Dopo attacco e centrocampo, Donadoni cerca la soluzione alla difesa

Scritto da  Dic 07, 2017

 

Una volta deciso il modulo, 4-3-3 la maggior parte delle volte, Donadoni, a causa di infortuni, scelte tecniche, bocciature e ripescaggi ha trovato i suoi 6/7 titolari.
Gli ultimi 270' sono stati un verdetto praticamente decisivo per quanto riguarda chi, a meno di inconvenienti, indosserà la maglia da titolare per il maggior numero di domeniche da qui a maggio.
A centrocampo Poli, Pulgar, Donsah; in attacco Verdi, Destro, Palacio. La prima combinazione, però, non troverà continuità sul prato di San Siro domenica sera perché Andrea è sulla lista degli squalificati. Soluzione? Probabilmente Taider, il quale ha perso il posto dalla quinta giornata in poi; il secondo terno (al Lotto? Sì, è come se l'avesse fatto Mattia...) è ormai consolidato da tre partite a causa dell'infortunio di Di Francesco che ha spalancato le porte (o la porta?) proprio al numero 10.
Non solo: il Bologna ha anche scavalcato Crotone e Verona nella classifica dei tiri in porta, salendo a 134 conclusioni. Dovremmo pensare, avendo le corna in testa e il forcone in mano, che il numero 14 nostrano sia stato la causa del sonno di Destro. Ma noi abbiamo l'aureola e speriamo che Federico si rimetta al più presto.

Ottimo, allora. Negli ultimi tre match 7 punti, 7 gol fatti e 3 subiti. Ma la base, il fondamento che dovrebbe tenere a distanza di sicurezza Mirante (o Da Costa) è stato trasformato in poker d'assi?
Ecco, la retroguardia è la zona in cui il mister ha dovuto più volte rivedere: prima Gonzalez-Helander, poi Maietta-De Maio, andirivieni Masina, amuleto Mbaye, Krafth e Torosidis senza contratto a tempo determinato...
Sintesi: Donadoni ne ha pensate di cotte e di crude e ciò ci porta al fatto che col Milan varrà la "Legge di Darwin".

Sebastiano Moretto

Studente di Scienze della Comunicazione col pallino del pallone e del giornalismo. Quando la domenica vado a messa, mi dirigo verso lo stadio.