STADIO - Torna la coppia Lyanco-Danilo

Scritto da  Feb 27, 2019

Nell'esordio contro l'Inter Sinisa Mihajlovic li aveva schierati dal primo minuto, venendo ripagato da una prestazione sontuosa: poi, per il brasiliano classe '97, era sopraggiunto l'infortunio, capace di tenerlo fuori diverse settimane.

Ma ad un mese esatto dalla vittoria esterna di San Siro, il tandem verdeoro (anche se Lyanco è in realtà di origine serba) potrà ora tornare insieme sulla linea difensiva, a fermare le scorribande offensive di De Paul e Lasagna. Perchè il tecnico serbo, fin dalla conferenza stampa di presentazione, è stato chiaro nel ribadire le gerarchie difensive: per lui, i due titolari al centro, sono loro. Poi certo, causa assenza dell'uno, nelle successive partite si sono alternati Helander e Gonzalez; ma adesso che Lyanco è tornato, si potrà tornare al piano originario.

Perchè Calabresi è visto da Sinisa più come terzino che centrale, ruolo dove è tra l'altro momentaneamente chiuso da Mbaye. E quindi ecco spiegata la corsia preferenziale data da Miha al brasiliano-serbo, voluto ad ogni costo negli ultimi giorni di mercato, a patto, come ribadito dal mister, che abbandoni i tecnicismi (usando un linguaggio più colorito) e pensi più alla sostanza. In poche parole: per il ruolo che riveste, dovrà essere più balcanico che verdeoro.

Il reparto comunque viene nel complesso da buone prestazioni: sotto la nuova gestione, i goal subiti sono stati ridotti a quattro, per il momento uno a partita, ma tre dei quali contro le big (di cui uno, tra l'altro, un rigore dubbio), anche se certo, specie nelle prossime partite, Sinisa dovrà rendere quello difensivo un fortino invalicabile, un bunker. E per farlo, ha deciso di richiamare in causa Lyanco Evangelista, che ha la sua benedizione: parola di uno che, di difensori, visto il suo passato, se ne dovrebbe effettivamente intendere.

 

Ultima modifica il Mercoledì, 27 Febbraio 2019 10:40
Stefano Brunetti

Bolognese e bolognista, blogger e poeta, filosofo e asceta, con particolare passione per i colori rossoblù: scrivo sul Bologna da quando sono in fasce, o forse anche prima. Autore su Mondo Bologna, ma anche scrittore, cantante, musicista: con Bologna sempre al centro, come unica fonte d'ispirazione. Cosa ne penso di Destro? Non penso. Pro o contro Donadoni? Neutro. Perché la maglia vien prima di tutto. Datemi dell'ignavo, del conservatore, del bigotto: ma a parte questo, giuro che ho anche dei difetti. Perché prima di tutto viene lei: la maglia del Bologna. 7 giorni su 7. E la maglia non si contesta: si ama. Anzi, di più: si adora.
Ed io, in fondo, non sono che questo: un adoratore seriale. Di professione.