Il Resto del Carlino - Discriminazione sul campo di gioco: “Siamo dispiaciuti per l’accaduto, ma non siamo razzisti” fonte immagine: pexels.com

Il Resto del Carlino - Discriminazione sul campo di gioco: “Siamo dispiaciuti per l’accaduto, ma non siamo razzisti”

Scritto da  Luca Bassi, Francesco Bernardi, Marco Canestrelli, Mattia Cereda, Aurora Martelli Dic 01, 2021
Ne*ro di m…”, bastano tre parole e sul campo scompare il pallone. Il calcio non importa più. Nel corso del secondo tempo di Saragozza-Real Basca, un giocatore ospite ha rivolto l’insulto razzista nei confronti di un avversario, un ragazzo nato in Italia di origine marocchine. La risposta non si è fatta attendere: i padroni di casa si sono compattati attorno al proprio compagno e insieme hanno abbandonato il terreno di gioco. Il direttore di gara, che nel referto sostiene di non aver udito l’epiteto razzista, non ha sospeso l’incontro; di conseguenza il Saragozza, da regolamento, subirebbe la sconfitta a tavolino per 0-3.
 
Fulvio Poggi, presidente del Real Basca — formazione che milita in terza categoria, si è espresso sull’accaduto attraverso le colonne de Il Resto del Carlino: “Condanno con fermezza l’accaduto, ma non siamo una squadra di razzisti. D’altro canto ora è scoppiato un caso mediatico, non giustifico l’accaduto, ma penso che tutto vada contestualizzato”. Prosegue: “Il ragazzo è albanese, credo sappia bene cosa significhi essere discriminati. Non capisco cosa gli sia preso”.
 
È prevista per oggi la sentenza del Giudice, che confermerà la sconfitta a tavolino per la squadra di casa, in seguito all’abbandono del campo. Ma Poggi non ci sta: “Scriverò alla Federazione per chiedere di rigiocare il match. Se non sarà possibile organizzeremo un’amichevole contro il Saragozza, per dare un calcio al razzismo”. Il presiedente assicura che la società prenderà provvedimenti nei confronti del calciatore responsabile dell’ingiuria: “la sospensione del giocatore sarà il primo segnale forte per cercare di lasciarsi tutto alle spalle. Ha l’età giusta per capire la gravità del suo gesto, ma non per questo va criminalizzato. Si scuserà di persona”. Nella speranza che le scuse siano soltanto il primo passo di una battaglia che necessità di azioni concrete.
 
 
fonte: Gianluca Sepe, Il Resto del Carlino