Imolese, si fa la storia: alla ricerca dell'impresa sul campo del Vicenza

Scritto da  Mar 02, 2019

 

 

 

Chi nel 1998 avrebbe mai immaginato, mentre il Vicenza sfidava il Chelsea in semifinale di Coppa delle Coppe con la coccarda tricolore sul petto – frutto della Coppa Italia vinta l’anno prima – che poco più di vent’anni dopo l’Imolese avrebbe calcato il prato del Romeo Menti? O ancora, chi avrebbe mai immaginato di farlo nel 2007, quando al Vicenza – Juventus, gara valida per il campionato di Serie B post-Calciopoli, giocata sabato 10 Febbraio seguiva, il giorno successivo, Imolese – Low Ponte nel girone D di Promozione?

 

Il sogno diviene realtà: il 3 Marzo del 2019 diviene una delle date simbolo della storia dell’Imolese, come poche altre nel recente periodo. E, perlopiù, accade con uno scenario impensabile alla vigilia, dato il quinto posto dei rossoblù a +9 dalla diretta rivale, con in tasca il glorioso successo ottenuto nello scontro dell’andata (2-1, reti di Lanini e De Marchi e gol della bandiera firmato da Giacomelli con una splendida punizione). Valentini e compagni approdano nella tana del Vicenza, la squadra che con i suoi 8.418 supporters di media è in testa alle presenze allo stadio, doppiando la Triestina, più diretta inseguitrice. Un dato laconico, specie se messo a paragone con il diciottesimo posto imolese nella medesima graduatoria con appena 535 spettatori in media, seguito a poche lunghezze di distanza dalla Giana Erminio (che sta notevolmente recuperando) col Renate fanalino di coda. In Veneto è comunque attesa una massiccia presenza di tifosi al seguito della squadra, con buona parte del merito che va data ad una curva che sta riuscendo pian piano ad avere più proseliti sul territorio.

 

 

La compagine biancorossa, che appena un anno fa sfiorò il fallimento prima del trasferimento in città dell’imprenditore Renzo Rosso e della sua Bassano Virtus – non a caso, la nomenclatura societaria riporta la dicitura Lanerossi Vicenza Virtus, con un deciso richiamo al sodalizio che detiene la matricola ed un altro alla storia del calcio cittadino – rientra tra le delusioni della prima parte di stagione, complice un cammino mai continuo e un doppio conseguente cambio di guida tecnica. Sulla panchina berica è appena tornato Giovanni Colella, già tecnico della formazione fino a Dicembre prima di essere sostituito da Michele Serena, che ha iniziato con il piede giusto la propria seconda avventura al Menti grazie alla vittoria nei quarti di finale di Coppa Italia di C (2-0 al Gozzano). Organico di notevole qualità quello a disposizione del mister ex Como e Siena, che potrà contare su due ex bolognesi: uno, Andrea Mantovani, difensore classe '84 in forza ai felsinei nella maledetta stagione 2013/14, dovrebbe partire coi galloni del titolare a causa dell'assenza del compagno di reparto Bizzotto, tra i più positivi nel match di andata ed incappato in un turno di squalifica. L'altro, il giovane portiere Mirko Albertazzi, prodotto del vivaio Bologna ma reduce dal prestito triennale al Virtus Francavilla, si giocherà il posto tra i pali con il rientrante Grandi.

 

Tra le fila imolesi non recupera De Marchi, tenuto precauzionalmente a riposo nella gara contro il Monza giocata mercoledì ma non ancora pienamente recuperato. L'ariete rossoblù sarà costretto alla tribuna insieme a Belcastro, Garattoni e Varutti, tutti disponibili gli altri componenti della rosa, pronti a scrivere una pagina che, a prescindere dal risultato finale, sarà indelebile nel libro dei grandi incontri giocati dal grifone imolese.

Ultima modifica il Sabato, 02 Marzo 2019 20:35
Claudio Leone

Palermitano di nascita, valledolmese di crescita (e nel cuore), imolese dall'adolescenza in poi. Innamorato del calcio in ogni sua espressione, vivo di curiosità, con picchi di entusiasmo fanciulleschi nel nutrirmi di storie poco note. Segno distintivo: politeista. Venero Roby Baggio, Federico Buffa ed altri personaggi del mondo sportivo.