Luci al Dall'Ara

Scritto da  Giu 17, 2019

Alle 21 in punto, quando l'arbitro olandese Gozubuyuk fischia l'inizio di Italia-Spagna, sul cielo di Bologna c'è ancora luce: e nel Dall'Ara, pieno fino all'inverosimile, neanche un posto libero. Come nei momenti migliori del Bfc: o come in quel maggio del 1927, quando proprio Azzurri e Furie Rosse inaugurarono l'allora Littoriale, alla presenza dei rispettivi sovrani e di ben 60mila spettatori.

Cifre inverosimili oggi, anche se il colpo d'occhio è notevole: un oceano azzurro, dove spiccano le maglie dei club. Bologna in prevalenza, ma non solo. Anche Cagliari (Barella), Juventus (Kean), e chi più ne ha più ne metta. E proprio il giocatore bianconero, quando lo speaker recita le formazioni, risulta uno dei più applauditi. Dopo Calabresi, ovviamente. Orsolini? Inizialmente in panchina, ma pronto a dare il suo contributo.

A pochi minuti dal via, ecco salire sul palco Rocco Hunt, vincitore di Sanremo Giovani 2014. La sua Benvenuti in Italy, inno ufficiale della competizione, conquista poco alla volta lo stadio, trasformandolo in un enorme discoteca. A questo punto, forse, ci si attende per par condicio un cantante spagnolo, (Alvaro Soler?), ma i tempi son già maturi per gli inni. Lo speaker, in un tremolante inglese, "ordina" lo sventolìo di bandiere spagnole e italiane; qualche timido fischio per l'inno iberico, coperto subito dagli applausi. E si arriva poi all'Inno di Mameli, con i 26mila del Dall'Ara a cantare a squarciagola, con eco probabilmente fino alle Due Torri.

L'atmosfera è bollente: Bologna c'è, e vuole dare uno mano agli azzurrini. L'inizio però non è dei migliori: Ceballos, con una magia, la mette dove Meret non può arrivare, gelando il Dall'Ara. Che dal canto suo, non si scoraggia, aumentando i decibel di sostegno canoro. Chiesa trova il goal del pareggio, la grande paura passa. Si va dunque all'intervallo, dove prende vita un curioso esperimento sociale: sfida virtuale ai rigori, tra le due nazionali maggiori, in diretta sul tabellone. Il pubblico segue con ansia la sfida a suon di penalty, come fosse reale. Alla fine trionfano gli azzurri: di buon auspicio, a pensarci.

Nella ripresa, il pubblico di fede rossoblù scalpita: entra Orsolini, il numero dei felsinei presenti in campo sale a due. I risultati non tarderanno ad arrivare: ancora Chiesa, poi proprio Orsolo ci mette lo zampino, nell'azione che porta al rigore. Pellegrini rimane freddo e trasforma: 3-1. La rimonta è completa. Dall'Ara in tripudio, alla sua ottava vittoria consecutiva tra Bologna ed Under: numero che potrà salire a nove, in caso di ulteriore successo mercoledì sulla Polonia. Che dal canto suo, oltre agli azzurrini, avrà anche un altro avversario con cui fare i conti: il pubblico bolognese. Pronto a fare nuovamente da dodicesimo uomo, anche in questa sua inedita versione estiva.

Ultima modifica il Lunedì, 17 Giugno 2019 10:36
Stefano Brunetti

Bolognese e bolognista, blogger e poeta, filosofo e asceta, con particolare passione per i colori rossoblù: scrivo sul Bologna da quando sono in fasce, o forse anche prima. Autore su Mondo Bologna, ma anche scrittore, cantante, musicista: con Bologna sempre al centro, come unica fonte d'ispirazione. Cosa ne penso di Destro? Non penso. Pro o contro Donadoni? Neutro. Perché la maglia vien prima di tutto. Datemi dell'ignavo, del conservatore, del bigotto: ma a parte questo, giuro che ho anche dei difetti. Perché prima di tutto viene lei: la maglia del Bologna. 7 giorni su 7. E la maglia non si contesta: si ama. Anzi, di più: si adora.
Ed io, in fondo, non sono che questo: un adoratore seriale. Di professione.