Il Punto sul Bologna - Il Federabile

Scritto da  Nov 28, 2017

Chi gioca a scacchi sa benissimo che non esiste l’azione individuale; il movimento di un pezzo, dunque, è il palesarsi di una strategia dove tutti gli elementi della propria “squadra” sono rilevanti e dal quale atto tutti subiranno conseguenze. E la strategia o è pianificata o è figlia di una situazione nuova e improvvisa e dunque va intuita, immaginata.
Il calcio, soprattutto nelle sue pieghe politiche, si muove con passi simili. E la situazione nazionale ci dice come sia urgente trovare una strategia adatta e rinnovatrice.
E se quest’ultima venisse da Bologna? Cioè, in un momento come questo dove, per la successione del vecchioTavecchio, tutti si arrabattano a suggerire nomi, perché non farlo anche noi?
Quel nome ha le fattezze del nostro Amministratore Delegato Claudio Fenucci; elemento perfetto come chiave di volta sia della Federazione sia dello stesso Bologna. Perché avere un nostro “uomo a La Habana” potrebbe farci fare un ulteriore passo in avanti nella crescita composita del Bfc.
Il manager romano è uomo giustamente ambizioso e le sue qualità amministrative, in oltre venti anni di carriera, hanno fatto fare bei passi avanti al Lecce di Semerano e anche alla Roma di Pallotta. Lo stesso Semerano, ai tempi della gestione pugliese, lo definiva come “un autentico fuoriclasse dei conti”. E questo è già un buon punto di avvio per la candidatura al governo federale.
Con i nostri colori addosso, inoltre, ha cominciato quella ricerca di equilibrio tra le società (Grandi, medie, piccole) nei ricavi provenienti dai diritti televisivi. Una battaglia che appare prodromica alla crescita finanziaria della società che attualmente gestisce e che porterà benefici anche a molte altre, cercando di ridurre il gap che al momento lascia “le grandi” grandi e “le piccole” piccole. Insomma, al di là dell’aspetto strettamente finanziario, ciò che risulta interessante è la lotta per un principio di equilibrio.
Questo “sacrificio d’alfiere” comporterebbe, evidentemente, un cambio d’assetto nella società rossoblù. A quel punto, però, si creerebbe un’occasione per lo stesso Saputo: ovvero poter mettere un proprio uomo di fiducia ad amministrare le vicende del Bfc e anche per gestire la crescita in seno alla società del figlio Luca. Certo, Fenucci gode della massima stima da parte del patròn canadese (e questa stima reciproca sarebbe l’elemento di contatto, qualora Fenucci svestisse i panni coi nostri colori e acquisisse quelli onnicomprensivi dell’azzurro); però, è anche vero che fu Tacopina a portare via alla Roma l’AD per poi “depositarlo” a Casteldebole. Insomma, la storia Saputo-Fenucci nasce dopo, per quanto la sintesi sia tuttora perfetta e regga benissimo.
Infine, il fatto che con orgoglio Bologna possa presentare un proprio candidato alla presidenza della Federazione Italiana Giuoco Calcio, permetterebbe una crescita d’attenzione anche dal punto di vista mediatico.
Mi si potrebbe dire: ma come, Fenucci ha firmato un mese fa il rinnovo di contratto per i prossimi tre anni... Sì, è vero. E nel mondo civile e quotidiano i contratti hanno un peso. Tuttavia, siamo già stati vittime di contratti stracciati e sbeffeggiati, figuriamoci se questo dovesse avvenire attraverso il gentlemen's agreement degli elementi invocati…
In conclusione, è chiaro che si tratti solo di una suggestione. Tuttavia, sarebbe uno spunto su cui riflettere e che, in fin dei conti, potrebbe portare benefici a tutti gli interpreti coinvolti. Perfino a noi tifosi.

Ultima modifica il Mercoledì, 29 Novembre 2017 12:50
Massimo Sampaolesi

Fa parte del Direttivo di 1000 Cuori Rossoblu. Si occupa di Comunicazione e ama il Bologna come se stesso. Passioni: la filosofia e la Virtus.