RdC - Adam in cammino per riprendersi una maglia datitolare - 23 dic

Scritto da  Dic 23, 2017

Fare panchina per alcuni mesi non migliora l'autostima e il morale, soprattutto quando il resto della squadra vince e convince. Ma Nagy, l'ungherese tascabile di questo Bologna, non è il tipo da abbattersi: prima co Roma e Milan, poi ieri contro il Chievo ha rimesso i tacchetti in campo, fornendo  buone prestazioni senza sfigurare contro "Marcantoni" dei centrocampi avversari, lui che per corporatura "Marcantonio" non è. E su di lui Donadoni ha un progetto: forgiare un centrocampista universale, mobile e capace di interpretare entrambe le fasi di gioco con uguali capacità. Ed è proprio lui che ce lo spiega dopo la vittoriosa gara contro i gialloblù clivensi:"Quando sono arrivato a Bologna ero un centrocampista prettamente difensivo; ma il Mister sta lavorando su di me, per cercare di rendermi più bravo in fase offensiva, con l'obiettivo di essere più incisivo la davanti e spero di riuscire presto a mettere a segno il primo goal con questa maglia". La vittoria, per quanto arrivata su uno svarione difensivo, è frutto anche di una determinazione e del non aver mai smesso di credere ai tre punti finali:" Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile e l'abbiamo preparata bene, siamo contenti di aver portato a casa la vittoria, regalo di Natale per tutti i nostri tifosi". Nel finale dell'intervista tocca con delicatezza il suo momento personale all'interno dell'organico di Mister Donadoni:"Quando non giochi per tanto tempo non è mai facile tornare in campo e a maggior ragione da titolare; ho sempre lavorato tantissimo per farmi trovare pronto e sono accontento dello spazio che mi sto ritagliando in questo periodo, ma l'unica che conta è che vinca la squadra ". Quanta saggezza ungherese in questo ragazzo: buon Natale Adam e speriamo che la Tua crescita e quella del Bologna siano esponenziali fino a fine maggio, regalando a noi tifosi serate come quelle di ieri.

 

(fonte Nicola Baldini - RdC - Photo Valentino Orsini)

Torben Grael

Amante delle profondità umane e ricercatore delle motivazioni che muovono l'universo mondo, ama lo sport di squadra e ogni sua evoluzione possibile, la musica AOR e tutto quanto si chiama "PROSPETTIVA"