Europei Under 21: Rossoblù in azzurrino

Scritto da  Giu 15, 2019

Due giocatori del Bologna all'Europeo Under 21, da quanto non succedeva? E chi fu il primo giocatore felsineo convocato nella competizione? A questa, ed altre domande, andremo a rispondere con una breve cronistoria del rapporto tra rossoblù e azzurrino, che pone le proprio radici a fondo. Precisamente, all'anno di grazia (ma non per tutti) 1982.

IL PIONIERE Dopo il paradiso, l'inferno: nell'80-81 il Bologna compie il miracolo, ma l'anno dopo c'è la retrocessione. La prima. Portiere di quegli anni è Giuseppe Zinetti, a più riprese in maglia felsinea. E in quel 1982 maledetto, è perlomeno portiere titolare dell'Italia Under 21, che affronta l'Europeo (alla sua terza edizione) con Azeglio Vicini in panchina. All'epoca non vi è ancora il paese ospitante, e si va per andata e ritorno. Ai quarti, contro la Scozia, Zinetti difende i pali azzurrini sia a Catanzaro (dove passano gli ospiti per 0-1), sia ad Aberdeen, dove lo 0-0 non basta per passare il turno. Ci sarà poi un buco generazionale, causato dalla doppia caduta del Bologna (negli Ottanta e nel decennio successivo) con l'Italia Under 21 priva di giocatori rossoblù per quasi un ventennio. Morale della favola: nell'era Maldini (Cesare), quella dei tre trionfi di fila ('92.'94,'96) nella squadra che vince e convince non c'è neanche un calciatore del Bologna. Trend che s'inverte però con l'arrivo del nuovo secolo/millennio.

IL RITORNO Dopo il grande successo degli anni Novanta (è l'Under 21 di Totti, Vieri e compagnia) c'è il buco del '98, con gli azzurrini che non si qualificano, ma due anni dopo ecco le cose rimesse a posto da Marco Tardelli in panchina: all'Europeo 2000, giocato in Slovacchia, è un trionfo. Nicola Ventola fa da rappresentante del rossoblù (anche se in realtà è in prestito dall'Inter). E in campionato, lui che è attaccante, non è che sia andato benissimo: ha segnato infatti più in Coppa Uefa che in serie A (dove alla voce reti c'è un triste "zero"). Andrà meglio in Under: dove darà un contributo sostanzioso, segnando contro la Turchia, nel girone, ed entrando nella finale decisa da una doppietta di Pirlo. A fine competizione tornerà a Milano per fine prestito, dirigendosi poi in direzione Bergamo. Ma al'attaccante pugliese, in ogni caso, va riconosciuto il merito di aver riportato, dopo tempo immemore, il rossoblù all'Europeo Under 21.

IL RAGIONIERE Due anni dopo c'è Matteo Brighi a rappresentare il Bologna. Convocato da Claudio Gentile dopo un'ottima stagione con Guidolin, con cui ha sfiorato ha la Champions ed è stato comunque uno degli assi portanti. E anche in azzurrino svolgerà un ruolo di primo piano: nell'edizione svizzera è titolarissimo in tutte le partite, conquistando coi compagni (specie un Massimo Maccarone in stato di grazia) la semifinale, in una sorta di remake dell'anno precedente con la Repubblica Ceca. Stavolta però saranno Cech e compagni a passare, infrangendo sul più bello il sogno del giovane Brighi. Che ad agosto, tornerà alla Juve per fine prestito, salvo poi virare verso Parma; tornerà a Bologna più maturo, nel 2015. Dopo un'onesta carriera, ricca di tanta serie A e pure un diploma da ragioniere.

IL TRIO E arriviamo all'edizione tedesca. Che certo, in generale, alle nazionali italiane pare portar bene; l'apice. Con Claudio Gentile che chiama all'Europeo tre giocatori del Bologna 2003-2004: due di proprietà (Alessandro Gamberini e Christian Zaccardo) più uno in prestito (Emiliano Moretti, che tornerà di lì a poco al Parma, per poi rifare le valigie in direzione Valencia). Praticamente tutta la difesa titolare di Carletto Mazzone. All'esordio con la Bielorussia passano però gli avversari per 1-2. Una sconfitta che sveglia gli azzurrini: cinici contro Serbia e Croazia, e per direttissima in semifinale. Vittoria facile col Portogallo e di nuovo con la Serbia in finale (3-0). Risultato: quinto titolo europeo messo in bacheca (l'ultimo), ed un numero incredibile di rossoblù presenti, mai più raggiunto.

L'ULTIMO Alla vittoria segue quasi un decennio, dopo l'abbondanza dei primi anni Duemila, senza rossoblù; con gli azzurrini che dal canto loro escono ai gironi o non si qualificano proprio (come nel 2011). Nell'edizione 2013 però (giocata in Israele) i fasti del passato sembrano tornare: primo posto nel girone, Olanda battuta in semifinale (con goal del bolognese, ma non bolognista, Fabio Borini) e pass staccato per la finalissima con la Spagna, che ha già vinto quattro anni prima. In panchina Devis Mangia, che chiama tra i 23 quel Manolo Gabbiadini protagonista in campionato con la maglia rossoblù. E anche in azzurrino continuerà il momento magico: doppietta contro Israele, e intesa perfetta con i compagni. Dopo nove anni, come detto, gli azzurrini riacciuffano la finale, che si gioca a Gerusalemme. Manolo non parte nell'undici titolare, ma entra a partita in corso, prendendo il posto di Ciro Immobile, con gli avversari in vantaggio per 3-1. Alla fine, sarà trionfo iberico, con il 4-2 finale a sancire una partita mai davvero in bilico. A fine stagione, Gabbiadini tornerà alla Samp, dove con un certo Sinisa Mihajlovic (presente?) spiccherà definitivamente il volo.

OGGI Dopo le ultime due deludenti edizioni (prive di rossoblù), l'under 21 di Luigi Di Biagio si prepara dunque all'appuntamento in casa, con due giocatori del Bologna tra le fila: Arturo Calabresi e Riccardo Orsolini, protagonisti rispettivamente nel girone d'andata (tra i pochi a salvarsi) e in quello di ritorno (mattatore), dell'ultimo campionato rossoblù. Il primo è di proprietà, il secondo sta per diventarlo: un successo notevole, per la società di Casteldebole. Che alla gara inaugurale, proprio al Dall'Ara, ritroverà dei propri elementi tra le fila azzurrine. Magari anche dal primo minuto. Con uno stadio tutto esaurito, pronto a spingere gli azzurrini e, in particolar modo, i suoi due beniamini.

Ultima modifica il Sabato, 15 Giugno 2019 13:10
Stefano Brunetti

Bolognese e bolognista, blogger e poeta, filosofo e asceta, con particolare passione per i colori rossoblù: scrivo sul Bologna da quando sono in fasce, o forse anche prima. Autore su Mondo Bologna, ma anche scrittore, cantante, musicista: con Bologna sempre al centro, come unica fonte d'ispirazione. Cosa ne penso di Destro? Non penso. Pro o contro Donadoni? Neutro. Perché la maglia vien prima di tutto. Datemi dell'ignavo, del conservatore, del bigotto: ma a parte questo, giuro che ho anche dei difetti. Perché prima di tutto viene lei: la maglia del Bologna. 7 giorni su 7. E la maglia non si contesta: si ama. Anzi, di più: si adora.
Ed io, in fondo, non sono che questo: un adoratore seriale. Di professione.