Cagliari-Bologna: guida alla trasferta - 23 gen

Scritto da  Gen 23, 2017

 

 

Domenica 29 gennaio 2017 si gioca Cagliari-Bologna, incontro valevole per la 22esima giornata del campionato di calcio di Serie A 2016/2017, la terza del girone di ritorno. Calcio di inizio alle ore 15.

Di seguito tutte le informazioni utili per i tifosi rossoblù che volessero seguire la squadra in Sardegna e approfittarne per visitare la città.

 

LO STADIO “SANT'ELIA”

Lo stadio Sant'Elia prende il nome dal quartiere omonimo in cui si trova, in Via Vespucci. E' facilmente raggiungibile in auto e con i mezzi pubblici

COME RAGGIUNGERE LO STADIO

Dall'Aeroporto di Elmas-Cagliari è possibile raggiungere il centro della città con l'autobus speciale ARST e da qui prendere l'autobus linea 6 per lo Stadio Sant'Elia.

Se noleggiate un'auto presso l'Aeroporto di Cagliari prendere la statale 131 in direzione Cagliari, raggiungete il porto e seguite le indicazioni per lo Stadio Sant'Elia.

COME PROCURARSI I BIGLIETTI

Già da qualche giorno è aperta la vendita dei biglietti per il Settore Ospiti (capienza 473) al prezzo di 10€, e sarà possibile acquistarli fino alle ore 19 di sabato 28 gennaio 2017. I biglietti sono gestiti dal circuito Listicket di cui trovate l'elenco punti vendita a questo link e come sempre sono acquistabili solo da persone in possesso di Tessera del Tifoso (se si è residenti nella regione Emilia Romagna). Come sempre poi, i minori di 14 anni possono acquistare il tagliando relativo al Settore Ospiti senza Tessera del Tifoso, ma l’acquisto deve essere eseguito da un titolare di Tessera del Tifoso.

 

COSA VEDERE A CAGLIARI

Un ipotetico tour può partire dal quartiere simbolo della città: il cosidetto “Castello”. Da visitare subito é il Bastione San Remy, monumento di fortificazione relativamente recente che venne costruito alla fine del XIX secolo sui ruderi delle vecchie mura. Una lunga rampa di scale conduce fino alla grande terrazza soprastante: da lì si può ammirare gran parte della città, la famosa Sella del Diavolo (promontorio che sorge a sud e divide la spiaggia simbolo dei cagliaritani), il Poetto, il porto internazionale e i quartieri più centrali.

Lasciata la terrazza, proseguendo per la vicina via Università, si incontra laTorre dell’Elefante, costruita nel 1307 durante la dominazione pisana. Continuando per la via Santa Croce si arriva il “Ghetto degli Ebrei”così detto perchè ospitò nel medioevo la comunità ebraica, oggi sede di iniziative culturali, mostre e convegni. Da qui in poi è possibile girovagare tra le piccole viuzze del quartiere tra botteghe e piccoli atelier artistici.

Nella medesima zona, una tappa obbligata è il Museo archeologico nazionale situato all’interno del complesso museale della Cittadella dei musei nella piazza Arsenale (vi sono esposti gran parte dei materiali provenienti dagli scavi effettuati in tutta l’isola a partire dal periodo prenuragico fino all’epoca bizantina).

Di notevole interesse sono anche l’Anfiteatro romano, un edificio costruito tra il I e il II secolo d.C., quando la Sardegna si trovava sotto la dominazione romana) e la Cattedrale, costruita nel corso del ‘200 in stile gotico pisano, dedicata alla Vergine Assunta e a Santa Cecilia martire

Anche se siamo in inverno merita una visita la Spiaggia del Poetto, otto km

COSA MANGIARE

Tra gli antipasti non si può non assaggiare il pane carasau, introdotto dagli arabi nel IX secolo, semplice oppure nelle versionio guttiau (con olio d’oliva e sale) o frattau (con salsa di pomodoro, pecorino e uova).

Tra i primi piatti, i malloreddus (gnocchetti di semola e zafferano conditi con pomodoro e formaggio), la fregula, simile al cuscus, spesso servita in brodo di pesce, e i culingionis (ravioli ripieni di pecorino, patate, aglio e menta conditi con salsa di pomodoro), la cassola (zuppa di mare cucinata con calamari, cozze arselle), le panadas (calzoni farciti con carne o verdure).

Tra i secondi piatti si consigliano i prodotti del mare tra cui la burrida, (gattucci di mare cotti e marinati in una salsa di noci, aglio. pagello, spigola, gattuccio di mare e anguille. Buoni gli arrosti di cinghiale e cacciagione, ottimi il capretto, l’agnello e il porceddu (maialino da latte) allo spiedo.

Tra i formaggi il pecorino e il fiore sardo.

E per finire i dolci. Tra i più noti: le pardulas (olcetti a base di formaggio), le candelaus (palline di pasta di mandorla all’arancia), le seadas, (ravioli ripieni di formaggio, fritti e ricoperti di miele).

COSA BERE

Vini famosi del Campidano sono il Nuragus (bianco), il Monica (rosso), il Moscato e la Malvasia. Altrimenti le eccellenze di Sardegna: il Cannonau (rosso, secco) e il Vermentino di Gallura (bianco, fresco, piacevole)

 

Fonte immagine: wikipedia

Ultima modifica il Martedì, 24 Gennaio 2017 19:03