L'analisi di Bologna-Torino 1-1 - 22 ago

Scritto da  Ago 22, 2017

Buona la prima!. Non sono arrivati i 3 punti, ma la prestazione dei rossoblu si può considerare piuttosto soddisfacente, soprattutto dopo tutto quello che si era detto dopo il fatidico match contro il Cittadella. 
I ragazzi di Donadoni hanno reagito alla sconfitta di Coppa Italia con orgoglio e ferocia agonistica, quella che tutti avevano chiesto per la prima di campionato. Si conclude 1 a 1 la sfida contro il Torino di Sinisa Mihajlovic: un pareggio tutto sommato giusto visto l'andamento della partita. 

Nonostante durante la preparazione estiva Donadoni non si era mai mosso dal 4-2-3-1, nell'esordio stagionale torna di moda il 4-3-3, con Poli mezz'ala destra. Sottolineo la posizione di Andrea perchè fin dalla vigilia si pensava che l'ex Milan potesse giocare sulla trequarti, ma alla fine, come si può vedere dall'immagine, Poli si è posizionato più arretrato. 
Dietro come centrali hanno trovato posto De Maio e Maietta: la coppia più provata quest'estate, e le risposte sono state ottime.
In avanti invece il tridente era diverso rispetto al 4-3-3 dell'anno scorso, perchè i due esterni stavano molto più vicini alla punta, anzi, come vedremo dopo, si scambiavano spesso anche di posizione, con Destro largo e Di Francesco al centro.

Il Torino invece ha confermato le attese schierandosi con il 4-2-3-1, con Obi e Acquah nella diga centrale, per via dell'assenza di Baselli e la non perfetta condizione fisica di Rincon. In avanti terzetto tutto fantasia con Iago Falque-Ljajic e Berenguer, dietro all'unica punta Belotti. 

La partita è cominciata subito su ritmi molto elevati, con squadre che giocavano a viso aperto fin dai primi minuti.

Pronti via e subito grande occasione per gli ospiti.

Masina in questo caso troppo molle su Zappacosta, che con una finta riesce ad andare sul fondo per crossare. In mezzo Maietta stringe verso l'esterno per coprire il fondo, mentre in area De Maio si occupa della marcatura di Belotti. Certamente non è mai facile marcare la punta della nazionale, ma il nuovo difensore bolognese arriva notevolmente in ritardo. 
L'azione si conclude comunque in un nulla di fatto. 

Il Bologna però è vivo e risponde con due tiri alti di Di Francesco e Verdi, fino ad arrivare al palo colpito da Federico.

L'azione è interessante perchè vede Destro giocare il pallone molto fuori dall'area, quasi da trequartista. Gli ultimi 16 metri però non sono sguarniti perchè a coprire lo spazio lasciato da Mattia ci va subito Di Francesco. Quest'ultimo si è scambiato spesso la posizione col numero 10 durante il corso della partita, forse per sfruttare al meglio le ripartenze e il mismatch contro i due lenti centrali del Torino. 
In questo caso non si tratta di contropiede ma Federico brucia tutti sul primo palo andando a colpire il legno, dopo l'ottimo cross di Torosidis, che per tutta la prima frazione ha spinto tanto. 

Il palo è solo una prova generale per il gol che arriva al 27'.

L'azione parte dal solito Torosidis, che serve nello spazio Verdi. Il numero 9 battaglia con Berenguer, costretto a difendere basso dopo l'uscita verso il terzino del Bologna da parte di Molinaro. Il contrasto fisico viene vinto da Simone che mette ottimamente il pallone in mezzo. In area la difesa granata scala male, lasciando sul secondo palo tutto solo Di Francesco, che stoppa e fulmina Sirigu con un tracciante splendido. 
Da sottolineare la fase offensiva bolognese, che si sviluppa con 3 uomini in area: Destro, Taider e Di Francesco, con Poli a supporto al limite.

Poco dopo però, nel momento migliore dei padroni di casa, il Torino raggiunge il pari.

Ljajic prende palla sulla trequarti rossoblu e punta l'area. Pulgar decide di uscire subito senza temporeggiare e viene superato dal serbo un bellissimo tunnel. La retroguardia rossoblu in questo caso è però troppo bassa e non riesce a uscire in tempo per contrastare la conclusione. Il tiro, di certo non irresistibile, non viene tenuto da Mirante che compie un errore abbastanza grossolano. In questo caso sarebbe comunque stato meglio aspettare l'avversario senza andare ad attaccarlo rischiando di subire il dribbling, come poi è avvenuto.

Il portierone del Bologna però si riscatta immediatamente, nei primissimi minuti del secondo tempo, su una punizione calciata da Ljajic.

Qui c'è poco da analizzare, ma solo da apprezzare una splendida parata. Mirante si fa trovare subito pronto dopo l'errore nel primo tempo andando a terra con la mano sinistra sul tiro potente e preciso sempre del talento serbo.

Dopo un buon tiro di Iago Falque, parato centralmente da Mirante, l'occasione migliore capita tra i piedi di Di Francesco al 26' minuto.

Il rinvio lungo del portiere va, come spesso capita, a cercare la testa di Masina. Adam prolunga verso il centro trovando Destro. Il numero 10 spalle alla porta si inventa un tacco per mandare in profondità l'esterno. Il primo controllo di DiFra è perfetto, meno il diagonale a cercare l'angolino, anche se trovare la rete era molto difficile da quella posizione. Forse poteva mettere un cross morbido per cercare lo stesso Destro o Verdi sul secondo palo, ma erano entrambi ben coperti. 

Anche qui è il 10 a rifinire e Di Francesco a concludere l'azione. Chissà che questa coppia, che ha giocato molto vicino contro i granata, non ci regalerà tanti gol quest'anno. 

 

Termina giustamente 1 a 1 una partita equilibrata, giocata bene da entrambe le squadre, con buoni ritmi che per forza di cose sono andati via via diminuendo. 

Riteniamo di alto livello le prestazioni di Torosidis, di Di Francesco e di Poli, che in mezzo al campo si fa sempre trovare pronto sia in fase offensiva, che in quella di contenimento. I due centrali si sono dimostrati attenti, e se Belotti non ha toccato (quasi) un pallone è soprattutto merito loro. 

Donadoni dopo questo match ha una certezza: il tridente Di Francesco-Destro-Verdi funziona, e la parola d'ordine guardandoli giocare è una: imprevidibilità.

 

(Fonte immagini: Lapresse e Serie A Tim)

Davide Centonze

Appassionato di calcio e soprattutto tifoso rossoblu. Attualmente frequentante il corso di scienze della comunicazione con il sogno di diventare giornalista sportivo.