Conferenza stampa di Donsah: "Bologna mi ha dato tutto. Inzaghi è come un padre"

Scritto da  Lug 11, 2018


Conferenza stampa di Godfred Donsah in occasione del prolungamento di contratto fino al 30 giugno 2022.

Bentrovato in ritiro. Cos’era successo lo scorso anni e cos’è cambiato ora?
“Lo scorso anno non abbiamo fatto le cose insieme, noi giocatori e il mister. Ci siamo salvati ed era il nostro obiettivo, quindi rispetto a quest’ultimo anno avremo nuovi giocatori con una carica diversa grazie a mister Inzaghi. Secondo me è la carica che è cambiata”

Se fosse rimasto Donadoni, tu saresti rimasto?
“Nel calcio c’è tanto dinamismo, ma secondo me non sarebbe cambiato niente. Con lui il mio primo anno ho giocato, poi il secondo mi sono fatto male. Quindi, anche se fosse rimasto, sarei restato volentieri”

Eri molto vicino ad andare via. Ora non solo rimani, ma rinnovi, quindi qualche argomento ti ha convinto a restare…
“Io sono un uomo che vuole fare le cose a modo suo. A Bologna c’è tutto per fare bene. L’importante è che tu sai che se sei qui i tifosi ti amano e fanno di tutto per spingerti a fare bene, quindi è importante restare siccome non sai cosa troverai dall’altra parte. Se io sto bene in un posto, cerco di fare del mio meglio. Poi ognuno sogna di andare avanti, ma per farlo devi avere un buon rapporto con gli altri”

Inzaghi ti chiede qualcosa di diverso dal punto di vista tattico?
“Mi dice che devo stare un po’ più avanti perché quando non hi la palla faccio movimenti diversi rispetto a quando ce l’ho. Il che vuol dire che quando mi manca, cerco sempre di guardare ma, allo stesso tempo, cammino, quindi devo stare sempre in movimento per stare sempre attento. Mi sta insegnando tanto”

Prima parlavi di carica. Che tipo di rapporto c’è tra Inzaghi e i giocatori?
“Il rapporto è come tra amici, siamo bambini, e questo aiuta perché se hai un problema glielo vai a dire. Lui è aperto a tutto, quindi ti invita in campo a dare di più di quanto sai fare. E’ come se fosse un padre perché puoi parlare anche di cose fuori dal campo”

Krejci ha detto che ha sofferto molto il rapporto con l’allenatore. Anche tu hai avuto questi momenti di sconforto, soprattutto quando è arrivato Dzemaili?
“Sì, era un momento particolare perché quando non c’era stavo giocando. Mi ha insegnato tanto perché se non giochi vuol dire che non stai facendo bene, ma in panchina guardi e impari. Dzemaili, mentre giocava, mi ha insegnato perché ha più esperienza e metterò in campo le sue ‘lezioni’ “

Tra poco torna.
“Sì, ma oltre ai suoi insegnamenti aggiungerò ciò che so fare io”

Sappiamo la tua storia. Hai una tua riflessioni sulle politiche dell’immigrazione?
“Su queste cose voglio dire che l’Italia sta facendo bene perché anche in Ghana, ad esempio, uno che abita in villaggio va a chiedere qualcosa a quello che abita in città. A parte questo, ripeto che l’Italia sta facendo una grande cosa perché gli altri che vengono dall’estero e dovrebbero comportarsi bene, non lo fanno. Rispetto ai casini che stanno facendo gli stranieri, l’Italia sta dando una grande mano. Posso dire solo ‘grazie’ “

Quest’anno il Bologna può fare il campionato “da parte sinistra in classifica” o è ancora presto per pensarci, adesso in luglio?
“Secondo me, quest’anno tutte le squadre hanno lo stesso obiettivo. Io sono felice e l’importante è raggiungere la salvezza, poi quello che accadrà, accadrà. Non possiamo ripetere quello che è successo scorso anno, quindi dobbiamo fare il possibile per noi e per i tifosi che spendono in abbonamenti per sostenerci. Dobbiamo solo sudare per fare del bene per loro”

Che sensazioni provi quando pensi che affronterai Cristiano Ronaldo?
“L’ho visto in TV ed è uno di quei giocatori di cui non puoi dire nulla: lui c’ha tutto. Anche andare in campo insieme a lui sarà una bella sensazione, ma ciò non toglierà la voglia di andare ad attaccarlo e dimostrare che tu lo sai gestire. Comunque sarà una grande emozione”

La mezzala è un ruolo chiave per Inzaghi. Ti senti più responsabilizzato?
“Secondo me, la mezzala ha qualcosa in più perché deve sempre supportare l’attaccante e ti dà la carica quando ti insegna lui come fare. Ti dà tranquillità per fare tutto, per esprimere ciò che hai dentro e andare oltre”

Cosa ti ha dato Bologna?
“Tutto, perché sono arrivato che non avevo la patente e, soprattutto, ho trovato Giancarlo Tabacco, il mio ‘padre bianco’. E’ lui che mi aiutava a prendere le decisioni. Bologna mi ha dato una chance che gli altri paesi non mi hanno dato, anche grazie a mio padre. Bologna è la mia seconda famiglia”

Il prolungamento è dato grazie anche a questi due anni in più?
“Sì, devo dire grazie alla società, al presidente, a Fenucci, a Bigon e Di Vaio per la fiducia perché è una cosa importante. Loro hanno creduto in me, quindi sono estremamente felice perché possiamo fare qualcosa di importante”

Perché l’anno scorso siete crollati nella seconda parte di campionato?
“Secondo me, è stata una cosa mentale che non posso spiegare. Abbiamo imparato dai nostri errori e cercheremo di non ripeterli più. Ero un po’ giù perché avevo perso la carica, quest’anno ce la sto mettendo tutta per non ripetere l’errore”

Si vede che Inzaghi punta su di te. Facendo un’analisi, cosa ti manca per diventare un giocatore fondamentale?
“Secondo me, devo stare più concentrato. Anche il mister me lo dice che mi spegno quando vedo che le cose non vanno come devono. Lui ha detto che succederà perché in campo ci sono gli avversari, quindi psicologicamente mi sta preparando. Devo cercare, in ogni occasione, di andare avanti perché in 90’ può accadere tutto. Devo sempre essere sul pezzo, sia in attacco che in difesa”

Dei nuovi compagni, chi ti ha impressionato?
“Non posso dirlo perché anche i ragazzi della Primavera stanno dando una grande mano per stare con noi. Ci stiamo impegnando tutti perché siamo sulla stessa barca”

Ti senti di avere le potenzialità per fare 5-6 gol, come dicono gli allenatori che ti hanno allenato?
“Lo sento ed è una cosa che cercherò di fare. La parola però non conta: devo cercare di superarmi e lavorare per fare le cose”

La più grossa differenza che hai notato rispetto agli anni scorsi?
“Superare i miei limiti perché non mi piace fare solo due gol, e sono convinto che Dio mi aiuterà”

 

 Video integrale della conferenza.

Sebastiano Moretto

Studente di Scienze della Comunicazione col pallino del pallone e del giornalismo. Quando la domenica vado a messa, mi dirigo verso lo stadio.