IMHO - 3 è il numero perfetto - 23 ott

Scritto da  Ott 23, 2017

Mercoledì, con la Lazio, toccheremo la boa di un quarto di campionato e mi andava di fare un piccolo e veloce sunto delle precedenti puntate del nostro percorso. I 14 punti fin qui racimolati sono un bottino assolutamente interessante, quasi insperato dopo la notte tremebonda e difficile contro il Cittadella. Un inizio, se tale vogliamo definirlo, differente per forma e contenuti rispetto alla scorso stagione: oggi noi siamo questi, squadra che non lotterà per la salvezza (per valori e quadratura che oggi esprimiamo) e neanche per un posto nelle Coppe (per il motivo scritto prima, ma letto come suo esatto contrario, perché ancora oggi non esprimiamo quelle qualità tali da portarci ad essere squadra in lizza per ambire palcoscenici europei). Ma il percorso di crescita, anno su anno, è visibile, tangibile, sia negli interpreti che nella cifra di gioco, così come le lacune: le prossime due partite, contro le romane, saranno l'ennesimo banco di prova, da non fallire, soprattutto se giocheremo con piglio e determinazione, così come messi in campo contro il Napoli e, soprattutto, l'Inter. Ma la mia riflessione odierna travalica i confini di questa settimana e va direttamente a gennaio e/o giugno: se l'esempio dell'inserimento di Rodrigo Palacio può essere un punto di riflessione, questa squadra ha bisogno di tre ritocchi di qualità, esattamente come quella dell'argentino che vadano oltre la carta d'identità che cita 35 ma che in campo non si vedono. La politica sui giovani, fin qui, è stata perfetta e darà i suoi frutti con la necessaria calma, sapendo attendere la maturazione dei giovani prospetti che oggi abbiamo in rosa. Ma a Giugno, se a Gennaio non sarà possibile, si inseriscano giocatori delle medesime qualità di Rodrigo: ne basteranno tre, uno per reparto, per rinforzare la politica dei giovani, dando loro un supporto attorno al quale crescere e trascinandoli in campo, quando l'esperienza più che l'energia la deve fare da padrona nei momenti complicati del match. Così il Bologna sarà pronto ad emozionarci sempre o, come dice il nostro Presidente, sarà "un Bologna di cui andare orgogliosi". Sempre.

 

(Photo Valentino Orsini)

 

Torben Grael

Amante delle profondità umane e ricercatore delle motivazioni che muovono l'universo mondo, ama lo sport di squadra e ogni sua evoluzione possibile, la musica AOR e tutto quanto si chiama "PROSPETTIVA"