RdC - Donadoni:"Ingenui, ma non inferiori al Milan" - 10 dic

Scritto da  Dic 11, 2017

 

 

Per Donadoni questo era in cima alla lista dei regali di Natale: uscire dalla Scala del Calcio (San Siro) con un risultato che aiutasse a recuperare ulteriormente autostima e motivazione.Purtroppo  niente risultato e solo l'amarezza di ulteriori punti lasciati per strada, che avrebbero impreziosito l'attuale classifica, dando senso e dimensione differenti alla stagione rossoblù. "C'è tanta rabbia - ha iniziato la conferenza il Mister - perché in queste partite ci manca sempre qualcosina per riuscire a fare la differenza". Donadoni mette sul banco degli imputati l'atteggiamento, alle volte insicuro, che la squadra ancora non ha nel suo Dna quando affronta alcune partite: ingenuità, passaggi sbagliati, controlli fatti male fanno parte di un bagaglio tecnico e mentale che deve migliorare, se si vuole procedere con un salto di qualità. "Contro squadre sulla carta più attrezzate di noi le nostre prestazioni quest'anno non sono mai state inferiori, anzi. Però a volte diamo l'impressione di preoccuparci troppo di chi abbiamo di fronte e questo ci toglie un po' di convinzione e determinazione". E' un tasto battuto più volte quello su cui  insiste il tecnico bergamasco, quello della crescita, su cui anche il Mister dovrà insistere perché la squadra da "femmina" diventi "maschia". "Sapevamo che sarebbero partiti forte e quella partenza l'abbiamo subita. Poi, sempre nel primo tempo,  abbiamo incominciato a giocare e abbiamo fatto girare la palla come si deve per oltre 10 minuti, creando situazioni molto pericolose per la porta di Donnarumma. Ma dieci minuti non bastano e dobbiamo estendere la qualità di questo frangente a tutta la partita". Non parla dei singoli, nemmeno sull'errore del goal subito, ma alla domanda su Destro non si sottrae:"Mattia sta lavorando meglio rispetto al passato era prestazione di questa sera ne è la prova. Ma da un attaccante come lui mi aspetto continuità in questo tipo di giocate e non solo 4 o 5 occasioni in una partita, dove per una certa timidezza non ha saputo sfruttare le occasioni che sono state confezionare per lui". Chiosa su cori a lui dedicati dalla curva rossonera:" Meraviglioso e un po' mi rode, perché non ho più l'età per condividere quelle emozioni da protagonista in campo". E allora Mister chiosiamo anche noi: non Le chiediamo di dimenticare il suo passato, ma oggi il presente si chiama Bologna ed è necessaria anche la sua presenza "emotiva", oltre che professionale, perché la squadra possa fare questo tanto richiamato salto di qualità. E ci creda anche la piazza gliene sarebbe eternamente riconoscente.

 

(Fonte Massimo Vitali - Photo Valentino Orsini) 

Ultima modifica il Lunedì, 11 Dicembre 2017 08:59
Torben Grael

Amante delle profondità umane e ricercatore delle motivazioni che muovono l'universo mondo, ama lo sport di squadra e ogni sua evoluzione possibile, la musica AOR e tutto quanto si chiama "PROSPETTIVA"