×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 48

ESCLUSIVA: Matteo Mascetti ci racconta Moscardelli -10 gen.-

Scritto da  Gen 10, 2013

Prendendo spunto dalla trattativa appena abbozzata di uno scambio Riverola / Moscardelli, abbiamo chiesto al team Manager ex Verona e Brescia, Matteo Mascetti che da addetto ai lavori come sempre ci fa un ritratto del calciatore preciso e puntuale, in linea con le sue caratteristiche di personaggio che nel panorama calcistico sicuramente ben presto  avrà  una considerazione e un futuro da protagonIsta. Ecco cosa scrive:


Accolgo con piacere la richiesta di un gruppo di cari amici di poter dire la mia su di un giocatore che stimo e che, puntualmente, ad ogni sessione di calciomercato viene valutato come pedina di rinforzo dei reparti offensivi e, quasi mai, come giocatore di rincalzo. Parlo di Davide Moscardelli, quel calciatore “rude e con la coda”, nato in Belgio ed ora tesseratotra le fila del Chievo Verona.

Non mi soffermerò né sul lato umano né su quello privato perché non ho il piacere di conoscerlo così bene.

Calcisticamente è un attaccante maturo, di razza, una seconda punta giocando a due e, a mio parere, un attaccante estrerno giocando a tre. Mi accorgo sia riduttuivo catalogare il calciatore in funzione del sistema di gioco adottato in quanto Moscardelli è un attaccante davvero completo. Calcia di sinistro con potenza e precisione, ma non è sicuramente quel tipo di atleta che evita di calciare di destro. Se, davanti alla porta, ha la palla sul destro, lo vedrete raramente portarsela sul sinistro. E’ un attaccante vero, per questo è cinico e freddo a prescindere dal piede di calcio.

Un giocatore fisico, piazzato e dotato di forza e accellerazione. Preferisce girare attorno alla prima punta o partire dalle corsie esterne stringendo a cercare la conclusione. Ha grandi abilità nella difendere la palla spalle alla porta, nel gioco di sponda e nella ricerca tattica dell’inserimento e della profondità. E’ capace di creare spazi al compagno così come di cercarli per se.Di lui icordo alcuni gol a giro che non sfigurerebbero nella mia cineteca.Moscardelli è un giocatore che da il meglio di se in condizioni avverse: squadra in svantaggio, avversario tecnicamente superiore e, addirittura, campi pesanti. Alla soglia dei trentatrè anni credo, per lui, sia giunto il momento di cercare continuità e fortune, quelle che lo hanno tenuto distante dai campi importanti e che lo hanno visto costruirsi unacarriersui campi di Rimini, Trieste, Cesena e Piacenza. Al Chievo lui è lì. Si allena con grande tenacia e professionalità, ma sappiamo tutti, il reparto offensivo è polposo. Pellissier, Therau, Paloschi, Di Michele, Stoian. Ogni domenica ci sono delle scelte da fare. Difficili, ma obbligate per Mister Corini.

Quando penso a un calciatore, mi piace immaginarmi tra trent’anni appoggiato al biliardo del BarSport, un po’ (scusate il termine) rincoglionito e circondato dagli amici di sempre. Mi piace immaginare che pensiero avrò dei giocatori che oggi vedo da vicino e ipotizzo un fantomatico amico che mi chiede con voce tremula “ti ricordi quel Moscardelli che giocava negli anni duemila?”. So che gli risponderei “certo, quello con la coda che segnava ogni volta che entrava… ha fatto una discreta carriera, ma meritava molto di più”.In conclusione: per un altro paio d’anni se il ragazzo sta bene fisicamente, è senza ombra di dubbio un valore aggiunto a squadre che sotto porta vivono momenti di difficoltà.

Ultima modifica il Sabato, 27 Agosto 2016 23:43