Montreal Impact - Thierry Henry è il nuovo allenatore

Scritto da  Nov 15, 2019

 

 

Elegante e letale. Intelligente e sconfinatamente tecnico.

Fallì alla Juve, salvo poi trasformarsi in uno dei migliori giocatori del mondo con la maglia dell’Arsenal all’inizio del nuovo millennio. Tra Gunners, Blaugrana e nazionale francese ha vinto tutto da calciatore, ora ci prova anche da allenatore.

Carriera straordinaria. Nativo del circondario parigino (per la precisione di Le Ullis), Thierry Henry comincia la sua carriera fra le fila del Monaco dove - piuttosto misteriosamente - gioca ala. Un centinaio di presenze con il club monegasco, prima del grande salto verso la serie A.

20 anni fa, infatti, il passaggio alla Juventus in quello che involontariamente si trasformò nel più grande abbaglio preso dalla (solitamente) puntuale dirigenza bianconera: a Torino, Henry, non riesce ad esprime le sue potenzialità e la “Vecchia Signora” lo lascia partire dopo appena una ventina di partite.

Dal cuore della City, Arsene Wenger propone un’offerta da 10 milioni di pounds e così Henry s’imbarca sul primo aereo diretto a Londra. Nel nord della capitale, Thierry si trasforma in “TiTì”, diventando un vero e proprio idolo: in 7 anni, mette insieme 370 presenze andando a segno 226 volte. Con la maglia dei Gunners alza al cielo 3 F. A. Cup, 2 Community Shield e 2 titoli di Premier League.

Tridente delle meraviglie&Nazionale. Nel 2007 si trasferisce a Barcellona andando a comporre un tridente stellare al fianco di Eto’o e Messi. In Catalogna, conquista una Champions, due scudetti e una coppa delle Re.

Con la selezione transalpina invece, colleziona 123 caps condite da 52 marcature. Trionfa nel mondiale del 1998 e arriva secondo alla kermesse tedesca del 2006, quella vinta nella finale berlinese dall’Italia.

Allenatore. Chiude la sua prestigiosa carriera da calciatore sulla sponda occidentale dell’Atlantico, tra le fila dei New York Red Bulls. All’ombra della Statua della Libertà, il francese mette insieme oltre 100 presenze gonfiando la rete in una cinquantina di occasioni.

Nel 2016, inizia l’avventura in panchina come assistente di Roberto Martinez, ai tempi commissario tecnico della nazionale Belga. Nell'ottobre del 2018 accetta la proposta del Monaco, tornando nel principato nel tentativo di risollevare le sorti della sua vecchia società. L’esperienza però è semi disastrosa: su 20 partite, raccoglie la miseria di 4 vittorie e 5 pareggi, mettendo a referto la bellezza di 11 sconfitte. Troppo poco per continuare.

Ora, una seconda occasione. Nuovamente sulla costa occidentale dell’Atlantico, chiamato da Joey Saputo per rilanciare i “Quebecers” canadesi dopo una stagione deludente.

Bonne chance, “TiTì”

 

Foto Sky Sport

Ultima modifica il Lunedì, 18 Novembre 2019 13:53
Andrea Nervuti

Amante del mondo anglosassone in ogni sua sfumatura: dall'atmosfera del piccolo pub di periferia fino alle luci della Premier League