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Sbandare in curva

Scritto da  Gen 01, 2019

Cesare Cremonini è uno dei tifosi del Bologna. Cesare Cremonini ha scritto “Possibili scenari” (con la “n”). Alcuni tifosi del Bologna hanno scritto “Possibili scemari” (con la “m”): lo so, Aristotele s’incazzerà di brutto, ma il sillogismo è un modo per spiegare – non per “capire”, tanto meno per “giustificare” – il comunicato diramato da alcune sigle ultrà quando ancora i calciatori erano sotto le docce del San Paolo, sabato scorso. Da qui, la prima deduzione: il calcio interessa il giusto, è solo un pretesto per arrivare ad altro, perché in caso contrario il 29 dicembre non sarebbe stata la data giusta per diramarlo. Ma è facile, per chi fa il mio mestiere, criticare senza entrare nel merito. A me, invece, piace capire: per riuscirci, provo con l’analisi logica di quanto hanno scritto i rappresentanti della curva.

Come da comunicato del 13/11/18, abbiamo atteso la fine del girone di andata per tirare le somme. Il campo e la classifica hanno decretato che la nostra pazienza è giunta al termine. Pretendiamo ora di essere ascoltati da società e dirigenza: ci aspettiamo onerosi e oculati acquisti nella finestra di mercato che sta per aprirsi”: fin qui, a parte il tono e quel “pretendiamo” che suona ridicolo, niente di nuovo.

Pretendiamo un segnale immediato della volontà del club di rispondere delle proprie responsabilità: l'allontanamento immediato di Marco Di Vaio da qualsivoglia carica dirigenziale. La strada di questo personaggio deve separarsi da quella del nostro glorioso club, della nostra città, della nostra curva”: e qui (a parte il solito “pretendiamo”) si apre il baratro, perché noi poveri mortali non sappiamo di quale peccato si sia macchiato l’ex idolo della curva stessa per meritare un trattamento del genere.

Per quanto concerne Bigon e Fenucci, esigiamo ogni interruzione di rapporti di lavoro con il BFC il prima possibile”: la variazione della perentorietà in “esigiamo” dimostra una discreta preparazione grammaticale, offuscata peraltro da un’inutile, ridicola sindrome di onnipotenza. Comandare in casa d’altri è un esercizio impossibile, a meno che non vi chiamiate Hitler, Mussolini o Stalin, ma questo è l’evidente frutto dell’abolizione dell’ora di Educazione Civica nella scuola italiana...

Si è fatta l'ora che il patron Saputo si renda disponibile ad un incontro con le parti del tifo organizzato, e si prenda carico del peso della gestione di una piazza come Bologna, non solo a livello economico”: quindi il signore in questione, oltre a ripianare il bilancio, pagare puntualmente gli stipendi, battibeccare con le Istituzioni locali che gli impediscono speculazioni in cambio dell’ammodernamento dello stadio inaugurato dal Duce, deve lasciare il Canada e i suoi affari per scaldare una poltrona a Casteldebole. Che siano le nuove regole del management? Boh...

Quanto giudichiamo e contestiamo, sia chiaro, non sono gli ultimi 4 mesi di operato, ma gli ultimi 4 anni di mala amministrazione del nostro club”: e qui, ragazzi, c’è un evidente vuoto di memoria, perché al di là degli ultimi quattro anni non è che cinque anni fa capitan Morleo alzasse al cielo la Champions League nell’Estádio da Luz di Lisbona. Quello era Sergio Ramos, se non ricordo male, non il terzino sinistro rossoblù...

Siamo pronti a lasciare vuoto il nostro settore in vista del match di Coppa Italia contro la Juventus. Il tempo delle chiacchiere e dei comunicati finisce oggi; da ora agiremo per il bene del Bologna. Vi consigliamo di fare lo stesso. Forever Ultras 1974 Bologna, Freak Boys, Vecchia Guardia, Four Cats, Sorvegliati Speciali, Mazzini, Capottati, ctb 2004, Quei Ragazzi”: la prima frase di quest’ultimo periodo contiene finalmente una cosa sensata, perché quello che possono fare i tifosi insoddisfatti è quello che può fare un marito deluso, ovvero andarsene. Ma è la seconda frase a prestarsi a interpretazioni maliziose: se “da ora” agirete per il bene del Bologna, “finora” per che cosa avete agito? Insomma, amici miei, la morale della favola è amara per quanto scontata: me la sono sempre presa con quelli (tanti, troppi, quasi tutti) che con una tastiera o un microfono davanti millantano di essere presidenti, allenatori e direttori sportivi migliori di quelli in carica. Beh, lo confesso candidamente: non avevo capito niente. La posta in palio è il Potere, magari fatto di biglietti omaggio e rimborsi spese, il calcio è solo un pretesto. Sul Bologna vengono riversate tonnellate di frustrazioni personali, si “esige” che chi paga gli stipendi accetti imposizioni da chi paga il biglietto. E allora, alla luce di tutto questo, davvero vi interessa chi verrà ingaggiato in gennaio?

Qualche tempo fa, quando venne esposto (prima delle croci…) il farneticante striscione “Intervenite o interveniamo”, definii squadristico quel tipo di atteggiamento, venendo puntualmente redarguito dalle suffragette della presunta “superiorità bolognese” rigorosamente autocertificata. Avevano ragione loro, forse, perché quest’ultimo messaggio contiene toni che andavano (vanno?) di moda a Corleone. E a questo punto, mi viene un dubbio: in casi genere, interviene la Digos o il Centro di Salute Mentale? Buon anno, ragazzi!

Ultima modifica il Martedì, 01 Gennaio 2019 11:19
Marco Montanari

Nel suo curriculum, alla rinfusa, Guerin Sportivo, Treccani, Gruppo Poligrafici Editoriale, La Gazzetta dello Sport, Panini, SportMediaset, Corriere della Sera e alcuni house organ di società calcistiche.
Oggi vorrebbe essere il… Palacio del fantastico gruppo dei 1000 Cuori Rossoblu.