Gli Avversari del Bfc: Palermo- 13 Aprile-

Scritto da  Apr 13, 2017

 

PROSSIMI AVVERSARI DEL BOLOGNA FC 1909

PALERMO

 

Dopo aver subito l’ennesima sconfitta in casa, ben 8 su 16 partite ( 15 su 31 gare in totale! ) di cui 5 nelle ultime 6, il Bologna sarà impegnato nella lontana trasferta siciliana contro il Palermo sabato ore 15.00. La squadra rosanero è momentaneamente penultima con 15 punti, 19 in meno del Bologna, ha vinto solo in 3 occasioni e l’ultimo successo risale alla 23°giornata quando tra le mura amiche superò il Crotone 1-0, unica vittoria raccolta al “Barbera”! Palermo che in casa ha racimolato solo 2 pareggi (l’ultimo con la Sampdoria) oltre la vittoria col Crotone e ben 12 sconfitte, è reduce dal 4-0 patito a Milano sponda rossonera ed ha la seconda peggior difesa del Campionato con 67 reti incassate, solo il Pescara fanalino di coda ha fatto peggio con 68. In settimana la società del neo presidente Baccaglini (ma non ancora proprietario) ha esonerato l’ennesimo allenatore della stagione – regna il sospetto che anche in questo esonero ci sia la mano di Zamparini che seguendo il suo istinto avrebbe già agito prima – dunque anche Diego Lopez si aggiunge alla già sconfinata lista di allenatori bruciati dal club siciliano. Oltre a Diego Lopez il Palermo farà a meno del Direttore Sportivo Salerno dimessosi, la guida tecnica è stata affidata a Diego Bortoluzzi, già secondo di Guidolin e consigliato dallo stesso tecnico veneto. Ex centrocampista fine anni ’80 e anni ’90 indossando le maglie di Treviso e Venezia tra le altre, Bortoluzzi è nel 2004 che inizia la sua avventura sulla panchina e proprio a Palermo divenendo allenatore in seconda di Francesco Guidolin con la squadra (composta dai vari Toni, Zauli, Corini) che conquista la promozione dalla Serie B alla Serie A. Dopo una parentesi al Treviso, il ritorno a Palermo nel 2006-07, ancora al fianco di Guidolin, suo punto di riferimento, che lo affianca anche nell’esperienza di Parma (tra il 2008 e il 2010), nell’Udinese e nello Swansea, con un breve intervallo di tempo trascorso accanto ad Andrea Mandorlini all’Hellas Verona. Diego Lopez in 10 gare sulla panca palermitana ha raccolto 2 pareggi, 1 vittoria e 7 sconfitte, ed è reduce da 5 batoste di fila, la squadra molto probabilmente non eviterà la retrocessione, e le cause sono molteplici (piazzata 16° la scorsa stagione con rischio di perdere la categoria), a cominciare da una scellerata scelta di ricambi tecnici sulla panchina che hanno condannato i numerosi allenatori ad essere inghiottiti in un vortice senza fine. Iniziò l’ex tecnico del Bologna Ballardini, le sue- e non solo- perplessità sul mercato lo avevano indotto ad abbandonare in corsa la nave, molto probabilmente sarebbero bastati un paio di rinforzi per non ripartire, per un’altra volta, da zero. Certamente il lungo valzer sulla panchina ( dal promettente De Zerbi, Corini, Diego Lopez ed ora Bortoluzzi) senza rinforzare realmente la squadra durante il mercato invernale, gli equivoci tattici e tecnici ripetuti, hanno portato a vivere una situazione da tempo insostenibile. Il Palermo nelle ultime uscite è stato impostato da Diego Lopez con un assetto tattico 3-5-2, come contro il Milan e nell’ultimo impegno casalingo perso contro il Cagliari 1-3. Contro i sardi l’allenatore uruguagio aveva scelto Fulignati in porta, difesa a tre composta da Vitiello, Gonzalez (espulso a Milano salterà la partita contro il Bologna) e Goldaniga ( in fase di involuzione l’ex Pisa, che sta raccogliendo numerosi cartellini gialli, 5 nelle ultime 8 partite), il reparto nevralgico del campo con Rispoli a destra, Pezzella a sx, Bruno Henrique, Gazzi e Chochev in mezzo con davanti Trajkovski e il bomber Nestorovski (10 reti per l’attaccante macedone ex Inter Zapresic, che non va a segno da 5 gare), una sconfitta che seppe di retrocessione. Se contro il Milan - le scelte differenti in campo rispetto la gara interna col Cagliari sono state Diamanti al posto di Trajkovski, Jajalo per Gazzi, l’ex Modena Andelkovic per Vitiello - partita già decisa dopo 20 minuti, la squadra si è espressa molto male subendo una mattanza ed evidenziando limiti in tutti i reparti e di attenzione (tutti gli interpreti davvero negativi, involuti, anche elementi come Rispoli che solitamente si nota per determinazione, corsa, e spinta sulla corsia destra), contro il Cagliari invece la compagine guidata da Lopez interpretò un buon primo tempo, ma la fragilità mentale è uno dei gravi punti deboli della squadra e questo lo conferma quando ha subito la rete del pareggio, da quell’istante l’impressione percepita dall’atteggiamento dei giocatori è che la partita fosse già persa. Calo mentale che il Palermo subisce con costanza, una situazione che pare non avere fine. Il Palermo e la Serie A sembrano pronti a salutarsi dopo tre stagioni, la retrocessione del 2013 pareva essere un brutto ricordo da non replicare, oltre al Campionato vissuto nella scorsa stagione che qualche campanello d’allarme lo aveva dato, con i rosanero salvi solamente all’ultima giornata. Ma questa scelta dell’ennesimo cambio tecnico pare dire che la società ancora ci creda, prova a fare l’ultimo tentativo disperato, attribuisce a Diego Lopez una buona parte di responsabilità nelle cinque sconfitte consecutive, crede che la squadra abbia ancora qualche flebile speranza, anche se sarebbe più saggio forse pensare a progettare la prossima stagione con l’intento di ritornare nella massima Serie. La squadra siciliana ha diversi singoli di valore, specialmente cresciuti nel florido settore giovanile, come Pezzella (’97), il gioiellino Lo Faso (’98), il portiere Marson (’98), tre pedine che erano punto di forza della Primavera di Bosi, altro ex rossoblu, che arrivò a disputare la Finale al “Torneo di Viareggio 2016” poi perso contro la Juventus, da cui ripartire. Per la gara contro il Bologna resta da capire se Bortoluzzi intenda continuare il lavoro tattico impostato da Diego Lopez, che è la cosa più probabile a oggi, quindi 3-5-2, oppure cambiare pagina. Per il Bologna un avversario alla portata, cali di concentrazione non sono ammessi, la squadra di Donadoni almeno contro le cosiddette “piccole” difficilmente inciampa.

 

MARCO MAGLI