Il Resto del Carlino - Il Newcastle su Destro

Scritto da  Nov 07, 2018

Un anno fa proprio al Bentegodi segnava una doppietta, decisiva per i tre punti, in quella che ad oggi rimane l'ultima vittoria in trasferta del Bologna ( datata dicembre 2017): ricordi di un tempo andato lontani oggi anni luce, con un Mattia Destro tristemente ultimo nelle gerarchie di Pippo Inzaghi.

Presenza col contagocce, solo una volta dal primo minuto, e quella generale sensazione di aver perso un treno, anzi due: perché quest'estate Mattia Destro poteva andare alla Samp, e non solo, ma si è alla fine impuntato rifiutando ogni trasferimento, deciso a giocarsi le proprio chance a Bologna, nonostante le chiare intenzioni di Inzaghi.

E adesso? Visti ancora gli altri due di contratto che rimangono (con ingaggio pesantissimo), la società a gennaio dovrà cercare di piazzarlo, anche se per mille e più motivi non sarà un'impresa facile: in Italia potrebbe ribussare alla sua porta la Samp, che potrebbe proporre uno scambio con Kownacki, ma la vera svolta potrebbe arrivare dall'estero, dove Mattia ha sempre raccolto consensi, specie in Premier League.

E più nello specifico a Newcastle, dove Rafa Benitez cerca attaccanti per completare l'opera salvezza; di certo c'è che sulla situazione Destro c'è bisogno di una svolta, per non lasciare il giocatore in preda ad una pericolosa involuzione che continua da marzo, e che purtroppo per l'attaccante di Ascoli Piceno non accenna a fermarsi.

Ultima modifica il Mercoledì, 07 Novembre 2018 09:59
Stefano Brunetti

Bolognese e bolognista, blogger e poeta, filosofo e asceta, con particolare passione per i colori rossoblù: scrivo sul Bologna da quando sono in fasce, o forse anche prima. Autore su Mondo Bologna, ma anche scrittore, cantante, musicista: con Bologna sempre al centro, come unica fonte d'ispirazione. Cosa ne penso di Destro? Non penso. Pro o contro Donadoni? Neutro. Perché la maglia vien prima di tutto. Datemi dell'ignavo, del conservatore, del bigotto: ma a parte questo, giuro che ho anche dei difetti. Perché prima di tutto viene lei: la maglia del Bologna. 7 giorni su 7. E la maglia non si contesta: si ama. Anzi, di più: si adora.
Ed io, in fondo, non sono che questo: un adoratore seriale. Di professione.