Immagine a cura di Michael Mucci Immagine a cura di Michael Mucci

Canta che ti passa: Tutti vogliono viaggiare in prima

Scritto da  Nov 08, 2018

Questa volta elogiamo la follia del “che schifo vincere sempre”. Nel senso: la prima volta sprizzi gioia da tutti i pori, la seconda sprizzi gioia ancora di più per la conferma del titolo, mentre la terza sei fuori di te. Da quest’ultima fase è un calando, perché è bello vincere, ma farlo con un bel testa a testa fa assaporare ancora di più il tanto agognato primato. Toccando un tasto dolente, chiedere alla Juve; toccando un maggior tasto dolente, non bussare alla porta del Bologna. Questo non è il suo caso.

Quelli come me si va finché ce n'è,
ma è come non venisse mai il momento.
Con quei progetti lì e quei difetti lì,
che ci fanno stare più contenti.

Eppure ci si prova a vincere sempre (certo, non sono nemmeno discorsi da fare!), ma purtroppo – dopo le prime undici gare – i nove punti conquistati sono una realtà che non ti permettono di andare oltre la seconda classe.
Questa è la rabbia del tifoso: ci sono realtà come Sassuolo e Atalanta che sono state in Europa League, come quella di Ferrara che ha goduto del suo breve momento di gloria all’inizio del campionato (i famosi “quindici minuti di celebrità” di Warhol) o – in forma più ridotta ancora – come quella del Parma, dodicesimo a cinque lunghezze dai rossoblù.
Pur non vagando (o non avendo mai salpato) nelle acque cristalline, il tifoso del Bologna sa che “per belli apparire, bisogna soffrire”, pur sapendo che quel momento non arriverà in tempi brevi: Roma non è stata costruita in un giorno e, accontentandosi di una realtà più piccola, effettivamente le aspirazioni devono essere più contenute. In questo momento, i rossoblù occupano la diciassettesima posizione semplicemente perché la meritano, siccome i progetti della società non ragionano al presente e, di conseguenza, non permettono di rimpiazzare Verdi con un giocatore altrettanto forte. Eppure sono questi difetti che, dopo averti fatto incazzare per i due gol del Torino, ti fanno stare più contento per la reazione contro una squadra che ha (attualmente) otto punti in più. Tifare Bologna ha delle controindicazioni, ma dicono che nella botte piccola c’è il vino buono.

Avrai ragione te, a fare come fai,
a startene da furbo, nel mondo dei più furbi.
Sta a vedere che sappiamo già com'è:
non ci teniamo a togliere il disturbo.

Facile essere juventino, al giorno d’oggi. Il dato più significativo è che tutti i bambini nati dal 2011 hanno visto solamente i bianconeri vincere (in Italia…) e di conseguenza diventa quasi una malattia volgere lo sguardo alla Zebra. Forse come succedeva col Milan degli Anni 90 o con l’Inter di una decina d’anni fa.
Quelli sono coloro che vivono da furbi, nel mondo dei più furbi : nessuna tensione pre-partita, meno voglia di incitare i propri giocatori e pochi urli liberatori al triplice fischio. Bella vita, ma non quella che si vorrebbe, parlando da tifoso seriale.
C’è infatti l’altro mondo, completamente capovolto, di quelli che viaggiano in seconda: nessuna partita scontata, “90’ di battaglia” (come ci ha dichiarato Marco Nosotti), frustrazioni tante, soddisfazioni un po’ meno. Qui nessuno sta dicendo che sarà per forza sempre così, ma semplicemente che – com’è giusto che sia – qualcuno dovrà fare più fatica rispetto a qualcun altro. Ma, pur essendo questa la condizione attuale del Bologna, nessuno pensa di togliere il disturbo: la sofferenza che si accende al primo fischio e si conclude al triplice ti fa odiare e amare la maglia, allo stesso momento.
Voi viaggiate in prima, noi lo desideriamo…o forse no: noi vogliamo una vita spericolata. Ma questa è un’altra storia. Pardòn: un’altra canzone…

Tutti vogliono viaggiare in prima,
l'hostess che c'ha tutto quel che vuoi.
Tutti quanti con il drink in mano:
Sotto come va, fuori come va?

 

(Tutti vogliono viaggiare in prima - Ligabue)

Ultima modifica il Giovedì, 08 Novembre 2018 06:30
Sebastiano Moretto

Studente di Scienze della Comunicazione col pallino del pallone e del giornalismo. Quando la domenica vado a messa, mi dirigo verso lo stadio.