invece dovrebbero essere i principali fondamentali di questo gioco: tecnica di base e divertimento.

Si pensa più al risultato di squadra che alla crescita del singolo. 

Errori che alla lunga si pagano, e le prestazioni ottenute in questa ultima qualificazione ne sono la prova.

 

È logico che una nazione con più di 300 milioni di abitanti qualche buon calciatore lo sforni dai propri vivai, ma se guardiamo alle reali potenzialità che avrebbe questo paese, i risultati sono piuttosto scadenti.

 

Parlando proprio di vivai, il paragone con le attività calcistiche europee (e non solo) non regge assolutamente: i college offrono un buonissimo supporto alla crescita di questo sport, ma come detto poche righe prima, se ai bambini non insegni le basi è ovvio che il materiale umano di cui disporrà un coach, quando il fanciullo già sarà grosso modo un calciatore formato,  è indubbiamente scarso.

Ci si può fermare a discutere anche della non presenza di leghe professionistiche all'altezza dopo l' uscita dei ragazzi dalle rispettive università, perché parliamo chiaro, tolta la Major League, la NASL e la USL non sono tornei che possono aiutare ad alzare il livello qualitativo di questo sport negli USA, e lo dico non per denigrare il lavoro di altre persone, ci mancherebbe, ma perché in questi anni ho assistito ad alcuni incontri e posso dire da spettatore che il livello è francamente tragicomico.

 

È emersa pure l'ipotesi (va detto, non così infondata) che essendo il mondiale organizzato dalla Russia, gli americani non avrebbero voluto parteciparvi per ragioni extra sportive; ciò non toglie che i problemi di questi scialbi risultati siano altri, e che per correggerli bisogna partire dalle radici.

Fino a quando non verrà rivisto il programma delle attività di base, i risultati sportivi degli Stati Uniti a livello calcistico saranno sempre poco prevedibili, ma questo non significa che la MLS non possa continuare a crescere con continuità come già sta facendo da diversi anni.

Quando avverrà questo cambio di mentalità gli USA si affermeranno pure nel calcio, ma questo  non è certamente un percorso facile e soprattutto a breve termine.