#Christmas Tale - Il Natale quando arriva arriva

Scritto da  Dic 25, 2018

Quella che state per leggere non è una favola natalizia, ma la condivisione di un’esperienza e di un pensiero, da tifoso a tifoso. Il tutto nasce dal titolo di questa storia, la nota frase di una pubblicità interpretata da Renato Pozzetto: “Il Natale quando arriva arriva”; ed è una realtà che ogni tifoso in cuor suo, dovrebbe sapere. Attenzione, trattasi di “Natale sportivo”, scevro dal suo reale significato religioso e morale, ma completamente intriso di passione e gioia sportiva, nel ricevere un regalo dalla propria squadra del cuore (o dalla dirigenza della stessa).

Il Natale, quello vero, va passato in compagnia dei propri cari, con serenità ed affetto, e per un attimo, ci si può (o forse si dovrebbe) anche dimenticare della passione calcistica, in fondo dovrebbe essere un momento di allegria, condivisione e magari di ragionamento su sé stessi ed i propri affetti.

Passiamo ora al “Natale sportivo”, quello che realmente “quando arriva arriva”. Quello che ricordo con più gioia l’ho trascorso nell’estate del 1996: Kennet Andersson arriva a Bologna, avevo 17 anni e da 4 anni speravo nel suo arrivo sotto le Due Torri.

Facciamo quindi un passo indietro. Era il 1992 e forse perché l’Italia non è presente, forse perché allora giocavo in una squadra con le divise gialloblù (quelle del Fossolo 76), da tredicenne appassionato di calcio ed amante delle competizioni internazionali, ergo a mia squadra preferita la Svezia padrone di casa dell’Europeo. Ed in quella Svezia, nonostante caratteristiche opposte alle mie e nonostante non si metta in mostra come il più grande bomber del torneo, eleggo Kennet Andersson come giocatore simbolo.

Erano anni in cui il Bologna non faceva innamorare, ma erano anni in cui stavo iniziando ad andare allo stadio con gli amici, ed a tifare per i colori rossoblù della mia città nonostante tutto. Al mare, giocando sulla spiaggia mi capitò di esultare come allora faceva Andersson e sentendomi parlare di un giocatore abbastanza sconosciuto ai più (in Italia), mio zio, tifoso di una Juventus che in quegli anni non dominava ma che comunque era sempre ai piani alti, mi chiese perché proprio quel giocatore. La risposta fu chiara e semplice: “Zio, ne riparliamo quando il Bologna sarà di nuovo in Serie A ed Andersson vi segnerà un gol con la nostra maglia”. Fine della discussione e delle trattative: il Bologna sarebbe tornato in Serie A, Andersson sarebbe venuto a Bologna, ed ovviamente avrebbe segnato alla Juventus. Non v’era dubbio, nella mia testa, che questo sarebbe successo di li a poco.

Nel 1994, nel Mondiale di Baggio e del secondo posto dell’Italia di Sacchi, la Svezia arriva terza ed Andersson segna 5 reti, come il Divin Codino, e mio zio inizia a pensare che si, forse Andersson è davvero un bel giocatore, perché se è vero che in quel Mondiale segna tanto (più del normale forse), è anche vero che gioca molto per la squadra servendo anche degli assist importanti… è l’Andersson che poi impareremo a consocere, insomma.

Ed arriviamo nuovamente al 1996, quattro anni dopo la mia frase, Andersson arriva davvero a Bologna e mi regala una gioia. Lo avevo provato a seguire in Francia e lo avevo visto a Bari, e non vedevo l’ora di vederlo in campo con la maglia del Bologna, magari proprio contro la Juventus. Kennet mi e ci regalò parecchie gioie (e qualche dolore come in coppa Uefa), purtroppo non segnò mai ai bianconeri ma non mancai comunque di sottolineare a mio zio chi fosse quel giocatore e quanto fosse diventato importante per il Bologna. Inutile poi sottolineare quanto festeggiai il secondo “Natale sportivo” donatomi da Andersson: il rifiuto alla Juventus. Che regalo più grande può farti il tuo giocatore preferito che gioca nella tua squadra, e che rifiuta la Juventus? Ecco quindi, in fondo il “Natale sportivo” di ogni tifoso può arrivare in qualunque momento, in fase di mercato o durante un campionato. Ve ne sono stati altri sicuramente, ed ognuno di noi nel proprio cuore ne ha vissuti.

Quest’anno non mi aspetto un “Natale sportivo”, nè il 26 Dicembre nel primo “Boxing Day” italiano quando il BFC giocherà contro la Lazio, né nel prossimo mercato di Gennaio. Sono cresciuto e vivo meno la magia di questo sport che ormai di sport non ha nulla, e probabilmente anche quella del vero Natale. Mi aspetto però che il “Natale sportivo” torni, coi suoi tempi e con quelli di Saputo, inutile dannarsi per quando sarà e cosa porterà, meglio pensare e concentrarsi sui propri cari e sul vero Natale. Anche perché così come ero certo che Andersson sarebbe venuto a Bologna, ho un’altra certezza: prima o poi arriverà di nuovo anche un “Natale sportivo” per i tifosi Rossoblù, perché in fondo il “Natale sportivo” quando arriva arriva…

Ultima modifica il Mercoledì, 25 Dicembre 2019 10:18
Simone Zanetti

Appassionato di Bologna ed Archeologia, oltre a tifare Bologna FC e Fortitudo Baseball, tifa (inspiegabilmente) per il Cruz Azul.