Mitchell Dijks Mitchell Dijks Foto di Sara Melotti

Resto del Carlino, Dijks: “Il gol ha fatto ripartire la mia carriera. Sarebbe bello zittire lo Juventus Stadium…”

Scritto da  Ago 15, 2018

Una delle sorprese più liete del successo sul Padova: classe 1993, Mitchell Dijks ha impressionato tutti e il Resto del Carlino ha deciso, tre giorni dopo il gol all’esordio in Coppa Italia, di intervistarlo per tastare l’umore (che non può che essere ottimo).

“Per me è stato come far ripartire la mia carriera: una specie di nuovo inizio”. E il perché di questa rinascita è presto detto.

“Perché gli ultimi 4 mesi all’Ajax sono stati i più bui della mia vita. A gennaio mi è bastato comunicare che non avrei rinnovato il contratto che subito per loro sono diventato un fantasma. Da allora non ho più messo piede in campo, ma nessuno dei dirigenti mi ha mai detto <<Guarda che non giocherai più>>. L’ho scoperto settimana dopo settimana, ed è stato terribile”.

Ecco allora la motivazione che spiega l’importanza del gol di domenica, sia per il Bologna di Pippo Inzaghi che per l’esterno olandese: “Quando ho realizzato di aver segnato ho sentito tutta la frustrazione accumulata in questi mesi abbandonarmi di colpo. E ho pensato che segnare al debutto nella mia nuova squadra era anche una piccola rivincita nei confronti dell’Ajax.

Ha dovuto faticare tanto in questi mesi per farsi trovare pronto Mitchell, come Lui stesso racconta: “Dovevo farlo in fretta (voltare pagina, ndr), perché i cambiamenti sono stati tanti, la lingua, il modulo, il sistema d’allenamento, il ruolo. Ecco, il ruolo … non ho mai corso così tanto in vita mia come in queste settimane. Anche perché fin qui avevo giocato da centrale o da laterale sinistro di una difesa a 4. Capirete, il 4-3-3 all’Ajax è un dogma immutabile.”

“Ho vestito per la prima volta quella maglia a sedici anni. L’Ajax è storia, tradizione, potenza ed enorme fascino. In Olanda l’Ajax o lo ami o lo odi: da quel che posso capire un po’ come la Juventus in Italia. Se penso a uno stadio di Serie A dove vorrei giocare penso proprio allo Juventus Stadium (trasferta il 26 settembre), con tutti quei tifosi vicini al campo: ammetto che sarebbe bello zittirli…”

Sulla prima impressione avuta entrando al Dall’Ara domenica: “Incredibile! All’Ajax al primo passaggio sbagliato i tifosi ti fischiano, qua ci hanno incoraggiato fin dal riscaldamento. Anche quando nel primo tempo sbagliavamo delle giocate facili il messaggio era: tranquilli, vi rifarete la prossima volta”.

Un giudizio sul Bologna visto contro il Padova? “Per quello che ho visto in precampionato dico che possiamo fare molto meglio dell’altra sera: penso che abbiamo grandi potenzialità. Vale soprattutto per me. Se analizzo la prestazione, gol a parte, non sono contento. Nel primo tempo ero nervoso, forse un po’ bloccato dall’emozione. Nella ripresa è andata meglio, ma devo imparare a gestire meglio le due fasi, capire quando è il momento di spingere e quando è quello di tornare. La vera fatica non è correre, ma capire le situazioni di gioco.”

Inzaghi, ovviamente, è lì per quello: “Lo conoscevo di fama, ovviamente, ma mi ha sorpreso il modo in cui i tifosi lo hanno accolto, trattandolo come un vero idolo. In lui ho trovato un allenatore che parla con tutti e che ti mette subito a tuo agio. E una volta che imparerò l’italiano sarà tutto più facile”.

La determinazione c’è, la voglia pure, l’impatto è stato buono: ora l’obiettivo è continuare su questa strada!

 

Fonte: Il Resto del Carlino

 

Giacomo Guizzardi

Nato e cresciuto in periferia, inizia a collaborare con 1000 Cuori Rossoblu nel novembre del 2015. Al momento gestisce tutto ciò che riguarda la Primavera del Bologna, tra approfondimenti, cronache dei match e calciomercato.
Calciatore fallito, aspirante giornalista.