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Resto del Carlino - Il derby dei veterani

Scritto da  Apr 17, 2019

La classe non ha età, e Fabio Quagliarella e Rodrigo Palacio (rispettivamente 36 e 37 anni) ne sono la dimostrazione vivente: volti da copertina delle rispettive squadre, leader e condottieri che più invecchiano più migliorano, come il buon vino.

La prova? La miglior stagione della carriera dell'attaccante blucerchiato, già a segno 22 volte (col premio del ritorno nella Nazionale di Roberto Mancini), il ruolo da faro e guida, nella truppa rossoblù, del Trenza, che non segna come il collega, ma svolge comunque un ruolo a dir poco decisivo nell'economia del club felsineo.

Per l'argentino, tra l'altro, sarà una vera e propria riedizione del derby della Lanterna, essendo stato per diversi anni un simbolo della Genova Rossoblù; ed anche Quagliarella, pur non avendo punti di contatto per via diretta con Bologna, ha un qualcosa che comunque lo lega, cioè quel numero 27 che scelse all'epoca per omaggiare l'amico Niccolò Galli, suo compagno di stanza nelle nazionali giovanili, scomparso in quel tragico incidente del 2001.

Insomma, sabato, oltre alla tradizionale sfida tra rossoblù e genovesi (che certo, in passato, ha scritto pagine di storie non indifferenti), vi sarà anche questo derby tra icone, veterani, leggende, chiamateli un po' come volete: con due obiettivi diametralmente opposti (la salvezza e l'Europa) che certo faranno da ulteriore da motivo in più per accendere la sfida, con la certezza che due così, con dei curriculum del genere, non li trovi certo tutti i giorni.

 

 

Ultima modifica il Mercoledì, 17 Aprile 2019 08:26
Stefano Brunetti

Bolognese e bolognista, blogger e poeta, filosofo e asceta, con particolare passione per i colori rossoblù: scrivo sul Bologna da quando sono in fasce, o forse anche prima. Autore su Mondo Bologna, ma anche scrittore, cantante, musicista: con Bologna sempre al centro, come unica fonte d'ispirazione. Cosa ne penso di Destro? Non penso. Pro o contro Donadoni? Neutro. Perché la maglia vien prima di tutto. Datemi dell'ignavo, del conservatore, del bigotto: ma a parte questo, giuro che ho anche dei difetti. Perché prima di tutto viene lei: la maglia del Bologna. 7 giorni su 7. E la maglia non si contesta: si ama. Anzi, di più: si adora.
Ed io, in fondo, non sono che questo: un adoratore seriale. Di professione.