Forcing - Pagliuca: "L'ambiente è un po' demoralizzato, ma Mihajlovic ha grande carisma" Michael Mucci

Forcing - Pagliuca: "L'ambiente è un po' demoralizzato, ma Mihajlovic ha grande carisma"

Scritto da  Feb 02, 2019

Da Bologna a…Bologna. In mezzo, tante soddisfazioni, tanti riconoscimenti personali e pure “qualche” collettivo, tra Mondiali e competizioni internazionali con i club. Il Gatto di Casalecchio è riuscito a calcare il “Dall’Ara” che, da giovane, vedeva dagli spalti, dopo aver volato – in tutti i sensi – tra i pali delle porte di Sampdoria, Inter e della Nazionale italiana. Sul finire della carriera, dopo la maglia rossoblù, ha vestito anche il bianconero dell’Ascoli, prima di appendere i guanti al chiodo.
Al cuor, però, non si comanda. E il suo, da sempre rossoblù, l’ha “riportato” in terra felsinea, dove ricopre un ruolo che sembra secondario. Nell’intervista, invece, spiega quale dev’essere – secondo lui – l’idea che il Bologna ha da seguire. E, secondo il nostro modesto parere, ci sta riuscendo…

Gianluca, parto con una domanda a bruciapelo per quanto riguarda il mercato: che voto darebbe al mercato del Bologna?
“Mah, diciamo che i primi due sono certezze, che sono stati anche in Nazionale, che hanno anche esperienza in Serie A. Quindi, sono due ottimi acquisti. Lyanco ed Edera sono due giocatori voluti dall’allenatore. Voti non ne dò perché sono quattro innesti voluti sia dalla società che dal mister”

Sono arrivati quattro giocatori più un allenatore: che ambiente trova Mihajlovic, secondo lei?
“Ovvio che l’ambiente è un po’ demoralizzato perché siamo al terz’ultimo posto, a tre punti dalla salvezza. Sinisa è sicuramente un allenatore che ha grande carisma e, sicuramente, farà il possibile e l’impossibile per ribaltare –anche – la situazione di classifica. Anche se abbiamo vinto solo due partite, ripeto, siamo solo a tre punti dalla salvezza: tutto è possibile”

Tutto è possibile, quello che non è riuscito ad ottenere Inzaghi. Lei, che è dentro l’ambiente, sa che aria si respirava e soprattutto che difficoltà ha incontrato Pippo?
“Guarda, io sono dentro la Primavera (allenatore dei portieri, ndr), quindi ho parlato diverse volte con Pippo, conosco bene tanti giocatori, ma non abbiamo mai parlato della situazione. Sinceramente non sono nemmeno cose che mi riguardano. Ovvio che mi dispiace quando la squadra non vince, però, sai, lì bisognerebbe viverci 24/24 per dare un giudizio più dettagliato”

Invece, dall’altra parte, ci sarà un’Inter che si trova in una situazione simile a quella dell’anno scorso. Cioè, ha battuto il Bologna dopo che non vinceva da due mesi. Quest’anno non è che non vincono per così tanto tempo, ma arriva alla sfida con tanti interrogativi e tanti dubbi.
“Sì, poi c’è anche un’uscita dalla Coppa Italia, in casa, che sicuramente non la favorisce. Ovvio che loro saranno arrabbiati, ma arrabbiato sarà anche il Bologna, siccome mancano 17 partite e dobbiamo assolutamente salvarci, quindi dobbiamo cercare di fare risultato a Milano. Anche un pareggino non sarebbe male…”

Dal punto di vista psicologico come si gestiscono queste situazioni, sia per un allenatore che per un portiere? Ovviamente non si può non toccare questo tasto, con lei.
“Dal punto di vista del portiere, te lo dico per esperienza, devi cercare di isolarti il più possibile, fare quadrato, pensare di non prendere gol e cercare di fare il massimo per portare a casa i tre punti. Per quanto riguarda l’allenatore, sai, non è facile: arrivi in un ambiente nuovo, giocatori nuovi,… Non è facile, ma devi compiere l’impresa e penso che le caratteristiche di Mihajlovic possano aiutarlo a compierla. Cioè, impresa…cercare di salvare il Bologna. Difficile ma non impossibile. Ce la possiamo fare, ecco”

Qual è il ricordo più bello che la collega alle due squadre?
“Beh, sono due squadre che sono dentro il mio cuore. Ovvio che ho sempre tifato Bologna da ragazzo, andavo a vedere – allo stadio – da fine anni ’70 ai primi anni ’80 i vari Enéas, Colomba, Dossena, Garritano, il povero Giuliano Fiorini,… fino ad arrivare anche alla Serie C. Poi sono stato ingaggiato nel settore giovanile e lì la vivi in modo diverso. Vedendo la situazione, spero vivamente che il Bologna vinca perché è dentro il mio cuore e mi ricordo ancora la mia prima partita giocata. L’Inter è un’altra società – assieme alla Sampdoria – che mi ha dato tanto, con cui condivido ricordi indelebili come la vittoria della Coppa Uefa. Ho degli ottimi ricordi con entrambe le squadre”

Tornando al discorso Bologna: quali differenze ha notato in questi 13-20 anni, quando prima era giocatore e poi è tornato da allenatore nelle giovanili?
“Innanzitutto, c’è un centro sportivo stupendo, con molta organizzazione. Non dico che prima era fatto alla buona, tralasciava un po’, adesso è tutto più nuovo, più moderno, più bello. Spero che la prima squadra abbia veramente dei buoni risultati, che riusciamo a salvarci perché sarebbe veramente bello. Abbiamo un centro sportivo, l’idea dello stadio nuovo,… Sarebbe brutto fare un campionato orrendo e retrocedere. Abbiamo ancora ottime possibilità di salvezza e mi auguro di portarla a casa”

Se il centro sportivo non “aiuta” la prima squadra, aiuta sicuramente il settore giovanile.
“Aiuta molto. Anch’io, sai, quando sento dei commenti da parte dei tifosi – che giustamente pensano alla prima squadra – ma è fondamentale per una società accudire e tirare su dei giovani. Guarda l’Atalanta o altre società, che curano molto il settore giovanile. I bergamaschi hanno lanciato tanti giovani che giocano in Serie A. Penso che il sogno della società del Bologna sia questo: tirare su giocatori per la prima squadra, fare plusvalenze e trasformarla – secondo il mio punto di vista – simile all’Atalanta. Puntare molto al settore giovanile per crescere giocatori importanti”

E speriamo sia sulla buona strada. Volevo, però, concentrarmi su un giocatore in particolare, quale Bizzini. A noi di 1000 Cuori Rossoblù ha colpito perché si è confermato, già dal “Trofeo Nereo Rocco” di quest’estate, un vero pararigori. Come lo vede, in prospettiva?
“Guarda, abbiamo tre portieri: Bizzini, che sta facendo molto bene, domani (oggi, ndr) viene con noi in Primavera e fa il secondo di Fantoni; poi abbiamo Molla e Marconi. Abbiamo tre portieri del 2002 che sono veramente molto bravi, che ci danno solo l’imbarazzo della scelta su chi far giocare. Questo vuol dire che la società sta lavorando bene e anche gli allenatori stanno facendo un ottimo lavoro. Bizzini ha fatto un inizio di campionato molto importante, ha parato diversi rigori, ha vinto il premio di miglior portiere in Friuli. Poi Molla è un Nazionale U17 che si gioca il portiere il posto con Gasparin dell’Udinese, che gioca titolare in Primavera 1, e Marconi. Sono tre ragazzi che sono molto ‘fisicati’, messi strutturalmente molto bene. Abbiamo quindi tre portieri di ottima prospettiva”

Quindi, il “Gatto di Casalecchio” sa che la porta è in buone mani.
“Sì, è in buone mani. Poi non dimentichiamoci di Fantoni, 2001, che gioca titolare in Primavera, un campionato importante. Siamo contenti del rendimento dei ragazzi 2001-2002, sperando vada avanti così fino a maggio”

Abbiamo notato che, rispetto all’anno scorso, tutti sono traslati di un anno: da U15 ad U16, da U16 e U17 e così via. In questo cambiamento c’è anche Mattia, suo figlio.
“Mio figlio gioca nell’Under 17, titolare, e sta facendo un campionato interessante. Sono contento perché quest’anno gioca con più continuità, però io proprio non metto becco. Vado a vedere le partite e guardo i portieri, ma ovvio che la sbirciatina la do, è normale (ride, ndr). Sono contento se fa bene, ma l’importante è che si diverta e che vada a casa sereno, felice e contento”

Ultima domanda: Mattia è uscito al 24’, nell’ultima partita. Come sta?
“Ha preso una tacchettata mentre stava calciando, gli si era gonfiata un po’ la caviglia, aveva provato a rimanere in campo ma non ce l’ha fatta. Domani giocano a Bergamo, ma dovrebbe scendere in campo”

Ultima modifica il Sabato, 02 Febbraio 2019 11:16
Sebastiano Moretto

Studente di Scienze della Comunicazione col pallino del pallone e del giornalismo. Quando la domenica vado a messa, mi dirigo verso lo stadio.