Resto del Carlino - Il ritorno della cooperativa del goal

Scritto da  Mar 20, 2019

Sembra di essere tornati ai tempi del primo Renzo Ulivieri, quello del Torneo dei Bar e della cooperativa del goal: perchè anche il Bologna di quest'anno, come quello di quasi ventitre stagioni addietro, non ha un bomber specifico, ma tutta una serie di giocatori che vanno più o meno spesso in rete.

La prova? Nelle ultime due settimane: col record di reti stagionali in 180 minuti, cioè 5, ottenuto senza un centravanti di professione in campo. Esperimento partito, giocoforza, durante il match col Cagliari, con l'ingresso di Riccardo Orsolini al posto dell'infortunato Santander, e finito, dopo il trionfale esordio, con l'apice in quel di Torino, coi tre moschettieri là davanti a segno, seppur in due casi fermati dal Var.

Morale della favola: il Bologna del secondo Mihajlovic si è scoperto improvvisamente, e quasi per caso, "guardioliano", nel senso di rendere meglio senza una punta pura, con Palacio a fare da "falso nueve" e Sansone ed Orsolini a ronzargli attorno. Poi certo, il capocannoniere resta il Ropero, con 6 goal all'attivo: un numero non troppo lontano da quelli dei colleghi-rivali, tolta qualche eccezione(6 per Stepinski del Chievo, 7 per De Paul dell'Udinese e Ciano del Frosinone, solo Petagna della Spal con 11 e Caputo dell'Empoli con 13 sono in doppia cifra).

Quindi, in conclusione, è un Bologna in versione corale, certo diverso da quello di dieci anni fa del primo Sinisa, dove segnava solo Marco Di Vaio; delle 25 reti fatte quest'anno, 14 sono degli attaccanti (oltre alle 6 di Santander, 3 per Orsolini e Palacio, 1 a testa per Sansone e Destro), 6 dei centrocampisti, trend finalmente in aumento (3 Poli, 2 Pulgar e 1 Soriano) e 5 infine dei difensori (2 per Mbaye e uno a testa tra Mattiello, Danilo e Calabresi), che il loro l'han certamente fatto.

E se non è questa una vera e propria definizione di squadra, cioè saper soffrire insieme, distribuendosi equamente i compiti e lottando l'uno insieme all'altro, davvero poco ci manca.

 

 

Ultima modifica il Mercoledì, 20 Marzo 2019 10:11
Stefano Brunetti

Bolognese e bolognista, blogger e poeta, filosofo e asceta, con particolare passione per i colori rossoblù: scrivo sul Bologna da quando sono in fasce, o forse anche prima. Autore su Mondo Bologna, ma anche scrittore, cantante, musicista: con Bologna sempre al centro, come unica fonte d'ispirazione. Cosa ne penso di Destro? Non penso. Pro o contro Donadoni? Neutro. Perché la maglia vien prima di tutto. Datemi dell'ignavo, del conservatore, del bigotto: ma a parte questo, giuro che ho anche dei difetti. Perché prima di tutto viene lei: la maglia del Bologna. 7 giorni su 7. E la maglia non si contesta: si ama. Anzi, di più: si adora.
Ed io, in fondo, non sono che questo: un adoratore seriale. Di professione.