Monday Night - William Foulke, portiere... di stazza

Scritto da  Apr 13, 2020

Spulciando un po', vengono in mente i nomi di Teo Sellers e Saheed Akinfenwa. Il primo è di fantasia, il secondo no. Akinfenwa è tutt'ora tesserato nelle file del Wycombe, dall'alto dei suoi 100 chili. Fisico da culturista, sulla panca può alzare il doppio del suo peso e in Inghilterra ha avuto una lunga e frastagliata carriera in club minori. Nel 2014 una amichevole contro il Chelsea gli diede risonanza internazionale, e nel 2015 segnò addirittura al Liverpool in FA Cup con la maglia del Wimbledon.

Sellers, quello di fantasia, ci riconduce più vicini alla nostra storia. Era un portiere, seppur di un cartone animato ultra celebre come Holly e Benji. Più i protagonisti del cartone tentavano di fargli gol e più non ci riuscivano, con la sua immensa mole che impediva qualsiasi rete avversaria. Sino a qualche anno fa, un portiere così esisteva davvero: si chiamava Daniel Badislav, pesava 130 chili e giocava nelle divisioni inferiori della Romania. Ma il personaggio della nostra storia è ancora più lontano nel tempo e ancora più pesante. Una delle squadre che più si rammaricano nel vedere interrotta la Premier League è sicuramente lo Sheffield United, lanciatissimo verso una qualificazione europea, e squadra proveniente dalla terra per eccellenza del football.

A Sheffield nacquero le regole del calcio, sorse il primo club nel 1857, i primi stadi in cui si giocò e nel 1989 la città fu segnata anche da una tragedia purtroppo decisiva per le sorti del calcio britannico prima di un Liverpool-Forest di FA Cup. E proprio là giocava William Foulke, che un'era geologica fa, il 1° settembre 1894, esordì tra le file dei biancorossi dopo essersi dato al cricket, che come in molte squadre dell'epoca, Milan e Genoa comprese, era l'altra divisione sportiva oltre al football. Era nato nel 1874, pesava centocinquanta chili per 1.93 di altezza, e in campo indossava, un po' come tutti, mutandoni ascellari alla Fantozzi e piazzava una mole che incuteva timore a chiunque.

Non solo per le misure extra-size, ma anche per il suo carattere totalmente impulsivo, che lo portava a battibeccare con tutti in campo e a darsi al cibo in modo sfrenato. Esiste anche una breve ripresa datata 1901 che potrete trovare su Youtube: il nostro, durante la finale di Coppa d'Inghilterra col Tottenham, scorrazza davanti alla porta e compie un rinvio maldestro dopo il quale si sistema beatamente i suoi larghi pantaloni sulla maglia, biancorossa esattamente come quella dei suoi compagni. 

William Foulke in fondo è stato l'istrionico e bizzarro portiere di un'epoca d'oro per lo Sheffield: due titoli e una FA Cup, condite da leggende metropolitane non verificate secondo le quali il nostro un giorno subì le conseguenze di una caduta a terra dopo essersi appeso alla traversa e questa si spezzò; o una caccia all'arbitro per un favore accordato al Southampton nella finale di FA Cup vinta nel 1902: il direttore di gara fu costretto a barricarsi negli spogliatoi. "Who ate all pies?", chi ha mangiato tutte le torte? "Tu, maledetto ciccione!" gridava il pubblico.

Guadagnava tre sterline a settimana, ma alcool e cibo erano ovviamente la sua consueta compagnia. Nel 1905 passa al Chelsea per 50 sterline (!) ed è di quel periodo un'altra storia curiosa: si era portato due ragazzi dietro la porta, chi dice perché facessero i raccattapalle, e da lì fu inventata un po' quella figura, chi perché Foulke volesse in questo modo sembrare ancora più grosso agli attaccanti avversari. E sapete da dove nasce l'espressione "Clean sheet", ossia quando un portiere conclude una partita senza subire reti? Proprio da lui, che un giorno, nel 1907 contro l'Accrington Stanley indossò un lenzuolo bianco (clean sheet appunto) perché le divise del Bradford, squadra in cui si era trasferito, erano simili a quelle avversarie. Non subì gol, e da allora nacque la celebre locuzione.

Con una vita così sregolata seppur miniera d'oro per i libri di calcio e le storie di sport, Foulke morì nel 1916 di cirrosi epatica. E' sepolto nel cimitero di Sheffield, ma al suo decesso fu registrato come "Foulkes". Mai banale la sua storia, fino alla morte. Ma questa fu la realtà, e non un cartone animato.

Stefano Ravaglia

Stefano Ravaglia nasce a Ravenna nel 1985. Giornalista pubblicista, appassionato di calcio e della sua storia, ha seguito il Milan quasi dovunque in Italia e in Europa e collabora attualmente con le testate online ‘Unfolding Roma’ e ‘La Notizia Sportiva’. Appassionato in particolar modo di calcio inglese, tesserato al Liverpool Italian Branch, conduce il podcast settimanale ‘Passione Premier Talk’ del portale Passionepremier.com. Ha all'attivo quattro libri e alcuni racconti pubblicati in varie antologie. Collabora con "1000 Cuori Rossoblù" dal gennaio 2020.