L'inaDieguato - E se oggi parlassimo di baseball? - 10 Giugno

Scritto da  Giu 09, 2013

 

 

 

Ancora una volta Diego Costa ci da un saggio della sua competenza e versatilità, da grande giornalista quale lui è. Questo pezzo è dedicato a tutti gli amanti del baseball, perchè a Bologna, per chi non lo sapesse, siamo i campioni d'Europa in carica. Buona lettura.

 

Datemi pure del romanticone, ancora legato a certi valori come l'amicizia, come la soddisfazione di dividere la gloria con gli altri che lo meritano... A me, a vedere la Fortitudo targata Var Group Unipol sfilare a uno a uno per ricevere la medaglia di vincitori del girone di coppa in Germania è spuntata una lacrima. E' vero, sono facile a commuovermi, colpa dell'età, forse. E forse anche colpa di tutta una serie di "esempi" di machismo sportivo che trovo diseducativi prima e rattristanti poi. Ma non è mia intenzione quella di fare l'ennesima Catlinaria in questo spazio. Voglio invece esultare con i ragazzi della Fortitudo baseball che comandano in Europa e danno enormi soddisfazioni a una società che fa i salti mortali per non farsi inghiottire dal Nulla, dall'Ovvio, dai Soliti Miti, falsi e costosi. Un fenomeno che unisce programmazione e capacità manageriale a una genuinità che non guasta affatto. Sono partiti, per esempio, in pulmann, hanno viaggiato di notte. Dopo una grigliata in amicizia, con chi tra i tifosi avesse voluto partecipare. Sono arrivati alle otto e mezzo del mattino dopo. Di lunedì. Ratisbona, sulle rive di un Danubio che faceva paura, in quei giorni. Il giorno dopo hanno cominciato di buona mattina. Con gli olandesi dell'Amsterdam - come vuole tradizione - il match è stato un duello tra lanciatori. Il vecchio spauracchio Cordemans contro Rivero. Poche valide, difese attente, esterni olandesi a fare gli straordinari, decisione al tiebreak e fotofinish a nosro favore: 4 a 3 con battuta decisiva dell'intramontabile Liverziani. Rotto il ghiaccio, secondo match tosto. Con San Marino degli ex e di Thiago. partenza falsa, 0 a 4 di Luque sul mound, ma risposta al quinto, complice l'incerta difesa titanica: 5 a 4 in un amen. Per noi. Boato davanti ai pc, che i tedeschi del Regensburg padroni di casa hanno un sito super e una tv on streaming da favola! Si dice lascia stare i Santi... ma San Marino perde da sola l'aureola, commette errori su errori. All'ottavo poi si becca il ko tecnico. Nove punti in un colpo solo. Bologna vola sul 14 a 4. I due scogli più grossi sono superati. Occhio però, perchè basta un niente... E infatti il giorno dopo contro un lanciatore ceko David Barta mette in difficoltà il line up dei campioni d'Europa, resta sul monte per nove innings come un martire, lancia qualcosa come 150 pitches! Bologna vince di misura. E scollina: evidentemente un rilassamento mentale, più che fisico, era da mettere in previsione. Più facile superare i modesti Bernesi (non cani, Cardinals) e chiudere la fase ascendente con Regensburg - i padroni di casa - con la finale già in tasca. 9 a 4 all'ultimo scoglio, cinque a zero il ruolino, godendosi la crecita esponenziale di Fuzzi e Nosti, gli emergenti, la conferma di Malengo, l'esperienza degli altri. Bel mix, non c'è che dire. Ma la formula, davvero cervellotica, azzera tutto per gara 6. Bologna e San marino, che si qualifica anche grazie alla serietà felsinea, partono alla pari. Chi vince è fuori! E dire che gli uomini di Bindi hanno ciccato anche con i tedeschi! parte forte San Marino, 4 a 0 con ramos subito a buttarla fuori. Bravo l'ex, simpatico però... proprio no. Uno sguardo al dugout granata. C'è una tranquillità strepitosa. Il manager Nanni scherza con malengo, si inventano una sorta di head dance divertente. E siamo sotto. Avranno ragione loro? Sì che hanno ragione. La rimonta è servita, anche stavolta: da 0 a 4 a 5 a 4. Ma San Marino risponde, è l'ex Mazzuca prima e Albanese poi a evidenzioare la fatica di Rivero. In dirittura finale i Titanici mettono ancora la freccia, 6 a 5! A Bologna non resta che un ultimo attacco. Bologna non fallisce, Liverziani, il capitano firma il 7 a 6 su valida di Vaglio. E la festa comincia. la festa di un gruppo granitico, sorridente, legato. La festa di chi domina in Europa e si emoziona nel mettere una medaglia al collo e alzare una coppa. La festa di uno sport che ti inorgoglisce di essere bolognese. Alla faccia di chi non scrive nulla, attirato dai falsi dei. Questo è sport! Grazie a Nanni, il manager, grazie al club, grazie ai giocatori. Una splendida lezione d'altri tempi: col cuore si vince ancora

Ultima modifica il Domenica, 27 Novembre 2016 11:00
Diego Costa

Nato il 19 agosto 1957 (lo stesso giorno mese e anno di Prandelli) a Bologna. Ha fatto per lunghi anni il giornalista, nello sport ma non solo, scrivendo, tra l'altro, per i giornali della Poligrafici Editoriale e poi sul web per il Gruppo Espresso.
Ha scritto anche per Epolis Il Bologna.
Attualmente osserva un omonimo che usa il suo nome e il suo cognome in una squadra londinese di vertice, senza pagarne peraltro i diritti. Diego Costa, in Chiesa si chiama come uo papà, Enrico, come primo nome. Lungo spiegarne i motivi. Ma lo sottolinea nel caso in cui il calciatore di cui sopra, il Diego Costa del Chelsea, firmasse per una squadra chiamata Juventus...