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Il punto sulla Serie A: In mezzo al Var e C'era una volta il Milan

Scritto da  Dic 18, 2017
IL TOP
In mezzo al Var
Stavolta la tecnologia è risultata davvero utile. Per eliminare gli errori arbitrali? No, perché rigori non concessi ed espulsioni a pene di segugio continuano a farla da padrone. La tecnologia è stata utile perché ha certificato che oltre al livello tecnico del calcio italiano è crollato pure il livello della classe arbitrale.
 
IL FLOP
C’era una volta il Milan
Era d’autunno: Franco Baresi non ne poteva più di guardare i video che raccontavano i movimenti di Signorini nel reparto difensivo del Parma. Con lui, altri Campioni (magari pure Roberto Donadoni) erano giunti alla conclusione che Arrigo Sacchi non fosse l’allenatore giusto per il Milan. Era d’autunno, il gelo dell’eliminazione dalla Coppa Uefa entrò nelle ossa dei tifosi rossoneri e fece irruzione nello spogliatoio. Entrò il presidente, che – sorridendo – arringò la squadra: “Ero convinto che foste in grado di vincere lo scudetto, ma evidentemente sbagliavo. In ogni caso, anche in Serie B, il vostro allenatore sarà Sacchi”. Il Milan vinse lo scudetto, e poi qualche altra cosuccia in Europa e nel Mondo.
Era d’autunno: le videocassette non esistono praticamente più, proprio come i Campioni con la “C” maiuscola. Una squadra costata una fortuna fa cilecca, i manager che hanno assemblato quel disastro decidono di cambiare l’allenatore. Il Milan entra nella storia dalla porta sbagliata, offrendo il primo punto in Serie A alla barzelletta Benevento, facendosi ridicolizzare in Europa League, “grattando” una vittoria che pareva avere le sembianze di una sconfitta contro il Bologna e finendo triturato a Verona. Tra i due Milan non ci sono soltanto trent’anni di differenza. Nel primo caso c’era una società, nel secondo c’è un’accozzaglia di teste e milioni.
È quasi inverno. Duecento chilometri più a sud di Milano, nella nostra Bologna, qualcuno – a giornate alterne – mugugna e vorrebbe cambiare allenatore. Ma non è più tempo di Guaraldi, e non è ancora tempo di Li Yonghong. Il Bologna non è il Milan. Per fortuna, lo abbiamo sempre Saputo.
Ultima modifica il Lunedì, 18 Dicembre 2017 20:47
Marco Montanari

Nel suo curriculum, alla rinfusa, Guerin Sportivo, Treccani, Gruppo Poligrafici Editoriale, La Gazzetta dello Sport, Panini, SportMediaset, Corriere della Sera e alcuni house organ di società calcistiche.
Oggi vorrebbe essere il… Palacio del fantastico gruppo dei 1000 Cuori Rossoblu.