Il Punto sul Bologna - Le regole di Masterchef

Scritto da  Mar 12, 2019

Bocconi di tranquillità. Non tali da saziare la fame ma, quanto meno, per fermare l’appetito. È quasi una vicenda gastronomica quella che si sta vivendo intorno ai nostri colori. Ed è una sensazione che riceviamo e che riceveremo a ogni turno di campionato. Nulla è determinato e nulla si determinerà nel giro di poco tempo. Ad esempio, sulla carta (o mantenendo la metafora culinaria, alla carta) la giornata numero 28 (la prossima) sarà complicata. L’Empoli e la Spal (che sono, a oggi e probabilmente fino alla fine, le vere concorrenti per la salvezza del Bologna) giocheranno in casa; rispettivamente con Frosinone e Roma. Due partite non impossibili, vedendo anche la situazione giallorossa che non sembra del tutto risolta, nonostante il cambio in panchina di Di Francesco con Ranieri.
Problema diverso, invece, per la nostra beneamata che si troverà a giocare in casa di un Torino che viene da un periodo di assoluto benessere. Per la precisione, l’ultima sconfitta dei granata risale al 19 gennaio scorso quando perse per 3 a 2 all’Olimpico in veste lupacchiotta. Da lì in poi, la squadra di Mazzarri è riuscita a mettere in fila cinque vittorie (Inter, Udinese, Atalanta, Chievo e Frosinone) e due pareggi a reti inviolate a Ferrara e a Napoli. Con un totale di 17 punti in 7 gare: praticamente i punti che il Frosinone ha fatto in 27 gare. Considerando che i laziali sono appena alle nostre spalle mentre il Toro è sesto insieme all’Atalanta dei miracoli di Gasperini, si capisce rapidamente quanto possa essere ostica la gara di sabato sera. Ma in Piemonte si trattano con l’Alta cucina. Noi ci accontentiamo di un Camogli preso e mangiato in fretta e furia all’autogrill. Dunque, se oggi accenniamo un sorriso perché ci siamo riavvicinati alle nostre concorrenti, tra una settimana potremmo essere meno tranquilli. E meno sorridenti.
Tutto questo, come detto, sulla carta. Eppure, questo fattore potrebbe anche rinfrancarci. Perché se c’è una cosa su cui possiamo fare affidamento è l’incapacità del Bologna Football Club a pianificare alcunché. In cinque anni non si è consolidato nulla, seppur progettato. Ogni estate si è passata con la speranza di poter fare meglio della stagione alle spalle e, invece, si è fatto pervicacemente peggio. Non è interessante sapere se ci siano delle colpe; quelle sono vicende che deve controllare chi ci mette i soldi. Ma basta attenersi ai dati già definiti per capire che, al momento, dei progetti saputiani ben poco ha visto la luce. Un progetto e la sua pianificazione attuativa hanno giustizia nel chiamarsi così solo si arriva a bersaglio. O almeno nelle prossimità. E per ora abbiamo solo un meraviglioso centro tecnico e tanta speranza in un futuro migliore. Ma adesso non possiamo neanche permetterci la speranza di un futuro migliore perché la congiuntura temporale ci dice che dobbiamo stare a chiappe strette fino al 26 maggio. E a chiappe strette è difficile pensare al futuro; se sei con la punta dei piedi sul limitare di un baratro, è difficile che ti venga in mente cosa mangerai la sera, se prima non ti sei tolto da quel pericolo.
E quindi, per ancora 11 partite non possiamo immaginare cosa mangeremo nella prossima stagione, non sapendo quale sarà il ristorante che ci ospiterà. Ma una cosa è certa: per cinque anni abbiamo degustato piatti indigesti e per nulla conformi con la tradizione culinaria bolognese. Qualcuno in cucina ha sbagliato. A Masterchef, i concorrenti che sbagliano vanno via.
Alors...Bon appétit, mes amis!

Massimo Sampaolesi

Fa parte del Direttivo di 1000 Cuori Rossoblu. Si occupa di Comunicazione e ama il Bologna come se stesso. Passioni: la filosofia e la Virtus.