Resto del Carlino - Chi al posto di Palacio?

Scritto da  Feb 13, 2019

Quel cartellino giallo preso all'ora di gioco, contro il suo Genoa, gli è costato caro: morale della favola, contro la Roma il Bologna dovrà fare a meno del suo punto di riferimento, quel Rodrigo Palacio che nonostante i 37 anni suonati continua ad essere il faro della rosa, sia in termini di esperienza che di qualità tecnica.

In vista della difficile trasferta dell'Olimpico Giallorosso (posticipo serale del lunedì, per permettere ai romanisti di rifiatare dopo la Champions), Sinisa Mihajlovic avrà dunque un dubbio amletico da risolvere: chi al posto del Trenza? Nicola Sansone è ovviamente il candidato numero uno per sostituirlo, ma anche Krejci potrebbe avere una chance. Dall'altra parte, invece, Edera potrebbe essere confermato dopo la convincente prova di domenica, anche vista l'assenza forzata di Riccardo Orsolini. Da risolvere invece davanti il ballottaggio Santander-Destro: entrambi a segno nell'era Mihajlovic ed ora pronti a contendersi una maglia da titolare.

Ma Sinisa, a Roma, potrebbe anche decidere per un cambio di modulo, spostando Soriano da mezzala a trequartista dietro le due punte, col 4-3-3 che diventerebbe un 4-3-1-2 con un uomo in più per il centrocampo (dove c'è abbondanza di interpreti) ed uno tolto all'attacco, dove si giocherebbe verosimilmente con una prima ed una seconda punta (cioè uno tra Santander e Destro affianco a Sansone). Di certo c'è che le alternative non mancano, col tecnico serbo che farà di tutto per trovare quella più adatta alla sua rosa.

Ultima modifica il Mercoledì, 13 Febbraio 2019 10:14
Stefano Brunetti

Bolognese e bolognista, blogger e poeta, filosofo e asceta, con particolare passione per i colori rossoblù: scrivo sul Bologna da quando sono in fasce, o forse anche prima. Autore su Mondo Bologna, ma anche scrittore, cantante, musicista: con Bologna sempre al centro, come unica fonte d'ispirazione. Cosa ne penso di Destro? Non penso. Pro o contro Donadoni? Neutro. Perché la maglia vien prima di tutto. Datemi dell'ignavo, del conservatore, del bigotto: ma a parte questo, giuro che ho anche dei difetti. Perché prima di tutto viene lei: la maglia del Bologna. 7 giorni su 7. E la maglia non si contesta: si ama. Anzi, di più: si adora.
Ed io, in fondo, non sono che questo: un adoratore seriale. Di professione.