Radio Casteldebole - Donadoni: “Mi aspetto una prova di personalità. Masina? Non ce l’ho mai avuta con lui” - 02 dic

Scritto da  Dic 02, 2017

Donadoni ai microfoni della sala stampa del Centro Tecnico di Casteldebole

E’ un Bologna che sembra essere finalmente uscito dalla fase di crisi nella quale era incappato, un Bologna che ha finalmente ritrovato se stesso ma soprattuto i tre punti oltre alle buone prestazioni sul campo “Abbiamo fatto un ottimo risultato facendo un ottima prestazione di carattere e personalità, visto considerato che abbiamo giocato per 45 minuti con l’uomo in meno.” Dice Donadoni ripensando alla vittoria sulla Sampdoria. L’allenatore ha già però lo sguardo già rivolto al futuro ed al prossimo avversario: il Cagliari “Questo non deve essere solo un episodio. Quel modo di interpretare la gara deve rientrare nel nostro DNA. Se sapremo fare questo allora domani verrà fuori una partita di un certo tipo che esula dal risultato finale. Se hai la capacità di dare quell’impronta alla gara è chiaro che l’ago della bilancia penderà più a tuo favore piuttosto che a sfavore. Domani sarà l’ennesima prova di personalità che mi aspetto e che voglio vedere dai miei ragazzi.”

Un’avversario che contro l’Inter ha sfoderato una grande prestazione nonostante il risultato nettamente sfavorevole, questione che può creare aspettative nei riguardi della gara di domani “Dire che mi aspetto qualcosa ha un peso relativo. So quello che mi aspetto dalla mia squadra. Questo è quello che dobbiamo fare noi, questa deve essere la nostra certezza, la nostra convinzione e la nostra possibilità concreta. Il Cagliari contro l’Inter ha fatto un a prestazione di grande spessore, quindi so che potenzialità ha. Devo prevedere che possa esprimere ancora quel tipo di prestazione. Sarà fondamentale la nostra prestazione, come ci approcceremo alla partita e conche tipo di aggressività. Questo sarà il motivo che farà fare all’avversario una partita piuttosto che un’altra.”

Nelle ultime due apparizioni sono state tante le cose positive viste sul campo, cominciando da Poli che si è imposto con personalità, Okwonwko che si ripete segnando consecutivamente per finire a De Maio che subentra portando concretezza “Sono indubbiamente cose positive. Quando un giocatore rimane fuori spesso capita che venga a chiedere se stia sbagliando qualcosa. Quando un giocatore sta fuori non è perché stia sbagliando qualcosa ma ci sono anche gli altri. C’è quella famosa competitività che deve portare un giocatore ad esprimere valori ancora migliori. Nessuno sta fuori per demeriti. L’ideale è quello di riuscire a cambiare i miei giocatori sapendo che comunque posso contare su un’affidabilità di un certo tipo.”

Inevitabile pensare a Maietta che, complice alcuni imprevisti fisici è un po’ uscito dalle rotazioni lasciando di fatto spazio ad altri elementi della squadra“Mimmo è sempre stato ed è per me un giocatore importante. Nel momento in cui Maietta non gioca so bene cosa mi posso aspettare da un giocatore come lui. Il massimo dell’espressione di un giocatore come lui, così come di Palacio, lo conosciamo. E’ difficile aspettarsi qualcosa che vada oltre. Voglio che l’atteggiamento da parte loro, giocatori d’esperienza, sia sempre un atteggiamento positivo.”

Donadoni ad inizio stagione ammise di voler aspettare almeno una decina di partite prima di giudicare questa squadra. Le partite fatte sono ormai quattordici e la classifica sembra sorridere ai rossoblù “Tutti la guardiamo, se dicessi che non guardo la classifica sarei un bugiardo - ammette l'allenatore bergamasco - ma questo non significa che il mio modo di ragionare sia cambiato. Rimane inalterato il fatto che si continui ad andare avanti partita dopo partita guardando al Cagliari che sarà un avversario assolutamente tosto, complicato e che nell’ultima partita contro l’inter ha fatto un’ottima prestazione. Sarà un cliente difficile, se noi pensiamo che domani non sia necessaria e fondamentale la determinazione che abbiamo messo in mostra contro la Sampdoria domani soffriremo la partita. Questo sarebbe un passo indietro, dobbiamo mantenere le antenne dritte senza concedere nulla. Dovremo pensare ad uscire dal campo stremati e distrutti dalla fatica, perché quello sarà segnale di un’ottima prestazione. Se non sarà così vorrà dire che abbiamo concesso e regalato qualcosa.” 

Parlando invece della sua squadra, in particolare modo di singoli, è palese quanto Orji Okwonkwo sia stato incisivo nelle ultime due partite. Un giocatore concreto e che riesce ad entrare velocemente in partita, destinato a fare un passo in avanti in direzione di una maglia da titolare “Dal punto di vista atletico è pronto. E’ chiaro che reggere la pressione e la responsabilità di tutta una gara è un discorso diverso rispetto a quello do subentrare. E’ un processo di crescita che deve portarlo e lo porterà a un utilizzo a tempo pieno e questo vale per tutti quanti.”

Le ultime partite hanno inoltre permesso a Donadoni di trovare un’ossatura base per la sua squadra con l’inevitabile conseguenza che qualche giocatore si è ritrovato ad avere meno spazio rispetto agli altri uno su tutti Saphir Taider “So che Taider è un giocatore che può essere titolare, così come Krafth e Crisetig per citarne alcuni di quel reparto. Ma nessuno di loro rappresenta per me una seconda linea. Quelli che attualmente giocano a centrocampo hanno raggiunto questa continuità e questa passa attraverso le prestazioni che offrono. Chiaramente quando loro fanno bene hanno qualche vantaggio in più rispetto ad un altro. Tutti i miei giocatori sono certezze assolute.“

Con il mese di gennaio ormai dietro l’angolo è inevitabile che comincino a farsi largo le prime ipotesi di mercato e che alcuni giocatori di punta, uno su tutti Simone Verdi, comincino a suscitare interesse da parte di alcune grandi squadre. “Quando arriveremo a gennaio faremo le considerazioni del caso. - dice brevemente Roberto Donadoni - Ora questo è l’ultimo dei miei pensieri.”

Si torna a parlare anche di Adam Masina che nell’ultima gara interna sembra avere ritrovato anche lui la serenità smarrita. Un giocatore al quale Donadoni ha dato e continua a dare consigli su come diventare grande “Cosa di gli direi? Di essere concreto, deciso e determinato. Di essere meno frivolo. Di non piacersi troppo ma di badare più alla sostanza. Perché se Masina riuscirà ad essere questo ed a mettere tutti questi aggettivi nel suo repertorio diventerà un giocatore straordinario. Ma deve ragionare in questo modo. Nessuno, tanto meno il sottoscritto ,ce l’ha mai avuta con lui - dice zittendo chi ipotizzava un problema di convivenza tra lui e il ragazzo - Ma come ho detto anche a lui, spesso i giovani sentono ciò che gli si dice ma non ascoltano. Lui deve imparare ad ascoltare di più e se lo farà questo potrà solamente fagli del bene.”

Di seguito le parole dell'allenatore rossoblù: 

Sara Melotti

Sarina per gli amici. Inviata multitasking, aspirante fotografa e giornalista.
Oltre alla passione per il Bologna ama la fotografia, lo sport in generale, i motori e gli animali.