IL GRILLO PENSANTE - Sorpassi e controsorpassi LAPRESSE

IL GRILLO PENSANTE - Sorpassi e controsorpassi

Scritto da  Apr 14, 2019

Il poker sbattuto con violenza dalla Dea sul muso di un troppo disinvolto Balanzone si è fortunatamente rivelata, con il senno di poi, l’unica mano traumatica dell’ultima mesata. Dopo aver risalito la china grazie al filotto vincente contro Cagliari, Torino e Sassuolo, la rovinosa caduta in terra bergamasca aveva rispedito il Bologna dritto dritto sul melmoso terreno della terz’ultima posizione, accompagnato dall’infausto timore che la dea bendata avesse chiuso i battenti nel bel mezzo del periodo favorevole. Invece il posticipo interno contro l’ormai spacciato Chievo ha permesso di riassaporare prontamente il gusto della vittoria, nonostante i rossoblu si siano incartati nel rompicapo di un match più agevole nelle attese che nella pratica per un’oretta abbondante prima del doppio rigore di Pulgar e del sigillo finale di Superman Djiks. Grazie al quarto successo nelle ultime 5 gare il provvidenziale Mihajlovic ha potuto rimettere il naso avanti rispetto all’Empoli ma, come appare ormai evidente, le dirette avversarie sono assolutamente preparate a vendere carissima la propria pelle; la bagarre in coda è tumultuosa e agguerrita con sorpassi e controsorpassi, e nessuno dal Genoa in giù può permettersi di dormire sonni tranquilli.

Nella tormentosa ricerca di platinati punti per la permanenza in serie A, il campionato porta i rossoblu oltre il confine regionale nel classico “derby dell’Appennino” contro la storicamente mal tollerata Fiorentina, da pochi giorni orfani del dimissionario Stefano Pioli che ha spianato la strada al ritorno di Vincenzo Montella sulla panchina viola. Saranno oltre 2.000 i tifosi rossoblu presenti in Toscana, ma non si tratta certamente di una novità, la passione a Bologna è sempre viva e bramosa di esplodere, e lascia intravedere quale travolgente entusiasmo potrebbe deflagrare con una squadra impegnata su fronti più prestigiosi.

La partita si prospetta oltremodo complessa al cospetto di una squadra che naviga a centroclassifica nella terra di nessuno, con le acque agitate dal dissenso della tifoseria nei confronti della società ma con il vento in poppa della scarica di adrenalina che la nuova guida tecnica dovrebbe trasmettere. Il pomeriggio di Firenze si preannuncia pertanto stracolmo di contenuti e di significati, ma alla fine il bottino in palio sarà sempre il solito: quei maledetti 3 puntacci che sono acqua nel deserto per un Bologna disperatamente assetato di salvezza.