RdC - Di Francesco: "Vogliamo chiudere alla grande per dare un'impronta a questa annata" - 28 mar

Scritto da  Mar 28, 2018

Archiviati gli impegni della Nazionale, è tempo di tornare a proiettarci sul campionato, sulle ultime nove sfide che attendono il Bologna a cominciare dalla Roma di Eusebio Di Francesco, padre di Federico, esterno rossoblu.

Proprio il figlio d'arte, ieri protagonista al Bologna Store del Dall'Ara per autografi e foto con i tifosi, ha parlato della stagione del Bologna e della sua stagione partendo dalla sfida contro i giallorossi del papà: "Speriamo abbiano già un po' la testa al Barcellona (trasferta che li attende 4 giorni dopo). Di sicuro mio padre, che è un martello, fino a sabato penserà solo al Bologna".

Poi sulla stagione rossoblu: "Ci restano nove partite e vogliamo chiudere alla grande la stagione per dare un'impronta a quest'annata. Quanto alla mia stagione, in questo finale ho voglia di riprendermi quello che ho lasciato per strada, a cominciare dai gol. Se penso che tre anni fa giocavo in Serie C- continua l'esterno- non potevo chiedere di meglio. Però quando sali le ambizioni cambiano e io per primo so che qualcosa in questa stagione ho lasciato per strada".

E' chiaro il riferimento al gol, soltanto uno segnato quest'anno alla prima giornata. In sua difesa bisogna ricordare come nel corso della stagione Donadoni l'abbia provato anche in un ruolo per lui inedito: l'esterno di un centrocampo a cinque, posizione che richiede anche un notevole aiuto in copertura, come spiega lui stesso: "Nel mio ruolo bisogna saper fare entrambe le fasi e averle imparate arricchisce il mio bagaglio. Ultimamente ho interpretato anche un ruolo nuovo, quello di esterno nel 3-5-2 e mi è piaciuto. In generale non è vero che questa squadra arrivi poco in area avversaria: se andiamo a rivedere le prestazioni di questa stagione sono tante le partite in cui ci siamo proposti con continuità".

Per lui recentemente è arrivato anche un assaggio di Italia con la convocazione per uno stage a Coverciano negli scorsi mesi, servirà più continuità per tornarci e rimanerci: "Ho messo un piede nello stage di Coverciano ma per arrivare alla Nazionale devi fare prestazioni migliori e anche qualche gol: da questo punto di vista sono consapevole che devo fare di più. L'infortunio al ginocchio mi ha un po' penalizzato, ma adesso sono tornato in forma, mi sento bene e ho voglia di chiudere alla grande, così come tutti i miei compagni".

Per chiudere alla grande occorre partire bene sin contro la Roma: "Una grande squadra: ma noi vogliamo fare lo step che ci manca, anche perché nell'ambiente c'è un po' di malcontento e vogliamo dare un segnale. (Parlando infine del confronto con papà Eusebio) Affrontarlo è sempre un'emozione. Ma sabato io e lui saremo solo avversari e sono sicuro che non ci guarderemo neanche in faccia". Un po' bugiardo nel finale, un abbraccio tra i due ci scappa sempre.

Ultima modifica il Mercoledì, 28 Marzo 2018 08:29
Eugenio Fontana

Appassionato di storie sportive e di pallone, ciclismo e palla a spicchi. Tifosissimo rossoblù da sempre. La prima prima partita che ho visto allo stadio è stata di Coppa Intertoto nel 1998: Bologna-National Bucarest 2-0.