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L'analisi di Bologna-Chievo 4-1 - 21 mar

Scritto da  Mar 21, 2017

Finalmente. Il Bologna si sblocca anche in casa, dopo il successo in quel di Reggio Emilia contro il Sassuolo, vincendo con un rotondo 4 a 1 il match contro il Chievo di Rolando Maran. Una partita giocata malino nella prima frazione, con ritmi bassi e poche giocate offensive. Nel secondo tempo però è rientrata in campo una squadra diversa: affamata, cattiva su ogni pallone, precisa, ordinata e soprattutto incisiva in attacco. 

Per quanto riguarda gli schieramenti tattici, il Chievo si è presentato con il consueto 4-3-1-2 con Birsa alle spalle del duo Pellissier-Inglese. I gialloblu fin dal primo minuto si sono distinti per linee corte e per la grande organizzazione, che gli hanno consentito di raggiungere quota 38 in classifica. 

Roberto Donadoni invece ha riproposto il 3-5-2 visto contro la Lazio, che di certo non aveva portato ad ottimi risultati. Una variazione rispetto alla sfida contro i biancocelesti c'è stata, dettata anche dalla squalifica di Masina, e cioè Krejci sulla fascia sinistra, nei cinque di centrocampo. Sulla fascia opposta, come contro la squadra di Inzaghi c'era Krafth, mentre davanti Destro si trovava unica punta, con Verdi che gli girava intorno senza dare punti di riferimento. Una menzione particolare però va fatta anche per le due linee di centrocampo e difesa. Come si vede dall'immagine, che rappresenta le posizioni medie in situazione di non possesso, le due linee erano molto strette e vicine, per non lasciare varchi centralmente alla squadra avversaria, senza dare spazio al pericolo numero 1 clivense: Valter Birsa. 

Pronti via e subito colossale occasione per i padroni di casa con Blerim Dzemaili al 15'.

L'azione parte dalla destra con Verdi che sventaglia dalla parte opposta in direzione di Destro. La palla non viene attaccata al meglio dalla retroguardia ospite, e sfila in direzione di Krejci. Il ceco è bravissimo ad inserirsi con i tempi giusti sorprendendo gli avversari, come è bravo a mettere un pallone basso in mezzo. Al centro Destro cade da solo, precludendosi la possibilità di colpire a rete, mentre Dzemaili, colpevolmente lasciato libero da Cesar, e non seguito sulla diagonale da Cacciatore, spara incredibilmente alto da due passi. Ottima comunque l'azione dei rossoblu che porta 3 uomini in area a rendersi pericolosi. 

Appena due minuti dopo e il Chievo risponde con la conclusione di Radovanovic.

Il primo errore lo commette Gastaldello che rinvia il cross di Frey dalla destra con troppa superficialità, calciando la sfera bassa, ma soprattutto in zona centrale. Sulla palla si avventa poi Radovanovic che avanza indisturbato qualche metro e conclude molto forte col sinistro. Da Costa si fa trovare pronto nella circostanza, compiendo una parata non semplice perchè il tiro era forte e preciso. L'errore maggiore in questo caso lo commette Pulgar che non copre al meglio la sua zona di competenza, arrivando in colpevole ritardo sul mediano clivense. 

Il primo tempo sembra concludersi sullo 0 a 0 fino a quando da un rimpallo ne esce il gol di Castro al 40°. 

Il cross dalla sinistra di Cacciatore cade sulla testa di Pellissier che colpisce il compagno Inglese. Quest'ultimo è fortunato perchè la palla rimane a sua disposizione dopo il contrasto con Maietta. In seguito Helander compie un mezzo errore consentendo all'avversario di girarsi parzialmente per concludere. Il centrale svedese però è molto sfortunato perchè la sua scivolata colpisce si il pallone, ma il rimpallo premia Castro che, tenuto in gioco colpevolmente dalla ritardata uscita di Krafth, supera Da Costa con un leggero tocco sotto. Episodio casuale che punisce un Bologna che sicuramente non meritava di andare sotto nel punteggio.

Il secondo tempo si apre senza cambi da parte di entrambi gli allenatori. Al 4° minuto colossale occasione tra i piedi di Mattia Destro.

L'azione parte tra i piedi di Krejci che lancia in profondità trovando un'ottima verticale dietro alla spalle dei difensori che Chievo. Sulla sfera si avventa Destro che sfrutta la poca attenzione di Frey e soprattutto di Spolli, che arrivano in colpevole ritardo una volta che la palla cade in area di rigore. C'è comunque da sottolineare la bravura della punta marchigiana, che protegge il pallone perfettamente, aggiustandosi la sfera con la testa. Davanti alla porta però Mattia non punisce l'errore avversario, e conclude malamente fuori, sprecando una clamorosa occasione per il pareggio. 

Al 15° però la svolta della partita: dentro Di Francesco e fuori Krafth, autore comunque di una buona partita. L'entrata dell'esterno nato a Pisa porta i rossoblu ad un modulo molto offensivo, con le due ali "tutta fascia" improntate all'attacco come Krejci e lo stesso Di Francesco. Un minuto dopo arriva il pareggio, a firma Simone Verdi.

L'azione inizia con la verticalizzazione di Dzemaili verso lo spazio, dove si butta prontamente Krejci. Il ceco è bravissimo ad arrivare sul pallone, nonostante la deviazione di Krey che allunga la traiettoria. In mezzo si buttano Di Francesco, Dzemaili e Destro, con Verdi leggermente più indietro. Il numero 11 serve proprio quest'ultimo che, lasciato colpevolmente libero dai centrali avversari, troppo schiacciati verso la porta, colpisce col sinistro un missile che si insacca alle spalle di un incolpevole Sorrentino. 

8 minuti dopo altro cambio per i padroni di casa che inseriscono Petkovic per Destro, che esce a capo chino e si va a sedere in panchina. Al 27° però splendido gol del Bologna, che porta i rossoblu in vantaggio. 

Di Francesco, molto largo sulla destra, lascia partite un cross bellissimo, che prende con grande forza una traiettoria tagliata. In area si presentano Petkovic, che taglia sul primo palo, Krejci, e soprattutto Dzemaili, che approfitta della non-marcatura di Frey, colpendo in volo di testa, indirizzando il pallone in rete. La retroguardia clivense si lascia colpevolmente sorprendere in questa circostanza, ma le giocate di Di Francesco e di Dzemaili sono da sottolineare per precisione e tempismo. 

Al 38° ancora cambio per Donadoni che toglie uno stremato Krejci che esce tra gli applausi meritatissimi del Dall'Ara. Dentro inserisce Mbaye, che si posiziona sulla destra per difendere il risultato, con Di Francesco a sinistra. Il Bologna però non si accontenta e al 45° sigla la rete della tranquillità, sempre col solito Dzemaili.

Verdi, splendido a superare Hetemaj in dribbling, trova campo aperto davanti a se, a causa di un Chievo riversato in attacco alla ricerca del pari. Sulla sua destra trova la soluzione Dzemaili che si inserisce nel corridoio lasciato libero dalla retroguardia avversaria, e servito benissimo da Simone, fredda Sorrentino firmando il 3 a 1 e la doppietta personale. 3 minuto dopo, in pieno recupero, è Di Francesco ad aggiungere la sua firma nel tabellino dei marcatori.

A far partire l'azione è un bravissimo Petkovic che in caduta serve in profondità l'accorrente Mimmo Maietta, che si lancia verso l'area di rigore avversaria. In appoggio all'azione c'è il solito Dzemaili sulla sua destra, ma ben coperto dalla difesa gialloblu. Allora Maietta compie una giocata da trequartista vedendo alle sue spalle l'arrivo di Di Francesco, e servendolo con un delizioso tocco di sinistro. Il numero 14 controlla la palla e la colpisce mettendo fuori causa il portiere avversario, mettendo il punto esclamativo sulla vittoria del Bologna.

Splendido successo dei ragazzi di Donadoni, che spinti da un pubblico come sempre eccezionale, si sbarazzano di un Chievo ordinato, ma poche volte pericoloso dalle parti di Da Costa. In casa si perdeva da quattro partite consecutive e squadra e tifosi avevano una grandissima voglia di sfogare questi mesi di mediocrità da tutti i punti di vista. Si spera che da adesso fino a fine stagione si veda lo stesso spirito visto contro la squadra di Maran; non si potrà vincere sempre, figuriamoci segnando quattro gol, ma questa stagione ha da dire ancora tantissime cose. 

(Fonte immagini: Lapresse e Serie A Tim)

Davide Centonze

Appassionato di calcio e soprattutto tifoso rossoblu. Attualmente frequentante il corso di scienze della comunicazione con il sogno di diventare giornalista sportivo.