The Day Before - Dentro o fuori: non ci sono alternative - 23 Giu

Scritto da  Stefano Brunetti Giu 23, 2014

Punto uno: la sconfitta con la Costarica è stata uno shock non solo per il Paese intero, ma anche e soprattutto per i pindarici progetti di qualificazione anticipata. E su questo non ci piove. Ma ad esser sinceri, a guardare il bicchiere mezzo pieno ( se davvero si può..) sarebbe potuta andare anche peggio: perché l’1-0 maturato a Recife ( risultato che avrebbe potuto essere ben più largo per quanto visto in campo) ha comunque lasciato un’ eredità favorevole alla truppa italiana, in vista del match decisivo con l’Uruguay.

Due risultati su tre per passare il turno. Questioni di differenze reti: dunque basterebbe anche un misero pareggio a reti bianche per passare agli ottavi e non tornare anzitempo in patria. Ma ad oggi, l’Italia vista contro i centroamericani, farebbe fatica perfino contro la Longobarda di Oronzo Canà: figuriamoci contro Suarez e compagni.

Ed eccoci dunque al punto due: la rivoluzione messa in atto di Cesare Prandelli, novello Copernico deciso ad osare e mettere in campo, finalmente, una squadra più offensiva, abbandonando ogni timore reverenziale.

Un c.t. gattopardesco, il nostro, fedele allo slogan del Tomasi di Lampedusa di cambiare tutto affinché nulla cambi: ecco dunque, per mantenere il secondo posto, una formazione diametralmente cambiata rispetto alle prime due uscite. Un 3-5-2 ben lungi dal modello dell’ “ Italia tiki-taka”, col 4-1-4-1 mai realmente decollato: un assetto tattico, per intenderci, molto simile a quello della Juve targata Conte, con tanti interpreti della corazzata bianconera a dare il proprio contributo.

Il blocco difensivo, tornato con la linea a tre, sarà infatti interamente zebrato, con Buffon difeso dal trio Chiellini-Barzagli-Bonucci: ci si rimette dunque nelle mani dell’esperienza e  di alchimie testate e messe a punto in questi anni di dominio bianconero. Sperando che basti per contenere il pericolo numero uno, Suarez, a segno con una doppietta contro gli inglesi.

A centrocampo, per finire la carrellata di novità, due esterni, i giovanissimi De Sciglio e Darmian, chiamati a dar manforte al nucleo della mediana azzurra, formata da Pirlo e dalla coppia Verratti-Marchisio: giù dunque il deludente Thiago Motta, per un ritorno allo schema della partita d’esordio ( senza però Candreva).

In attacco l’altra grande novità: il probabile inserimento di Ciro Immobile a dar manforte al finora troppo isolato Balotelli. Ma per una maglia da titolare ci sarà fino all’ultimo in corsa anche Antonio Cassano, già compagno di meraviglie del Balo ad Euro 2012: e forse questa, data l’alchimia già collaudata tra i due ( e anche per questioni di compatibilità in termini di ruoli) sarebbe forse la soluzione migliore.

Si gioca alle 18, contro un’Uruguay chiaramente molto “italiana” ( tra gli altri Gaston Ramirez e Diego Perez) che non vuole assolutamente abbandonare così presto il sogno mondiale.

 Dentro o fuori: non vi sono alternative.

 

Ultima modifica il Sabato, 27 Agosto 2016 14:54