Canta che ti passa: Ciò che rimane di noi - 30 Mag

Scritto da  Mag 30, 2018

 

 

cosa va
e cosa no
in questa fantasia
e come non è andata
e cosa non è stato

Ripetiamolo, anche se fa male: alla fine del girone di ritorno, le vittorie sono quattro. Saputo, allora, fa due conti, prende l’aereo, atterra a Bologna e dà il benservito a Donadoni. La notizia circolava già dal giorno prima dell’esonero, giovedì, in maniera ufficiosa; nei pensieri dei tifosi, invece, da molto più tempo. Cosa non ha funzionato? Sistemi di gioco, dichiarazioni, rapporto coi tifosi,… Ognuno ha la propria visione.
Ricordiamoci, però, che l’allenatore di Cisano Bergamasco è sì stato il capro espiatorio, ma il lavoro dietro alle quinte l’ha fatto qualcun altro. Diciamocelo: in questi tre anni di dirigenza canadese, il progetto non è stato all’altezza. “Solo colpa sua? Tutti in società, dal presidente in giù, abbiamo sbagliato qualcosa” ha affermato il chairman in conferenza stampa, tenutasi al fianco di Fenucci. In seguito, ha più volte ribadito il concetto di “trasparenza” e “infrastrutture”, come a voler tenere unito il popolo rossoblù e a sottolineare anche ciò che è stato fatto di buono (perché c’è stato). Inizia il secondo tempo dell’era Saputo.

cosa va
e cosa no
in questa lotteria
a volte paghi molto
rispetto alle tue colpe

Il calcio è davvero una lotteria. Guardate il Sassuolo: due anni fa batteva 3-0 l’Athletic Bilbao e oggi si salva a due giornate dalla fine. Perché non succede anche a noi, allora? Bisogna pescare il numero fortunato?
Ce l’aveva fatta, Donadoni, ad inizio stagione, per poi aver pagato il lavoro svolto (anche) da altri. Bisognerebbe uscire dall’ottica che, se la squadra va male, basti la bacchetta magica per riportare tutto all’ordine. Ovvio, ogni caso è a sé: si guardi Gattuso (che ha dato vitalità all’anima rossonera) ma, allo stesso tempo, si volga lo sguardo anche a Di Francesco, dato per finito a Sassuolo nel 2014 e, dopo pochissime partite, subentrato al suo successore, Malesani. “Con i sé e con i ma, la storia non si fa” e, magari, un possibile ritorno di Donadoni a Bologna, in futuro, farebbe impallidire qualcuno. Con le lotterie, come insegnava quella pubblicità di ‘10 e Lotto’, “puoi giocare quando vuoi”, ergo un numero può essere estratto più volte in poco tempo. Caro Roberto, ora come ora c’è da dire che sarebbe stato un inferno continuare così anche nella prossima stagione. Tu hai pagato molto rispetto alle tue colpe, ma forse è meglio così.

Però alla fine di questo dolore
sarà per sempre alla luce del sole
ciò che rimane di noi

Raccogliere i cocci, ora, senza allenatore? Troppo distruttivo. Saputo ha detto che tra due settimane circa si saprà il nome del prossimo allenatore, quindi subito dopo il periodo in cui si svolgono i playoff di Serie B. Coincidenze? Io non credo. Nel frattempo, però, si vagherà nel buio: è sconsigliabile fare mercato con (sembra) nessuna certezza. Poi, vabbè, sappiamo cos’è successo con De Vrij e Asamoah, quindi è possibile che Inzaghi, d’accordo con la dirigenza, abbia già espresso la sua lista dei desideri, senza far uscire l’ufficialità per rispetto nei confronti del Venezia. Alla luce del sole, però, questo è il Bologna ora: la piazza avrebbe bisogno di un bel colpo per entusiasmarsi, a Bigon scadrà il contratto dopo questa stagione, Saputo ha dato forza alle parole in conferenza stampa,… Sappiamo com’è fatto il mercato, spesso con tanto fumo e poco arrosto. In attesa di ufficializzazioni, dovremo fare i conti su ciò che rimane di noi.

 

(Ciò che rimane di noi - Ligabue)

Ultima modifica il Mercoledì, 30 Maggio 2018 16:05
Sebastiano Moretto

Studente di Scienze della Comunicazione col pallino del pallone e del giornalismo. Quando la domenica vado a messa, mi dirigo verso lo stadio.