Il Punto sul Bologna - Chi ha paura di Joey Saputo?

Scritto da  Apr 04, 2017

 

 

Non è mai bello perdere contro la Fiorentina. E anche questa volta è stato così. Perché è un derby. È un derby tra città, prima ancora che nell’ambito sportivo. E quella di quest’anno è la quinta sconfitta consecutiva che subiamo in quel di Firenze. Seccante, fastidiosa. Ma ci sta. Al momento, infatti, il Bologna non ha ancora raggiunto il livello qualitativo della squadra dei fratelli Della Valle e la sconfitta, di conseguenza, è un elemento da valutare come possibile quando ci si scontra sul profilo appenninico.
La partita, il Bologna l’ha persa tatticamente in due battaglie: quella della fascia sinistra dove Tello ha costretto spesso il nostro Krejci ad abbassarsi sulla nostra linea difensiva ed in quella tra Verdi e Sanchez. In quest’ultimo caso, il centrocampista/difensore colombiano, ha giocato spesso d’anticipo sul nostro Simone rendendo praticamente innocuo uno dei pezzi forti della nostra squadra. Perdendo questi due scontri, si sono perse così due soluzioni offensive importanti, se non addirittura fondamentali per le risorse rossoblu. Perché, proseguendo su questa linea, è diventato vano anche il lavoro di Destro che più di una volta, si è abbassato fino alla linea di centrocampo per permettere, nella linea tattica di Donadoni, il movimento sugli esterni. In poche parole, si può sintetizzare così la sconfitta al Franchi. Non siamo stati devastati, abbiamo semplicemente perso. Ma la notizia che più sconquasserà alcuni animi è che non sarà l’ultima sconfitta di questo campionato. Ovviamente, non me lo auguro ma accetto semplicemente quello che lo sport ci insegna. Ed è quello che banalmente sappiamo già tutti.
Evidentemente, però, il fatto di saperlo prima che le partite si vincono e si perdono, non allevia le pene gastriche di qualcuno: di quelli che fanno una vita da agguato, nell’attesa di uscire dal cespuglio per colpire con la solita, abitudinaria e noiosa lamentela. Il caso Dzemaili ne è chiaro ed ulteriore esempio. Solo i disinformati non sapevano che la proposta contrattuale fatta allo svizzero prevedeva quello che sta semplicemente accadendo. Anzi, per essere ancora più chiari: Blerim ha accettato di venire a Bologna e non andare da altre parti proprio perché la proposta prevedeva anche il Canada. Una proposta allettante per un giocatore che la prossima settimana compie 31 anni. Ma ciò che è stato ancor più allettante per il centrocampista è il fatto che questa proposta sia stata fatta da persone serie che hanno, al vertice, Joey Saputo.
Dunque: le partite si vincono e si perdono e i contratti si rispettano. Come, ad esempio, avrebbe dovuto fare Diawara.
Oggi, comunque, sembra che la colpa più grande del Bologna sia la coerenza. Per anni ci siamo fatti raccontare balle, tanto che ancora oggi esistono differenti versioni sulla vicenda Guaraldi-Diamanti o sul mancato rinnovo di Viviano, ma ciò che sembra indispettire qualcuno è semplicemente il fatto che il Bologna e Dzemaili stiano rispettando i patti che erano stati sanciti non solo da qualche firma ma, e soprattutto, da una stretta di mano.
Ma andiamo oltre. Il 17 marzo del 2015, Luca Bortolotti scriveva, a ragione, su Repubblica: “Accantonare una volta per tutte il progetto di Granarolo, per impiegare invece fondi ed energie per portare Casteldebole al top. […] Sono questi i piani per il centro tecnico rossoblù su cui sta lavorando la nuova proprietà. E sarà questa la settimana giusta per provare a chiudere, a tre anni di distanza, la questione del centro tecnico rossoblù di Granarolo, solo progettato da Guaraldi e soci, senza che mai una ruspa sia stata messa in moto”.
Ecco. E oggi, a due anni di distanza, il Bologna ha inaugurato la nuova e bellissima ala di Casteldebole. Un altro elemento di coerenza che, come sostenuto dallo stesso Saputo all’naugurazione, “è la base sulla quale costruire il futuro del Bologna. La prima cosa che volevo fare, quando sono arrivato, era riportare gloria al Bologna e questo è un passo importante per farlo”.
Questi sono solo due dei tanti elementi di coerenza che la gestione Saputo ci ha garantito. Il terzo, ad esempio, potrebbe riguardare le giovanili e la Primavera rossoblu che così bene sta facendo, grazie anche all’ottimo lavoro di Paolo Magnani. Ma voglio essere sintetico ed alla fine mi sale unicamente una domanda: ma allora, chi ha davvero paura di Joey Saputo?

 

Ultima modifica il Martedì, 04 Aprile 2017 17:04
Massimo Sampaolesi

Fa parte del Direttivo di 1000 Cuori Rossoblu. Si occupa di Comunicazione e ama il Bologna come se stesso. Passioni: la filosofia e la Virtus.