1927-2017 AUGURI VECCHIO STADIO - 29 mag

Scritto da  Mag 25, 2017

 

 

Littoriale, Comunale, Dall'Ara tre nomi per identificare un solo impianto: lo STADIO di Bologna. Questo impianto è stato il quarto, e sino ad ora l'attuale, campo ufficiale della storia del Bologna F.C.. Prima di lui i precedenti furono i Prati di Caprara, la Cesoia e lo Sterlino.

 

Ecco una sua breve storia.

Il Littoriale fu il primo dei grandi stadi italiani, segno del dilagante successo del calcio presso la gente, e non gravò sulle casse dello Stato, finanziato come fu da una colletta generale ufficialmente (ehm) spontanea tra imprese e personalità di spicco di Bologna promossa dal Partito, ed in particolare da Leandro Arpinati, che poi fece dono dell’impianto al Comune di Bologna.

La prima pietra venne posta, alla presenza del Re, poche settimane prima della conquista del primo scudetto da parte del Bologna, il 12 giugno 1925. Le cifre ufficiali raccontano della grandiosità dell’opera per i tempi: duemila tonnellate di cemento, mille di ferro, quattromila quintali di calce e quattromila mattoni. L’intero agglomerato comprendeva, oltre allo stadio, una piscina coperta e una scoperta, quattro campi da tennis e l’antistadio, con pista di atletica e campo di calcio da allenamento, su un totale di 125mila metri quadri.

L’inaugurazione dell’opera, realizzata a tempi di record, avvenne, quando peraltro ancora non era ultimata, il 31 ottobre 1926, tre giorni dopo il quarto anniversario della marcia su Roma. Una cerimonia che passò alla storia perché nell’ambito della giornata “bolognese” di Mussolini, avviata con l’ingresso a cavallo nello stadio con l’uniforme di generale della milizia alla presenza di un folto pubblico e delle autorità, nel pomeriggio nel centro cittadino si verificò un attentato alla persona del Duce, con un colpo di pistola contro la sua auto, per il quale un giovinetto di 15 anni, Anteo Zamboni, individuato come autore veniva linciato a colpi di pugnale. «Questo gigantesco Littoriale» annunciò il capo del Governo attingendo a piene mani alla retorica «raccomanderà la nostra generazione per tutti i secoli futuri». L’inaugurazione autentica avvenne invece il 29 maggio dell’anno dopo, con la disputa della prestigiosa amichevole Italia-Spagna, chiusa sul 2-0 alla presenza del re. L’ultimo completamento riguardò l’imponente Torre di Maratona, finita il 27 ottobre 1929: ai suoi piedi venne collocata una gigantesca statua equestre di Benito Mussolini, opera di Giuseppe Graziosi, che ebbe poi un curioso destino. Il Bologna vi giocò la prima partita il 6 giugno 1927, contro il Genoa (1-0 rete di Martelli I) per la venticinquesima giornata del campionato di Divisione Nazionale. L’ultima ufficiale la disputò il 25 aprile 1943, ultimo turno della Serie A: Bologna-Liguria 3-3 (reti di Bonaretti, Matosich, Reguzzoni).

Con la ripresa postbellica, essendo di proprietà del Comune, l’impianto venne ribattezzato Comunale. La prima partita giocata allo stadio col nuovo nome fu il derby con il Modena: era il 14 ottobre 1945, prima giornata della Serie A (per la precisione del Campionato Alta Italia); la partita finì 2-2, con reti rossoblù di Arcari IV e Bernicchi. L’ultimo match fu invece Bologna-Brescia 2-0 del 20 maggio 1984, trentaduesima giornata della Serie C (reti di Fabbri e Facchini).

Due settimane dopo, il 3 giugno 1984, in occasione del ventennale della scomparsa di Renato Dall’Ara, prima della partita Bologna-Trento 1-0 (con rete di Facchini che avrebbe sancito il pronto ritorno in Serie B), l’impianto veniva intitolato alla memoria del mitico presidente, con la collocazione di un busto realizzato da uno scultore d’eccezione, l’ex calciatore rossoblù Paolo Todeschini. Lo stadio sarebbe stato poi profondamente ristrutturato in vista dei Mondiali del 1990, con interventi peraltro condizionati al vincolo che la Sovraintendenza delle Belle Arti fissò sull’impianto, considerato monumento nazionale.

 

Lamberto Bertozzi

 

 

 

 

Ultima modifica il Lunedì, 29 Maggio 2017 14:58