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Under 15, Morara: "L'Under 15 è la mia Serie A"

Scritto da  Dic 17, 2018

Alla fine del girone d'andata, l'under 15 di mister Morara guarda tutti dall'alto dei suoi 27 punti. Inevitabile, quindi, dare lustro al fantastico cammino di questi ragazzi, chiedendo il parere proprio all'artefice.

Mister, complimenti per questo primo posto e per la vittoria di ieri. Le chiedo subito: se qualcuno le avesse detto che dopo il girone d’andata sareste stati primi, lei ci avrebbe creduto?
“Grazie, intanto. Beh, il primo posto è sicuramente un risultato molto importante, ma che la squadra avesse un valore assoluto lo sapevamo. In campo, tuttavia, non si può mai sapere quale sia il riscontro”

Andando a vedere le statistiche, avete dei numeri incredibili: a parte i punti, 12 vittorie, 20 gol fatti – media normale, se me lo permette – e, su tutto, 7 gol subiti.
“Sì, abbiamo fatto della difesa la nostra peculiarità. Nelle prime partite abbiamo avuto un po’ più di difficoltà a trovare il gol perché non abbiamo sicuramente uno degli attacchi più prolifici, ma – a parte Atalanta e Milan – siamo sempre riusciti a fare almeno un gol”

Ma se dovesse scommettere su qualcuno, in un prossimo futuro, anche se è brutto fare nomi singoli?
“Un po’ difficile fare un nome in assoluto perché la forza, anche se non vorrei fare il solito, è proprio il gruppo in sé. Se negli anni passati la difficoltà di ottenere risultati nascevano un po’ dal fatto di non avere rose molto competitive, tra infortuni e non facilità di pescare dalla panchina il giocatore di livello, a oggi siamo proprio tutti competitivi. Quasi tutte le domeniche faccio giocare i giocatori che ho a mia disposizione e, quindi, mi sembra riduttivo racchiudere in uno o due nomi la prospettiva. Chiaro che dentro la rosa ci possa essere uno più pronto di un altro, ma può essere anche per scarto di forma o di crescita. Io, tuttavia, li ho tutti all’altezza”

Infatti, se mi permette, la offenderei, perché lei e i suoi colleghi fate tantissimi cambi durante il match. E a fare i tabellini ci perdiamo ore…
“(ride, ndr) “Beh, il tabellino è difficile, ma dall’inizio dell’anno ho sempre fatto almeno un cambio negli undici, perché comunque la settimana mi dà modo di cambiare, mostrandomi chi si esprime meglio. Il merito, comunque, è della società che mi ha messo a disposizione una rosa competitiva”

Oltre a voi, tutto il settore giovanile sta facendo bene. Secondo lei, qual è la forza che risiede in queste squadre?
“Sta in un lavoro che parte da lontano. Nel senso, non è un lavoro frutto del caso, ma di programmazione, che negli ultimi anni ci ha portato a ottenere dei risultati. Come sappiamo tutti, lavorare nel settore giovanile non è facile perché non si ottengono mai risultati nell’immediato, bensì sul futuro e sulla prospettiva. Di conseguenza, se a oggi abbiamo questi risultati è perché ne stiamo raccogliendo i frutti, siccome abbiamo la fortuna di avere una continuità nel lavoro che il nostro responsabile (Corazza, ndr), ormai, ha da sei anni”

E si vede dal fatto che, prima della sconfitta dell’under 17 contro l’Inter, l’ultima volta che una delle prime quattro squadre del settore giovanile era uscita senza punti era datata 14 ottobre.
“Sì, perché anche se l’U16 ha, magari, una classifica meno positiva rispetto alle altre, è comunque una squadra che – nelle ultime gare – ha fatto 4 pareggi e 2 vittorie. Sono incappati in qualche risultato neutro un po’ deficitario, ma le compagini, come le dicevo prima, sono tutte competitive e all’altezza dei campionati nazionali: questo è il risultato principale per un settore giovanile”

La scorsa settimana ho avuto modo di confrontarmi con Andrea Soncin, allenatore del Venezia dell’U17, il quale mi ha detto che a 16-17 anni la classifica c’entra fino a un certo punto. Senza, ovviamente, alzare polemica, cosa ne pensa?
“Secondo me, la classifica conta relativamente, nel senso che dà valore alla squadra. Il problema qual è? Chi, magari, ha risultati nell’immediato può pensare di avere squadre pronte adesso, mentre la nostra rosa è fatta di giocatori in prospettiva. Le cose da valutare ti danno un polso della situazione: se sei in alto, capisci se puoi essere competitivo o meno, ma non è il nostro obiettivo principale. Non posso darti un’opinione su ciò che ha detto lui”

Giustissimo, sfruttavo solo il collegamento per sapere quale fosse il suo pensiero. Un’ultima domanda: chi è Francesco Morara?
“Chi è? Mmmh…prima di tutto è un tifoso del Bologna che ha realizzato il suo sogno, allenando nel settore giovanile. E’ una persona che dedica tutti i minuti della sua giornata a trovare soluzioni e a mettersi a disposizione dei ragazzi, cercando di fare il meglio per tutti. Basta. Un ragazzo che ha tanta passione e a cui piace fare questo lavoro qua: lavorare nel settore giovanile e con i ragazzi. A oggi, la mia Serie A sono loro. Se sedici anni fa mi avessero detto ‘Allenerai l’under 15 del Bologna’, non ci avrei mai creduto. Ecco, più che essere primi in classifica ad agosto, a questo non avrei mai creduto”

E allora noi le auguriamo di vincere la sua Serie A, questo e gli anni prossimi.
“Grazie”

Sebastiano Moretto

Studente di Scienze della Comunicazione col pallino del pallone e del giornalismo. Quando la domenica vado a messa, mi dirigo verso lo stadio.