Alessandro Pizzirani from Australia

Scritto da  Nov 19, 2012

 

 

Un omaggio a tutti i tifosi dalle bimbe di saxi video

Ciao ragazzi, mi chiamo Alessandro Pizzirani , o meglio conosciuto da alcuni di voi come saxii, sono un tifoso del bologna e abito ormai da 12 anni in australia.

Faccio parte della famiglia di millecuorirossoblu da qualche giorno e vorrei,prima di dirvi cosa ci faccio qui, fare i complimenti e ringraziare i gestori del sito, Daniele Danilo e Andrea che non conosco di persona ma che sicuramente in un futuro non lontano avro il piacere di farne la conoscenza.

Classe 67, vale a dire 45 anni ( vi evito di fare i conti ) sono sposato con Kylie e padre di 3 bellissime bambine ( India,Gemma Charlie ) e Giacomo l’utimo genito di 4 anni.............si e` propio cosi ho chiamato mio figlio in onore a un grande uomo, prima che calciatore, Giacomo Bulgarelli.

A Daniele Danilo e al sottoscritto e` nata questa idea di raccontare sotto gli occhi di un bolognese emigrato, l’australia. Sara` un viaggio dove tentero` di farvi partecipe di quello che ho provato quando nel lontano 2000 ho messo piede per la prima volta in questa terra, parlero` dei suoi costumi, delle usanze, dei colori, della vita di tutti i giorni , di viaggi, natura,animali, insomma un specie di documentario a puntate su tutto quello che succede qui, giusto giusto a 24 ore di aereo fuori porta saragozza. L’intento e` quello di riuscire a trasportarvi oltre oceano qui con me,magari davanti ad una buona birra, in un mondo cosi diverso dal nostro che quasi non e` credibile, tanto, che la diversita della nostra cultura paragonata alla loro, sembra fantascienza. Parlero` anche dei miei sentimenti,delle mie emozioni , di quello che si prova a stare lontano dalla propia famiglia, amici, il cibo, la cultura, il Bologna, Bologna, insomma un po di tutto. Per chi vorra ogni tanto staccare dalle vicende calcistiche e societarie potra sempre fare un giro da queste parti a rilassarsi, ma sopratutto cercare di capire cosa e perche puo aver spinto uno come noi ad avventurarsi in un viaggio pieno di sfide e insidie, ma anche di sodisfazioni e piaceri, in sostanza parlare della vita. Non dimenticate la crema solare protezione 30+, qua il sole uccide.

Prima di intraprendere questo viaggio insieme a voi, vorrei raccontarvi com’e` nata la mia passione rossublu. Quello che ci unisce e` cosi bello e speciale che diventa quasi impossibile non parlarne, non so voi ma io sento quasi il bisogno di urlarlo a tutto il mondo, in tutte lingue, anche qui lo dico a tutti e se anche mi accorgo che a loro interessa il giusto questo non ha alcuna importanza.

Avevo 5-6 anni ed era la prima volta che andavo allo stadio, credo fosse il 73 o il 74, quel ricordo e` cosi ancora vivo e intenso che posso ancora sentire il calore della mano di mio padre mentre salivamo le scale della tribuna. Mentre si saliva mi chiedevo cosa avrei trovato oltre quella scalinata e man mano che ci avvicinavamo alla cima cominciavo a sentire rumori strani, fischietti, una voce. Un uomo mi passo` a fianco e gli cadettero le chiavi , le raccolsi e lui mi diede una carezza sul capo, si rivolse a mio padre e disse: “ incu a vinzen ai scumet “ . La fila davanti a noi procedeva a rilento, si perche una volta lo stadio era stipato e per entrare ci voleva il suo tempo. Cominciai ad avvertire una certa agitazione, il cuore alzo il ritmo quasi a seguire un tamburo, gente che continuava passarmi a fianco, non potevo vedere nulla perche la persone avanti mi bloccavano la visuale, strinsi la mano di mio padre e gli chiesi se mancava ancora molto. Quella salita era interminabile i rumori si facevano sempre piu intensi e forti , per un’attimo riusci a vedere il cielo sopra le teste dei tifosi, era azzuro ,vivo. La voce scandiva dei nomi e ad ognuno di loro seguiva un boato assordante, stavano chiamando fuori i leoni. Eravamo quasi in cima, non stavo piu nella pelle, l’agitazione si era trasformata, adesso ero impaziente ,non ce la facevo piu, dovevo vedere. Oltre la tettoia della tribuna adesso potevo vedere tutto il cielo e parte della torre di maratona, di li a poco avrei conosciuto una donna meravigliosa che ho amato dal primo momento, dal primo istante. Ormai mancava davvero poco, ricordo che giravo la testa a destra e a sinistra per catturare ogni immagine cercando di andare oltre le persone che mi ostruivano il passaggio come fossi posseduto tanto da attirare l’attenzione di una signora che sedeva nei primi seggiolini subito dopo la salita.  Passa di qua  mi disse e cosi con l’aiuto di papa` e della signora passai tra la ringhiera e il giandone che mi ostruiva la visuale, abbassai la testa per vedere dove mettere i piedi e quando la rialzai si spalanco` davanti ai miei occhi un spettacolo che non dimentichero mai piu, campassi 1000 anni. Teste ovunque, colori, festa, gioia, gente che rideva, batteva le mani, si abbracciava, la voce quasi non si sentiva piu tanto era l’entusiasmo che si respirava in quel momento. Un brivido percorse la mia schiena il cuore era un treno a vapore, il verde del campo illuminato dal sole sembrava irreale, dalla curva foglietti di carta si lasciavano trasportare dal vento caldo che soffiava sul comunale, il rosso e il blu era ovnque porgessi il mio sguardo, ero innamorato. Finalmente raggiungemmo i nostri posti e mio padre mise sui seggiolini due cuscini rossoblu che ancora conservo, presi dalla tasca un fischietto che mi diede mio zio e cominciai a far parte della festa. Ero cosi preso che non mi accorsi che nel frattempo papa` compro` 2 gelati da un signore che girava con una scatola legata davanti e piena di ogni cosa, brustulli, gelati................pensai: “ soccia che bello venire allo stadio”. Intanto i giocatori erano gia al centro del campo e chiesi a mio padre come si chiamava la squadra rossoblu, rispose............BOLOGNA. Mi guardai attorno e i colori erano gli stessi, bologna era la mia citta e quella squadra rappresentava la mia casa, dove ero nato, il parco giochi, gli amici, non vi era ombra di dubbio da li in poi quella sarebbe stata la squadra per cui ho gioito e pianto. Ancora oggi dall’altra parte del mondo mi fa battere il cuore come quel giorno indimenticabile, portero sempre com me quei momenti emozionanti che mi hanno portato a stare insieme hai miei fratelli rossoblu per 22 anni di passione, nella curva piu bella d’italia, sotto quel sole meraviglioso che riscaldava i nostri cuori al solo grido di..........FORZA BULAGGNA!!!

Ultima modifica il Sabato, 26 Novembre 2016 18:26