REPUBBLICA: “Pioli sogna la notte perfetta” - 10 mar

Scritto da  Redazione 1000Cuori Mar 10, 2013

Oggi su Repubblica online un bell’articolo di Luca Baccolini di presentazione della partita di stasera di San Siro sulla base delle parole del Mister Pioli rilasciate ieri nell’intervista a Casteldebole.

C’è una sensazione tentarice che Pioli sta combattendo, scrive Baccolini, ossia quella di pensare che sia il Bologna la squadra da battere a San Siro e non, viceversa, la truppa nerazzurra calpestata a Londra dal Tottenham. Questo pensiero seducente è giustificato dalle ultime due partite giocate a San Siro: nel febbraio d’un anno fa, il 30 rossoblù fu autoritario, inappellabile; il 15 gennaio scorso, in Coppa Italia, la rimonta dal 20 al 22 fu invece una gara di cuore che solo i supplementari e l’infelice uscita di Agliardi spazzarono via. «Non cerco rivalse per quella partita — chiarisce subito Pioli — , io sono concentrato sul presente. Di sicuro saliremo sul pullman convinti di poter fare punti».

 

Stavolta, però, la posta in gioco è più che simbolica. Oggi non si tratta solo di mettere a confronto un allenatore che ha fatto della gavetta il suo credo, ad un altro, Andrea Stramaccioni, che ha debuttato in serie A dove molti non si sognano d’allenare nemmeno dopo decenni. E non vale nemmeno più lo stereotipo tra Davide e Golia. Perché sarà pur vero che l’Inter paga 100 milioni di stipendi contro i 33 del Bologna, ma oggi tutto questo s’annulla di fronte al bivio che attende le due squadre: l’Inter non può perdere il treno Champions, «il loro vero obiettivo, più dell’Europa League», spiega Pioli; il Bologna, vincendo, può invece sognare un futuro diverso. «Mi aspetto una partenza fortissima da parte loro — prevede Pioli — , dovranno dimostrare di non essere quelli visti col Catania e col Tottenham. Siamo preparati alla loro forza d’urto».

 

Si segnala nel BFC l’assenza di Cherubin (risentimento muscolare) e Kone (squalificato) che però non muta l’assetto tattico offensivo che perdura da due giornate: che sia Fiorentina, Cagliari o Inter, Pioli ha tenuto quattro giocatori per l’attacco. Gilardino davanti, «prezioso anche quando non segna»; Diamanti e Gabbiadini ai lati; e in mezzo, pronto a decentrarsi, il debutto di Lazaros, «che non avrà i novanta minuti nelle gambe», ma ormai è considerato uno rodato, di cui fidarsi. Finalmente dopo più di 27 giornate, non senza ritardi, Pioli ha trovato una fisionomia precisa e uno schema per il Bologna. Quattro dietro (oggi c’è la coppia nordica Sorensen Antosson), due in mediana (Perez e Taider), e tre trequartisti dietro l’unico attaccante: «Questo assetto ci ha dato molti gol, mi fa piacere essere il primo attacco della serie A nel girone di ritorno — ammette Pioli — questo fa capire che mentalità abbiamo; attenti però: ripetere l’exploit dell’anno scorso sarà difficile». Il nemico da temere, infatti, è pensare di aver scollinato i problemi c’è ancora una salvezza da raggiungere che è ancora, secondo il Mister, ancora lontana: «Trentadue punti non bastano per salvarsi — ricorda il tecnico —, scordiamoci quel che abbiamo fatto finora e guardiamo alle partite che restano come un nuovo campionato. Sedersi ora sarebbe un errore».

Ma la parte sinistra della classifica, adesso, è molto più vicina del quartultimo posto. «Provarci oggi è il minimo»

Ultima modifica il Sabato, 27 Agosto 2016 23:25