Ivan Zazzaroni Ivan Zazzaroni lafiorentinaebasta.it

A TU per TU - Intervista esclusiva a Ivan Zazzaroni (direttore Corriere dello Sport): "Sugli stipendi è stato fatto un calcolo errato. Ritorno in campo? Credo che..."

Scritto da  Apr 10, 2020

Quest'oggi abbiamo avuto il piacere di parlare dell'attuale situazione in Serie A con il direttore del Corriere dello Sport-Stadio, Ivan Zazzaroni.

Buongiorno direttore, come sta vivendo questa quarantena?

"Come tutti, stiamo a casa e usciamo solo per svolgere i compiti essenziali. La situazione è drammatica, l'abbiamo tutti sottovalutata. Io sono rinchiuso con la mia famiglia, e questo forse è uno dei lati positivi: il poter stare sotto lo stesso tetto per diverso tempo".

Il lavoro come procede?

"Procede bene, a differenza di altri non ci sono stati molti cambiamenti con questa quarantena. Manca solo il contatto fisico con la redazione, ma per il resto non cambia nulla. Lavoro al computer anche dieci, undici ore al giorno: quello che serve insomma. La cosa positiva di questa situazione è la possibilità di pensare, non hai frette e pressioni e sei libera di far girovagare la mente".

Passando alla Serie A, cosa pensa delle mosse iniziali della Lega? Dove hanno sbagliato?

Diciamo che la Lega in sé non esiste, ci sono solamente una serie di interessi, a volte opposti. Esistono 20 presidenti con 20 società e altrettanti problemi, uno diverso dall'altro. Secondo me non è che ha sbagliato la Lega, è solo difficile mettere insieme tutti i pezzi del puzzle. C'è chi vuole spingere da una parte e chi, invece, spinge dall'altra. Ha sbagliato qualche giorno fa quando ha dettato delle linee guida per i tagli dei calciatori che secondo me sono state eccessive".

Perché eccessive?

"Non è stato fatto un calcolo corretto, perché se si tornasse a giocare ormai ci sarebbe stato il taglio di due mensilità e non si capisce per quale motivo: non si sono potuti allenare, non li hai potuti mandare via, semplicemente non potevano far nulla a causa del Decreto governativo. Il taglio degli stipendi dei calciatori è la cosa più populista e demagogica che alla fine non risolve niente".

Riguardo il campionato che idea si è fatto?

"Non ne faccio una questione di ipotesi, l'opinione di tutti è quella di sperare che prima o poi ricominci. Le modalità e le tempistiche verranno dettate dal virus, poi dipende dal Governo. In Germania, ad esempio, qualche squadra già si sta allenando; in Italia penso che nei primi giorni di maggio anche squadre del nostro campionato inizieranno ad allenarsi".

Crede quindi che a inizio maggio riprenderanno gli allenamenti?

"Noi possiamo solo augurarcelo, non ci sono date migliori di altre, bisogna solo capire l'evoluzione che prenderà il virus. Penso che gli allenamenti si possano recuperare prima, anche perché ci sono delle modalità che permetteranno ai calciatori di allenarsi a dovuta distanza. Mi auguro che il campionato, invece, riprenda magari a fine giugno, ovviamente a porte chiuse perché altro non si può fare".

Vede altre prospettive per il campionato?

"No, l'annullamento non l’ho mai preso in considerazione. Sarebbe una grave perdita per tanti settori. Tutti, per diversi motivi, sperano che il campionato riprenda".

Gli sponsor e le società quanto perderanno?

"Perderanno quanto perdiamo noi, ovviamente con le dovute proporzioni. In questo periodo ci stiamo perdendo tutti, chi di più e chi di meno ma nessuno escluso. Ovviamente c'è qualche società che ha più percentuali e quindi perderà di più, mentre per altre squadre i danni saranno minori, ma comunque ci saranno".

Sulle Coppe europee che idea ha?

"Dobbiamo aspettare gli ultimi turni dei campionati, e quando ci saranno meno partite potremmo prendere in considerazione l’idea di far terminare Champions ed Europa League. Ceferin è stato chiaro, bisogna capire l'evoluzione del virus".

Da questa situazione il sistema sportivo come ne uscirà?

"Come noi, a pezzi. Poi c'è qualcuno dice bene perché si abbasseranno costi e cose varie: può darsi, ma in situazioni come queste non c'è nulla di scontato. Inizialmente ne usciremo male, poi dipende da noi e dalla nostra intelligenza trarre dei vantaggi da ciò che ci sta accadendo; ma ho qualche dubbio..."

Grazie mille direttore.

"Grazie a lei".

 

Ultima modifica il Venerdì, 10 Aprile 2020 12:13
Federico Calabrese

Classe 2000, studia presso l'Università di Bologna. Prima di entrare in 1000 Cuori Rossoblu ha scritto per Mondoprimavera e Jzsportnews.com. In passato ha lavorato anche con Gazzamercato, Vocegiallorossa e Numero-Diez. Ha partecipato l'anno scorso al Workshop di Giornalismo sportivo a Bologna, che ha visto docenti come Xavier Jacobelli e Alessandro Iori. Appassionato di calcio in tutte le sue sfumature, cerca il più possibile di raccontare il lato romantico dello sport, con storie che possano far emozionare.