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Italia-Danimarca

Scritto da  Nov 24, 2012

La partita di ieri sera, come avevo scritto nello scorso punto, costituiva secondo la mia modesta opinione, la prova del nove per l’Italia; la prova per capire il valore reale di questa nazionale.

Di fronte c’era una signora squadra, molto fisica, robusta e quadrata, con giocatori di spicco come Agger, Kjaer, Bendtner e quel Krohn-Delhi lì che da qualche giornalista non avente problemi con la fantasia, era stato accostato al Bologna quest’estate.

La Danimarca, schierata col 4-2-3-1 è una squadra che sfrutta molto le fasce, organizzando frequenti sovrapposizioni tra i terzini e i gli esterni che affiancano il trequartista dietro alla stella dell’albero di natale Bendtner.

L’Italia nel primo tempo non è stata per niente bella e non ha assolutamente fatto un bel gioco. Cinica si, finchè vi pare, ma bella no. Sostanzialmente però, chi se ne frega del “bella”.

La Danimarca ha cominciato la partita mettendoci subito in difficoltà con un pressing davvero alto che schiacciava la nostra linea difensiva rendendola molto, troppo bassa.

Evidentemente loro avevano il doppio della nostra voglia, visto che correvano tantissimo e probabilmente erano anche più organizzati dopo una buona preparazione della partita che aveva come suo fulcro impedire che Pirlo entrasse in possesso palla; così ecco applicata la solita gabbia sul playmaker juventino (anche se forse è più corretto dire talebano, vista la barba).

L’Italia ha esterni che non sono granchè e che non spingono perché il modo di giocare di Prandelli non è improntato sulle fasce. Ragion per cui, se viene bloccato anche Pirlo, unica vera fonte di gioco, è logico che si soffre.

Noi abbiamo però più qualità di loro e questo si è visto perché capitalizziamo meglio le occasioni, seppur poche, che creiamo.

Terrificante uno-due azzurro,una mazzata per i danesi, padroni del campo e del gioco fino a qualche minuto prima.

Sul primo gol poi, errore gravissimo di Agger perché il difensore deve marcare e venire in contro al primo uomo che lo affronta. Non può seguire il taglio dell’attaccante lasciando la strada spianata con un bel tappeto rosso steso a Montolivo semplicemente perché pensa che quest’ultimo la passi.

Agger doveva andare incontro a Montolivo e basta. Errore elementare, ma decisivo.

Una Danimarca che si, ha preso la sdentata, ma non affatto alzato bandiera bianca. Sul finire del primo tempo riniziano ad attaccare con decisione e trovano un gran gol con Kvist. Gol che poteva spezzare le gambe all’Italia preso subito così, nei minuti di recupero prima dell’intervallo, ma forse è stato un bene subirlo in quel momento perché così Prandelli ha avuto modo di spiegare due cosucce ai ragazzi e di infondergli carica.

Sarebbe stato peggio se il gol lo subivano subito rientrati in campo nella ripresa.

Ecco, a inizio ripresa, non abbiamo subito un gol, ma poco ci manca. Si, l’espulsione di Osvaldo poteva costarci davvero cara, perché giocare 45 minuti in dieci uomini sul 2-1 non è proprio l’esaudimento sperato per le preghiere azzurre.

Doppio merito quindi dell’Italia, Prandelli incluso, che non si fa demoralizzare dal gol preso e dall’espulsione di Osvaldo, ma anzi trova la giusta carica per proseguire nei migliori dei modi la partita.

Prandelli azzecca anche la mossa interscambiando frequentemente De Rossi-Marchisio e Montolivo per non dare punti di riferimento ai danesi e portare via l’uomo a Pirlo concedendo a quest’ultimo più spazio per impostare.

Pirlo lasciato libero sai com’è…ti combina quei disastri come il passaggio per il gol di Balotelli, meritatissimo, che chiude la partita.

Prova del nove superata quindi? Si, superata discretamente, non egregiamente.

Italia che mette praticamente fuori dai giochi una diretta concorrente come la Danimarca.

Prandelli ha ancora tanto da lavorare, perché ci sono ancora diverse cose da mettere a posto, ma siamo sulla buona strada, sulla strada per il Brasile.

Non so è…dico così, Abete e Petrucci, iniziate ben a cercare qualche hotel in Brasile per il 2014…metti che c’è qualche bazza…


Le pagelle del Bettu


-De Sanctis 7: rischia qualcosa all’inizio, ma è Chiellini che sbaglia e non lui. Dopo sempre attento, effettuando ottime parate e precise uscite.


-Abate 6+: bene in fase di spinta, essendo abbastanza propositivo, meno bene difensivamente. Soffre spesso le sovrapposizioni danesi anche perché resta di frequente da solo contro due. Nel secondo tempo però regge bene.


-Barzagli 6+: gli viene affidato un cliente rognoso come Bendtner. A volte ha la meglio il danese, ma non riuscendo mai a essere veramente pericoloso. Lo tiene a bada discretamente.


-Chiellini 6: rientra titolare e non sfigura perché l’esperienza ce l’ha per giocare questo genere di partite. Rischia molto con il retropassaggio a mezza altezza su De Sanctis.


-Balzaretti 6: vedi Abate, anche se il romanista spinge un po’ meno.


-De Rossi 7+: secondo gol di fila, sempre di testa del vice capitano giallorosso tenuto fuori da Zeman. Il più completo dei centrocampisti azzurri.


-Pirlo 7: soffre sempre quando deve fare filtro e quando è marcato a uomo, ma appena ha un po’ di spazio per impostare e verticalizzare è strepitoso.


-Marchisio 6-: altre prova non brillante, non ai suoi livelli della mezzala juventina. Inizia bene con un bel tiro respinto di testa sulla linea da Kjaer, poi cala fino a che non deve uscire per l’infortunio alla spalla.


Montolivo 7,5: a me come giocatore non è mai piaciuto, però devo dire che con l’Armenia e soprattutto ieri sera ha giocato davvero bene. Il trequartista atipico che manda in crisi gli avversari. Sta mettendo su anche grinta, personalità e fase difensiva, oltre alla buona tecnica che ha sempre avuto. Se riuscirà a completarsi in questo diventa un giocatore importantissimo.


-Balotelli 7,5: si vede che ha una gran voglia e sta bene passato l’infortunio, non reagendo neanche come avrebbe fatto di solito ai molteplici falli subiti. Voleva tirare o stoppare la palla sul lancio di Pirlo? Non lo so, l’importante è che la palla sia entrata. Regge da solo il peso dell’attacco italiano per un tempo contro 4 bestioni danesi. Se è a posto con la testa, è imprescindibile.


-Osvaldo 4: invisibile nel primo tempo, invisibile pure nel secondo data l’espulsione che avrebbe potuto costare davvero caro all’Italia.


-Candreva 6: entra bene in partita. Senza infamia e senza lode.


-Prandelli 7: non il massimo l’accoppiata Balotelli-Osvaldo, due attaccanti dalle caratteristiche molto simili e non proprio il massimo neanche dal punto di vista mentale. Un’accoppiata che se non ci sono con la testa tutti e due combinano dei bei macelli. Indovina però altre mosse come Montolivo e ha il merito di sapere tenere unita e dare fiducia alla squadra dopo il gol di Kvist e l’espulsione di Osvaldo


-Voto Italia: 7

Ultima modifica il Sabato, 27 Agosto 2016 23:54