Imolese, è Dionisi-mania: alla scoperta del tecnico in vista del Rimini

Scritto da  Feb 15, 2019

 

 

Profilo basso e tanto lavoro. Sono questi gli ingredienti di un'Imolese che non vuole smettere di stupire tifosi e addetti ai lavori, una volta raggiunto l'obiettivo stagionale della salvezza. Lassù, dove osano le aquile: se pochi giorni fa presentammo la creatura del presidente Spagnoli con una canzone, oggi ci affidiamo alla cinematografia d'autore per parlare di una squadra, quella rossoblù, stabilmente nelle prime posizioni di un girone infido e colmo di corazzate.

Pordenone, Triestina e Feralpisalò stanno rispettando quelle attese sulle quali riponevano massima fiducia i bookmakers. Alle spalle, l'Imolese si è insinuata tra le difficoltà delle favoritissime Vicenza e Ternana, il marasma generatosi in casa Sambenedettese e la rivoluzione del Monza per piazzarsi al provvisorio quarto posto in classifica. E finora è davvero un campionato da pellicola in riva al Santerno, un'ipotesi fantascientifica divenuta prima immaginabile, poi prospettica ed infine realtà, con alle porte un trittico di trasferte che tasteranno il polso della grande rivelazione nel panorama della terza serie. Si parte da domani, quando alle 20.30 il sintetico del Romeo Neri di Rimini saggerà da una parte la voglia di riscatto di una squadra locale reduce dal primo ko interno in stagione, mentre dall'altra pone l'Imolese di fronte alla possibilità di avvicinarsi al record storico di punti in Serie C. Nei prossimi viaggi, invece, si valicheranno i confini regionali in direzione Vicenza prima e Ternana poi, anticipate dalle gare del Romeo Galli contro Vis Pesaro e Renate.

Ad una cabina di regia, quella del campo, affidata alle geometrie del patavino Carraro ne corrisponde una appena al di fuori di esso, capace di sfruttare al meglio le caratteristiche dei singoli attori. Alessio Dionisi, giovane tecnico toscano, è finito sulla bocca di tanti, esperti calciofili grazie alle qualità mostrate dalla sua Imolese. Al primo anno da allenatore professionista Dionisi ha saputo ricalcare la struttura vincente già mostrata lo scorso anno in Serie D a Fiorenzuola, con un costrutto di idee vincenti: tanto gioco, difesa quadrata e incisive proiezioni offensive. Una tela tessuta sin dallo scorso luglio, quando i rossoblù iniziarono la preparazione precampionato covando la speranza di un ripescaggio poi giunto alle calende del mese successivo, e perfezionata con innesti di qualità a corollario di una struttura plasmata con subitanea immediatezza. Poca casualità, tanta visibile sostanza in un cammino nel quale 42 punti sono stati già messi in cascina in vista del rush primaverile.

"Abbiamo lavorato dal primo giorno su un sistema di gioco simile a quello su cui si basava la squadra la scorsa stagione, con un modo di giocare diverso e maggiormente fondato sul possesso della palla", asserisce Dionisi. "L'obiettivo successivo è stato creare una linea di continuità tra chi ha lavorato al Bacchilega da Luglio e chi si è aggiunto successivamente, raggiunto sia grazie alla disponibilità e al lavoro di quanti sono entrati in rosa in corso d'estate, sia grazie al tangibile aiuto di quanti erano già presenti. È un organico dalle qualità importanti, da sfruttare al meglio esaltando i pregi dei singoli e limitando i naturali difetti. Non esistono dogmi tattici: ai ragazzi chiedo di giocare secondo le proprie abilità, con quel tocco di imprevedibilità dato dalle singolarità tecniche e fisiche di ciascuno".

Non sono solo i risultati a dare manforte alla teoretica dionisiaca, ma anche la capacità di esprimere un gioco allo stesso tempo divertente e cinico. "Non credo di aver inventato nulla", sminuisce il tecnico, "e fa sicuramente piacere sentire le lodi su questa squadra. Non bisogna abbassare la guardia, però: se fino a questo momento i ragazzi mi hanno dato risposte maggiori a quanto mi aspettassi, adesso ne pretendo ancora altre. Stiamo disputando un buon campionato, nel quale ci sono tante altre squadre di livello guidate da ottimi allenatori, come ad esempio il Sudtirol di Paolo Zanetti. Tra i singoli, invece, mi ha piacevolmente stupito Leonardo Candellone del Pordenone, un attaccante forte giunto agli albori della cronaca forse in maniera inaspettata ma del tutto meritata".

Occhi puntati, per ovvi motivi cronologici, alla gara in programma domani sera in Riviera, contro un Rimini capace di ottenere 21 dei 27 punti finora incamerati tra le mura amiche di un Neri appena violato, come già anticipato, dopo 16 mesi di imbattibilità. Risale a mercoledì, infatti, la scorribanda in terra romagnola del Feralpisalò, prima compagine capace di piegare le resistenze di una squadra che ha fatto del campo di casa il proprio fortino. Il doppio impegno ravvicinato lascia qualche scoria al nuovo tecnico Martini, che dovrà valutare le condizioni di quanti sono stati impiegati in ambo le gare. Su tutti, sono Volpe e Alimi a destare le maggiori preoccupazioni in casa biancorossa, mentre sul fronte imolese ai forfait di Belcastro e Garattoni si aggiunge quello di Varutti; sul pullman, invece, saliranno Checchi e Sciacca, in dubbio sino all'antivigilia del match.

"Molti si concentrano sulla posizione di classifica del Rimini senza sottolineare che hanno una partita in meno, sono fuori dalla zona play-out e che si tratta pur sempre di una neopromossa", chiude l'allenatore rossoblù. "Si tratta di una squadra che gioca un calcio magari non bellissimo, ma estremamente efficace e concreto, spesso premiato dai buoni risultati ottenuti in Zona Cesarini. C'è un'ossatura di esperienza capace di essere determinante sulla partita secca, come dimostrato negli scontri cruciali della scorsa stagione, e che si carica quando gioca di fronte al proprio pubblico. Sarà una partita estremamente difficile alla quale dovremo riservare la massima attenzione per avere la meglio".

Ultima modifica il Venerdì, 15 Febbraio 2019 23:02
Claudio Leone

Palermitano di nascita, valledolmese di crescita (e nel cuore), imolese dall'adolescenza in poi. Innamorato del calcio in ogni sua espressione, vivo di curiosità, con picchi di entusiasmo fanciulleschi nel nutrirmi di storie poco note. Segno distintivo: politeista. Venero Roby Baggio, Federico Buffa ed altri personaggi del mondo sportivo.