Supercoppa: Allegri batte ancora Pioli. L'analisi tattica dei biancocelesti verso Lazio-Bologna - 8 ago

Scritto da  Ago 08, 2015

(foto: gazzetta.it)

Stefano Pioli e la Juve: c’è il rematch della finale di Coppa Italia a Shangai,in palio c’è la Supercoppa. Quella finale, però, lasciò nei biancocelesti la consapevolezza di poter mettere in difficoltà la Juve di Allegri e di potersela giocare alla pari, se poi quel palo palo di Djordjevic avesse avuto un esito diverso, saremo qui a parlare di un’altra gara. L’ex allenatore del Bologna, privo di Parolo e Lulic squalificati, non si fa intimorire dall’avversario e si presenta con un offensivo 4-3-3: davanti Klose preferito a Djordjevic, in porta confermato Marchetti. Davanti al portiere laziale, nella difesa a 4, ci sono Basta, De Vriji, Gentiletti e Radu; a centrocampo, con Onazi e Cataldi n mediana, c’è Biglia cabina di regia. Davanti, a completare il tridente con Miro Klose, Candreva e Felipe Anderson, gli esterni che lo scorso anno hanno fatto letteralmente impazzire le difese avversarie, anche per la loro abilità di invertire la loro fascia di competenza a partita in corso. E così è stato anche contro la Juve. Proprio dalle loro iniziative sono arrivati i pericoli maggiori per i bianconeri specialmente nel primo tempo. Allegri risponde sorprendendo tutti, niente 4-3-1-2 come da previsioni della vigilia, bensì 3-5-2 con Coman preferito a Dybala.

La cerniera davanti alla difesa costituita da Cataldi e Onazi sembra tenere bene e fa un grande lavoro sia in fase di interdizione che in fase di impostazione supportando Lucas Biglia, ma poi cala visibilmente nella ripresa non riuscendo a tenere testa al centrocampo bianconero. Ritmi blandi nel primo tempo e nulla di particolare da segnalare, anche a causa del vento e di un campo non degno di una Supercoppa. Basta e Radu, si preoccupano più della fase difensiva che di quella offensiva per non lasciare troppo scoperta la Lazio quando la Juve si fa vedere in avanti. Non cambia molto nel secondo tempo: Mandzukic si divora un goal, Pioli corre ai ripari sostituendo uno stanco Klose con Djordjevic. Poi è proprio il croato della Juve a trovare il goal del vantaggio con la difesa della Lazio in ritardo che lascia colpevolmente da solo Mandzukic a saltare di testa. Poco più tardi è un altro errore, questa volta di Onazi a regalare la palla a Pogba. Il francese serve Dybala che non sbaglia e fa 2-0, uno due micidiale dei bianconeri che di fatto chiude la partita e regala la Supercoppa alla Juve. Con l’ingresso di Kishna al posto di Cataldi cambia anche il modulo. Pioli passa al 4-2-3-1 con Candreva in aiuto a Djordjevic, e Kishna e Felipe Anderson ad agire sulle corsie laterali.

Verso Lazio-Bologna emergono alcune indicazioni tecnico tattiche. La prima riguarda il modulo: la duttilità della squadra di Pioli, infatti, permette al tecnico biancoceleste di passare dal 4-3-3 al 4-2-3-1 a partita in corso. Nessuna indicazione, invece, sui nuovi acquisti, visto che sia Kishna che Morrison hanno giocato poco per essere giudicati e bisogna aspettare il preliminare per saperne di più in gare ufficiali. L’assenza di Parolo si è fatta sentire, soprattutto in fase offensiva e negli inserimenti senza palla. Lucas Biglia in cabina di regia non è apparso lucido come al solito, ma non va dimenticato che l’argentino ha anche disputato la finale di Coppa America. Alla Lazio è mancata la solita intensità in mezzo al campo: caratteristica che rientra nel credo sportivo di Stefano Pioli. Ottima la mossa del mister laziale di spostare Cataldi sulla trequarti per cercare di limitare Marchisio, ma non è bastato. Davanti Klose è apparso troppo solo e non è stato supportato a dovere da Candreva e Felipe Anderson, due che lo scorso anno facevano la differenza e che oggi, invece, hanno dimostrato di non essere ancora al 100%. Il Bologna però non deve farsi ingannare, perché alla prima sarà una Lazio diversa e avanti di preparazione rispetto ai rossoblu visto che avrà già disputato due gare ufficiali. L’aggressività e la fisicità degli uomini di Pioli può fare la differenza, ma dal canto suo il Bologna potrà approfittare delle disattenzioni dei biancocelesti, preoccupanti quelle di oggi contro la Juve. Una Lazio ancora in fase di rodaggio? Indubbiamente si ed è presto per esprimere pareri in merito, ma non bisogna dimenticare  che fra poco ci sono i preliminari, un’arma a doppio taglio per i rossoblu. All’Olimpico, infatti, potrebbe presentarsi una Lazio stanca per l’impegno europeo, oppure galvanizzata in caso di risultato positivo. Sul mercato Lotito poteva e doveva fare di più, riconfermare la squadra dello scorso anno è un punto a favore, ma non basta perché le altre si sono rafforzate e sinceramente gli acquisti fatti fin qui non sembrano essere sufficienti in vista di un impegno europeo. Pioli dal canto suo si è detto “fiducioso in vista della Champions e contento dello spirito messo in campo dalla Lazio” (dichiarazioni rilasciate ai microfoni della Rai, ndr). La Lazio è alla quinta sconfitta consecutiva, se si contano anche le amichevoli, un campanello d’allarme non da poco e ora c’è il Bayer Leverkusen.

Ultima modifica il Sabato, 27 Agosto 2016 14:30
Andrea Bonomo

Abruzzese trapiantato a Bologna, scrive per 1000 Cuori Rossoblu da Ottobre 2014.