Imolese - Intervista esclusiva al direttore sportivo Filippo Ghinassi

Scritto da  Mar 08, 2019

Non chiamatelo miracolo, i miracoli sono ben altri. Se l’Imolese oggi naviga nel campionato di Serie C con l’apparente sicurezza tipica dei capitani di lungo corso lo si deve ad una regola aurea, quasi un mantra del sodalizio rossoblù. Sui muri delle strutture del Centro Tecnico Bacchilega campeggia un hashtag che riassume in pieno l’essenza societaria: #bedifferent.

 

Un voler essere differenti che, osservando la realtà rossoblù, coincide con una straordinaria normalità, da intendersi come un attenersi ad un sistema di regole non scritte nelle quali la progettualità è il punto di partenza di ogni idea. È la traslazione, necessaria per fare calcio a certi livelli, della cultura aziendale sul piano sportivo, con risultati sotto gli occhi di tutti.

 

Come detto dal presidente Spagnoli nell’intervista di qualche settimana fa, l’Imolese sta scoprendo una realtà, quella del calcio professionistico, a tratti sconosciuta. Per molti, ma non per il direttore sportivo Filippo Ghinassi, 39 anni e una lunga gavetta nella società di via D’Acquisto, maturata fino alla carica assunta in questo momento.

 

La stima della società e di un gruppo di lavoro coeso è stata l’energia che mi ha trascinato nel lavoro quotidiano, fatica e sacrifici che oggi vengono ripagati dal campo, sostiene Ghinassi. “Negli ultimi quattro anni abbiamo visionato in lungo e in largo i campionati di Serie C e D, oltre a quello Primavera, con l’obiettivo di essere pronti ad un eventuale salto di categoria. Inoltre, abbiamo rinforzato i legami con le realtà di livello superiore al nostro, alle quali ci siamo presentati forti di un piano di lavoro strutturato, con in mente una linea ben precisa. Sono stati questi gli ingredienti che ci hanno permesso di essere da subito competitivi, prima fuori dal terreno di gioco e poi all’interno dello stesso”.

 

Nonostante le difficoltà legate ad un ripescaggio in C giunto ad estate inoltrata, quando addirittura l’Imolese aveva già disputato la prima gara ufficiale della stagione, il gruppo di mister Dionisi ha mostrato sin dall’immediato un’identità caratteriale e di gioco che sembra sposarsi alla perfezione con la mentalità societaria. “Il mercato estivo di quest’anno è stato complesso, ma ben studiato. Una volta presentata la domanda di ripescaggio, avevamo già messo in conto le potenziali difficoltà che sarebbero potute sorgere sia nell’eventualità di restare in D, sia in caso di C. Possiamo dire che quest’anno abbiamo riscosso proficuamente i buoni frutti di un lavoro fatto nei quattro precedenti, a partire dalla scelta di Dionisi, già visionato negli anni passati, fino alle trattative giunte a termine una volta ufficializzato il salto nel professionismo. Solo così, andando oltre ogni aspettativa, grazie ad un gruppo che lavora sodo e con grande intensità, siamo stati in grado di competere alla pari contro squadre dal budget decisamente più alto del nostro”.

 

Il pareggio di Vicenza è solo l’ultimo fiore all’occhiello di una stagione magica. Mancano appena due punti al traguardo che attribuirebbe all’Imolese 2018/19 il titolo di miglior squadra nella storia societaria, una soddisfazione che potrebbe già giungere domenica contro il Renate (calcio d’inizio alle 16.30, direzione di gara affidata al signor Lorenzin di Castelfranco Veneto). Partita, quella in programma, per la quale la società ha lanciato la lodevole iniziativa dell’ingresso a 1 euro, al fine di incentivare un maggior afflusso di pubblico sugli spalti del Galli. “Vivere la giornata di Vicenza, al di là del risultato finale”, dichiara soddisfatto il ds imolese, “è stata un’emozione immensa, il raccolto di un germoglio seminato con grande fatica. Siamo partiti dai campionati regionali, arrivando a giocare in una piazza storica del calcio italiano davanti a più di 8.000 spettatori. Il quarto posto attuale non vuol essere un punto di arrivo, ma è una costante ricarica di energia per continuare a lavorare in maniera professionale, così come abbiamo sempre fatto. Le critiche fanno parte del gioco, e forse l’anno scorso sono state troppo severe, così come le lodi di quest’anno sembrano sproporzionate per chi vive quotidianamente l’ambiente Imolese”.

 

Se l’obiettivo stagionale della salvezza è stato ampiamente raggiunto, per la società rossoblù si apre un finale di campionato con rosee prospettive. Il mantenimento della categoria apre una fase di programmazione dell’annata a venire irrealizzabile negli ultimissimi anni, senza dimenticare la possibilità di agganciare il treno dei play-off. Se ad inizio stagione puntavamo a raggiungere la salvezza, magari senza patemi d’animo, oggi è realistico pensare di poter centrare il traguardo play-off, senza dimenticare quanto già fatto con i quarti di finale di Coppa di C e l’esperienza positiva della Coppa Italia”, chiude Ghinassi. “Oggi la curva di crescita societaria, partendo dalla vittoria in Eccellenza, assume una forma quasi retta verso l’alto, e diventa difficile comprendere quali siano i reali limiti, positivi e negativi. Ciò che è certo è che l’Imolese vuole divenire una solida realtà nella categoria in cui militiamo, continuando a lavorare con la massima serietà e qualità. È tutto ciò che abbiamo da chiederci”.

Claudio Leone

Palermitano di nascita, valledolmese di crescita (e nel cuore), imolese dall'adolescenza in poi. Innamorato del calcio in ogni sua espressione, vivo di curiosità, con picchi di entusiasmo fanciulleschi nel nutrirmi di storie poco note. Segno distintivo: politeista. Venero Roby Baggio, Federico Buffa ed altri personaggi del mondo sportivo.